✕

Caldo estremo in Ue, in Spagna 1.700 decessi per le alte temperature e due morti negli incendi

(agf)

Ascolta l'audio

Ma non è solo la penisola iberica ad essere in stato di allerta rossa. L’emergenza scatta anche in Francia e nei Balcani
2 minuti di lettura

Non è il caldo a innescare materialmente gli incendi. Ma certo è che le alte temperature contribuiscono in maniera preponderante alla diffusione delle fiamme, complice la vegetazione asciutta per la prolungata assenza di piogge. Proprio come sta succedendo in Spagna che da dieci giorni consecutivi sperimenta picchi di calore che superano i 40 gradi.

“La variabile chiave è quanto è secco il legno, il combustibile vivo, come lo chiamano i forestali”, spiega, Marcelino Núñez, esperto di incendi e delegato territoriale dell'Agenzia Meteorologica Statale, l’Aemet, al quotidiano spagnolo El Pais: "Stiamo vivendo da molti giorni una forte ondata di calore, che provoca stress termico alle piante, seccandole e riducendone l’umidità. Questo fa sì che gli incendi si propaghino molto più intensamente".

Dieci, infatti, i roghi attivi oggi, in contemporanea, nel Paese iberico, secondo le autorità locali. Oltre cinquemila le persone costrette a trascorrere la notte fuori dalle proprie abitazioni o…

Non è il caldo a innescare materialmente gli incendi. Ma certo è che le alte temperature contribuiscono in maniera preponderante alla diffusione delle fiamme, complice la vegetazione asciutta per la prolungata assenza di piogge. Proprio come sta succedendo in Spagna che da dieci giorni consecutivi sperimenta picchi di calore che superano i 40 gradi.

“La variabile chiave è quanto è secco il legno, il combustibile vivo, come lo chiamano i forestali”, spiega, Marcelino Núñez, esperto di incendi e delegato territoriale dell'Agenzia Meteorologica Statale, l’Aemet, al quotidiano spagnolo El Pais: "Stiamo vivendo da molti giorni una forte ondata di calore, che provoca stress termico alle piante, seccandole e riducendone l’umidità. Questo fa sì che gli incendi si propaghino molto più intensamente".

Dieci, infatti, i roghi attivi oggi, in contemporanea, nel Paese iberico, secondo le autorità locali. Oltre cinquemila le persone costrette a trascorrere la notte fuori dalle proprie abitazioni o dai luoghi di villeggiatura. Più di duemila solo come conseguenza dell’incendio che è scoppiato vicino alle spiagge di Tarifa, in Andalusia, dove un agente della gendarmeria è stato investito ed è rimasto ferito mentre gestiva il traffico delle auto che si allontanavano dalla zona a rischio di essere invasa dalle fiamme. Un uomo è morto, invece, nella notte in ospedale, a causa delle ustioni che aveva sul 98 per cento del corpo, per un incendio scoppiato alle porte della capitale Madrid. Un altro, un soccorritore, è deceduto nel comune di León mentre cercava di spegnere un rogo.

“Tutto il mio affetto per la sua famiglia", ha scritto su X il premier Pedro Sánchez mentre il Ministero dell'Interno spagnolo ha attivato la fase di "pre-emergenza" nazionale, con l’obiettivo di aumentare le risorse da mettere in campo per contrastare i roghi.

A causa del grande caldo, oltre alle due vittime dei giorni scorsi, sarebbe morto anche un terzo uomo. In Catalogna, nel pomeriggio di lunedì, un bracciante, secondo le informazioni fino ad ora a disposizione, si sarebbe sentito male mentre raccoglieva la frutta in un’azienda agricola con 40 gradi. Per il Centro epidemiologico nazionale spagnolo, dall’inizio dell’estate più di 1700 persone sono morte per cause legate alle temperature estreme.

Ma fiamme e caldo non stanno colpendo solo la Spagna. Come, ha spiegato, sempre al quotidiano di Madrid, Cristina Santín, professoressa all’Istituto per Ricerca sulla Biodiversità dell'Università di Oviedo: "Il caldo è uno degli ingredienti della bomba Molotov a cui stiamo assistendo in questo momento, con gli incendi anche in altri paesi del Mediterraneo".

Allarmi per le temperature estreme, infatti, sono stati diramate anche nel resto dell’Europa meridionale: in Albania, dove una persona è morta per le fiamme che stanno divampando in varie aree del Paese, ci sono stati 50 focolai nelle ultime 24 ore. In Portogallo dove 1700 pompieri stano cercando di contenere gli incendi scoppiati nel nord e nel centro della nazione. E in Francia dove 14 dipartimenti sono in stato di allerta rossa per l’afa eccezionale perfino per il mese di agosto.

Un’ondata di caldo estremo che sta colpendo non solo il nel sud-ovest del Paese, dove meno di una settimana fa il più grande incendio boschivo della Francia dal 2016, aveva devastato l’Aude, per giorni, carbonizzando 16 mila ettari di terreno, case e automobili e provocando la morte di una donna. Ma anche il resto dello Paese. I cui ospedali, come ha dichiarato la ministra della Salute, Catherine Vautrin, si preparano per reagire alle conseguenze della seconda ondata di caldo estremo.

Leggi i commenti