Pugno duro di Emmanuel Macron contro la decisione di Benjamin Netanyahu di portare avanti il piano di invasione della Striscia di Gaza, formalizzato nei giorni scorsi dal gabinetto di sicurezza e fortemente condannato a livello internazionale.
Il presidente francese, dopo aver annunciato la sua intenzione di riconoscere lo Stato di Palestina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre ora condivisa anche da Australia e Messico, è tornato a parlare dell’emergenza a Gaza definendo il piano di occupazione israeliano «un disastro annunciato di una gravità senza precedenti e una fuga in avanti verso una guerra permanente», hanno riferito fonti dell’Eliseo.
«Gli ostaggi israeliani e le popolazioni di Gaza continueranno a essere le prime vittime di questa strategia», ha aggiunto. Per questo il capo di Stato francese ha ribadito la proposta di una «missione di stabilizzazione sotto mandato dell’Onu, che consentirà di mettere in sicurezza la Striscia di Gaza, proteggere le popol…
Pugno duro di Emmanuel Macron contro la decisione di Benjamin Netanyahu di portare avanti il piano di invasione della Striscia di Gaza, formalizzato nei giorni scorsi dal gabinetto di sicurezza e fortemente condannato a livello internazionale.
Il presidente francese, dopo aver annunciato la sua intenzione di riconoscere lo Stato di Palestina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre ora condivisa anche da Australia e Messico, è tornato a parlare dell’emergenza a Gaza definendo il piano di occupazione israeliano «un disastro annunciato di una gravità senza precedenti e una fuga in avanti verso una guerra permanente», hanno riferito fonti dell’Eliseo.
«Gli ostaggi israeliani e le popolazioni di Gaza continueranno a essere le prime vittime di questa strategia», ha aggiunto. Per questo il capo di Stato francese ha ribadito la proposta di una «missione di stabilizzazione sotto mandato dell’Onu, che consentirà di mettere in sicurezza la Striscia di Gaza, proteggere le popolazioni civili e garantire sostegno ad una governance palestinese». E ha poi aggiunto: «Il Consiglio di Sicurezza del’Onu deve ora lavorare per attuare questa missione e dotarla di un mandato».
Il progetto di una coalizione internazionale era già stato presentato il 30 luglio durante una conferenza all’Onu che aveva portato a una dichiarazione congiunta di 17 Paesi, tra cui il Qatar,Egitto e Arabia Saudita, e che trova il sostegno anche dell’Italia, come già espresso in precedenza dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
Ma il piano di ampliamento delle operazioni militari israeliane nel territorio palestinese devastato ha spinto la premier Giorgia Meloni a passo avanti verso la condanna dell’operazione durante una telefonata con il presidente della Palestina Abu Mazen. Meloni ha espresso preoccupazione per la decisione di Israele specificando che la situazione umanitaria a Gaza è inaccettabile. Per il governo italiano l’urgenza ora è quella di mettere immediatamente fine alle ostilità per poter continuare a fornire assistenza umanitaria, ribadendo la necessità del rilascio degli ostaggi da parte di Hamas che non potrà avere un futuro nell’amministrazione della Striscia. «Siamo contrari a qualsiasi piano di occupazione di Gaza», è intervenuto dopo la telefonata il ministro Tajani spiegando che l’Italia è aperta al riconoscimento della Palestina «ma dobbiamo lavorare alla costruzione di uno Stato palestinese».