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Stati Uniti, 24 anni dopo identificate tre vittime dell’11 settembre

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È stato possibile solo adesso, grazie a nuove tecnologie che nei primi anni Duemila non erano ancora state sviluppate. Il numero totale delle vittime accertate sale così a 1.653, poco più della metà delle 2.753 che persero la vita nell'attacco alle Torri Gemelle
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NEW YORK – Hanno finalmente un nome gli amabili resti di tre persone che persero la vita nell’orrore dell’11settembre 2001: ormai 24 anni fa. Lo ha comunicato ieri il Chief Medical Examiner, sì, insomma l’ufficio del Medico Legale di New York, che non ha mai smesso di lavorarci. È stato possibile solo adesso, grazie a nuove tecnologie che nei primi anni Duemila non erano ancora state sviluppate. Si tratta di Ryan Fitzgerald un giovanotto «alto e benedetto da due grandi occhi azzurri» come lo ricordano i suoi familiari online, originario di Floral Park, New York.

E poi di Barbara Keating, che di anni invece ne aveva 72 ed era residente a Palm Springs, California. Insieme a una terza donna il cui nome in familiari hanno preferito tenere riservato. Con questi tre nuovi riconoscimenti, il numero totale delle vittime accertate sale a 1.653, poco più della metà delle 2.753 che persero la vita nelle Torri Gemelle nel giorno più tragico della Storia d’America.

Le ultime identificazioni ris…

NEW YORK – Hanno finalmente un nome gli amabili resti di tre persone che persero la vita nell’orrore dell’11settembre 2001: ormai 24 anni fa. Lo ha comunicato ieri il Chief Medical Examiner, sì, insomma l’ufficio del Medico Legale di New York, che non ha mai smesso di lavorarci. È stato possibile solo adesso, grazie a nuove tecnologie che nei primi anni Duemila non erano ancora state sviluppate. Si tratta di Ryan Fitzgerald un giovanotto «alto e benedetto da due grandi occhi azzurri» come lo ricordano i suoi familiari online, originario di Floral Park, New York.

E poi di Barbara Keating, che di anni invece ne aveva 72 ed era residente a Palm Springs, California. Insieme a una terza donna il cui nome in familiari hanno preferito tenere riservato. Con questi tre nuovi riconoscimenti, il numero totale delle vittime accertate sale a 1.653, poco più della metà delle 2.753 che persero la vita nelle Torri Gemelle nel giorno più tragico della Storia d’America.

Le ultime identificazioni risalgono ad oltre un anno fa: era il gennaio 2024. Se si continua a cercare, è anche grazie ad un rinnovato impegno a coinvolgere le famiglie per ottenere i campioni di Dna successivamente analizzati. Prelevandolo anche dalle più giovani generazioni di congiunti.

Il sindaco di New York Eric Adams, che è nel pieno della campagna elettorale, ha commentato la notizia ricordando quanto il dolore legato alla perdita di quelle persone sia vivo anche dopo decenni. Aggiungendo che ogni nuovo riconoscimento è un conforto per chi non ha mai potuto avere una bara su cui piangere. che ancora attendono una risposta.

Jason Graham, responsabile del Laboratorio che effettua le ricerche ha ribadito che l’impegno l’individuazione dei dispersi resta una priorità assoluta, malgrado il tempo trascorso: « Ogni nome restituito ai congiunti è una testimonianza concreta del valore della scienza e della dedizione nel mantenere vivo il ricordo di chi è scomparso».

Eppure, ancora non c’è traccia di più di mille persone, il 40% del totale di chi perì nell’attacco. Chi vi scrive nel 2019 ha visitato quel laboratorio e incontrato i ricercatori che lavorano in un palazzone al 421 Est sulla ventiseiesima strada. Lo stesso dove si svolgono i test del Dna sulle tracce biologiche di tutti i crimini avvenuti a New York. Laboratori nati proprio dall’esperienza iniziata quell’11 settembre 2001, dopo l’attacco al World Trade Center di Manhattan, nel cuore di New York, messo in atto da Osama Bin Laden attraverso la sua organizzazione terroristica, al Qaeda.

Lì sono stati conservati i 21.905 frammenti, un tempo appartenuti ai 2.753 corpi di coloro che morirono quel giorno. Perché, vale la pena ricordarlo, solo 15 corpi furono recuperati in condizioni tali da permettere ai parenti un riconoscimento immediato. Altri 32 vennero riconosciuti grazie alle impronte digitali, 44 dalle protesi dentali e appena sei attraverso gli effetti personali. Il resto è ancora un grande puzzle genetico a cui gli scienziati lavorano ormai da decenni col sostegno economico del governo federale e della città di New York. Nel tentativo di restituire alle famiglie almeno un mucchietto di ossa.

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