Il sì del Cremlino a Trump: “A giorni il vertice con Putin”. L’Ucraina non sarà coinvolta
dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK – La conferma di un imminente incontro al vertice fra il presidente americano Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin è arrivata alla vigilia dell’ultimatum lanciato dalla Casa Bianca, che una settimana fa aveva minacciato: «Passi concreti per la Pace entro l’8 agosto o nuove sanzioni secondarie». President Trump lo aveva annunciato già mercoledì, dopo l’incontro a Mosca del suo inviato speciale Steve Witkoff con Putin: «Mi vuol parlare». Il Cremlino ha confermato ieri, sostenendo, però, che l’iniziativa è stata americana. Intessendo un piccolo giallo che ha costretto Putin a chiarire: «Non importa chi l’abbia detto per primo. Lo vogliamo entrambi».
Certo, manca ancora la data, anche se tutti parlano di «settimana prossima». Col consigliere di Putin per la politica estera Jurij Ushakov a spiegare che «coi colleghi statunitensi stiamo già lavorando a questioni specifiche». Ushakov ha pure detto che la sede è stata concordata e sarà annunciata in seguito. Le opzioni …
NEW YORK – La conferma di un imminente incontro al vertice fra il presidente americano Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin è arrivata alla vigilia dell’ultimatum lanciato dalla Casa Bianca, che una settimana fa aveva minacciato: «Passi concreti per la Pace entro l’8 agosto o nuove sanzioni secondarie». President Trump lo aveva annunciato già mercoledì, dopo l’incontro a Mosca del suo inviato speciale Steve Witkoff con Putin: «Mi vuol parlare». Il Cremlino ha confermato ieri, sostenendo, però, che l’iniziativa è stata americana. Intessendo un piccolo giallo che ha costretto Putin a chiarire: «Non importa chi l’abbia detto per primo. Lo vogliamo entrambi».
Certo, manca ancora la data, anche se tutti parlano di «settimana prossima». Col consigliere di Putin per la politica estera Jurij Ushakov a spiegare che «coi colleghi statunitensi stiamo già lavorando a questioni specifiche». Ushakov ha pure detto che la sede è stata concordata e sarà annunciata in seguito. Le opzioni non sono tante: sulla testa di Putin pesa il mandato di cattura emesso dalla Corte Penale internazionale de l’Aia che ne limita i movimenti. Toccherà quasi certamente gli Emirati Arabi, tanto più che ieri, incontrandolo a Mosca, Putin ha detto a Mohamed bin Zayed al-Nahyan, presidente degli Uae: «Siete la sede più adatta». In lizza restano pure Riad, Arabia Saudita, dove si sono alcuni tenuti alcuni dei colloqui fra delegazioni di minor livello. E la Turchia, con Erdogan che fin dall’inizio preme per far da paciere.
In realtà qualche ostacolo c’è ancora. Secondo il tabloid New York Post, che cita una fonte interna alla Casa Bianca, il presidente americano incontrerà il russo solo se questo accetterà di incontrare anche l’ucraino Volodymyr Zelensky. Ipotesi che era parte del piano presentato da Witkoff, respinta da Putin: «Affinché accada, servono determinate condizioni. Purtroppo per ora siamo ancora lontani dall’averle», ha detto. Al Washington Post un funzionario ucraino svela che la discussione iniziale prevedeva due incontri bilaterali – Trump e Putin, Trump e Zelensky. E po l’incontro e tre. All’inizio «la parte russa non ha commentato tale opzione». Poi è arrivato il “no”. Nel pomeriggio di ieri, è sembrato che la Casa Bianca si stesse impuntando: «Putin dovrà incontrare Zelensky prima di poter fissare un colloquio bilaterale con Trump», aveva rivelato a Politico una fonte anonima vicina al presidente. Ma lo stesso Donald ha smentito: «Vladimir non deve necessariamente accettare di incontrare il leader ucraino per vedersi con me». Salvo poi insistere: «Se domani scatteranno sanzioni secondarie o meno dipende da Putin. Sentirò quel che ha da dire, per ora sono molto deluso da lui».
Zelensky, dal canto suo si dice pronto: «L’Ucraina non ha paura dei meeting e si aspetta lo stesso approccio coraggioso da parte russa. Finiamo la guerra. Grazie a chi sta aiutando» ha scritto su X, certo ricordando il rimprovero fattogli da Trump di non avergli mostrato gratitudine per gli aiuti ricevuti dagli Usa. Ha poi ringraziato pure la premier Meloni con cui ieri ha parlato al telefono: «La voce dell’Europa deve essere presa in considerazione». Il capo del governo italiano ha parlato al telefono anche con Trump e con l’emiratino bin Zayed.
Secondo fonti non verificate del quotidiano polacco online Onet.pl – poi rilanciate dal sito di notizie indipendenti in lingua russa Meduza – l’intesa di massima fra Stati Uniti e Russia consiste in un accordo che include il cessate il fuoco, ma nessun trattato di pace formale. La revoca delle sanzioni a Mosca. E concessioni territoriali: il riconoscimento di fatto delle conquiste territoriali russe, con la questione definitiva rinviata di 49 o 99 anni. Ma l’Ucraina potrebbe comunque aspirare ad entrare nella Nato, perché la proposta non includerebbe nessuna garanzia sulla futura espansione dell’Alleanza Atlantica. Il consigliere per la comunicazione della presidenza ucraina, Dmytro Lytvyn, ha successivamente negato che il piano di Trump contenesse i punti delineati da Onet.pl. E pure secondo il New York Times la questione Nato «è la più cruciale delle specifiche del territorio che la Russia controllerà in ultima analisi».