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Trump schiera la Guardia nazionale a Washington: “Polizia locale sotto il controllo federale”

(reuters)

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In una conferenza stampa, il presidente Usa ha ribadito che la capitale Usa è una delle città più pericolose al mondo, affermando che ha un tasso di criminalità peggiore di quello di Baghdad, Brasilia e Bogotà
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NEW YORK – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lo stato d’emergenza a Washington, annunciato lo schieramento di 800 soldati della Guardia nazionale, la linea dura con i minorenni e lo sgombero dei senzatetto. Quella che appare come una drammatica escalation della politica federale dell’ordine pubblico è diventata un’ammonizione a tutto il Paese: dopo aver lanciato raid anti-immigrati, e inviato la Guardia nazionale a Los Angeles, Trump vuole mettere sotto controllo tutte le città democratiche e indicarle come l’inferno americano. Trump ha parlato di New York e Chicago come prossimi bersagli, ma intanto ha attaccato l’autonomia democratica di una città che dal 1973 gode di una speciale forma di autogoverno.

«Annuncio un’azione storica per salvare la capitale della nostra nazione dal crimine, dal sangue, dal caos, dal degrado e da quanto di peggio ci sia. Questo è il giorno della liberazione a Washington, riprenderemo la nostra capitale», ha detto spiegando che i…

NEW YORK – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lo stato d’emergenza a Washington, annunciato lo schieramento di 800 soldati della Guardia nazionale, la linea dura con i minorenni e lo sgombero dei senzatetto. Quella che appare come una drammatica escalation della politica federale dell’ordine pubblico è diventata un’ammonizione a tutto il Paese: dopo aver lanciato raid anti-immigrati, e inviato la Guardia nazionale a Los Angeles, Trump vuole mettere sotto controllo tutte le città democratiche e indicarle come l’inferno americano. Trump ha parlato di New York e Chicago come prossimi bersagli, ma intanto ha attaccato l’autonomia democratica di una città che dal 1973 gode di una speciale forma di autogoverno.

«Annuncio un’azione storica per salvare la capitale della nostra nazione dal crimine, dal sangue, dal caos, dal degrado e da quanto di peggio ci sia. Questo è il giorno della liberazione a Washington, riprenderemo la nostra capitale», ha detto spiegando che il crimine di Washington è più alto di quello di Bogotà e Baghdad. Intanto Trump ha ordinato di sgomberare i senzatetto dalle strade. «Rimuoveremo gli accampamenti da tutti i nostri bellissimi parchi, nei quali ora molte persone non possono camminare». Il tycoon non ha fornito dettagli sul destino dei senzatetto. Alle richieste di chiarimento, Trump ha risposto magnificando i lavori di rinnovamento della Casa Bianca.

Il presidente può mettere sotto controllo federale la polizia di Washington per 48 ore in caso di emergenza e prorogare il periodo fino a trenta giorni, ma deve notificarlo al Congresso e spiegarne i motivi. È un’opzione che aprirebbe a battaglie legali. In ogni caso l’emergenza scade dopo trenta giorni, a meno che entrambe le Camere non approvino una legge che ne estenda la durata. Alla conferenza fatta in pompa magna alla Casa Bianca, Trump era affiancato dalla ministra della Giustizia, l’attorney general Pam Bondi, dalla procuratrice generale del distretto di Columbia, di cui fa parte Washington, l’ex giudice televisiva Jeanine Pirro, e dal capo del Pentagono Pete Hegseth. Il presidente ha firmato due ordini esecutivi: il primo mette il dipartimento di polizia locale sotto controllo federale; il secondo è un memorandum che autorizza il Pentagono a schierare la Guardia nazionale. Pirro ha indicato il terzo passo da compiere: cambiare la legge sui reati minorili, per inasprire le pene. «Il nostro messaggio — ha detto — è: vi vediamo, vi stiamo osservando e cambieremo la legge per prendervi».

In realtà i reati, secondo l’Fbi, in un anno sono diminuiti del 26 per cento, toccando il minimo in trenta anni. La preoccupazione maggiore dei residenti non sembra essere la criminalità, ma l’ingerenza di Trump che, tra l’altro, ha graziato centinaia di suoi sostenitori che avevano devastato il Campidoglio. Secondo un sondaggio Washington Post-Schar School condotto in primavera, il 77 per cento si dichiarava «estremamente» o «molto» preoccupato dal possibile colpo di mano del presidente.

«Presto mi occuperò anche di New York — ha annunciato — e, se sarà necessario, faremo la stesa cosa a Chicago, che è un disastro». I democratici hanno parlato di tentativo di «distrarre» dal caso Epstein, il finanziere pedofilo morto nel 2019 e nei cui file sarebbe citato più volte Trump. Brian Schwalb, procuratore generale di Washington e democratico, ha definito la mossa del presidente «senza precedenti, inutile e illegale». »Non c’è alcuna emergenza criminale — ha aggiunto — faremo di tutto per proteggere i diritti e la sicurezza dei residenti».

A Lafayette Square, non lontano dalla Casa Bianca, centinaia di persone si sono radunate per protestare. «Non staremo qui a permetere l’autoritarismo a Washington Dc», ha detto Nee Nee Taylor, di Free Dc, movimento nato per difendere l’autonomia del distretto.

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