✕

La delusione di Kiev: “Scambiare i territori non porta alla pace”

(afp)

Ascolta l'audio

Il leader sente Carney, Modi e Bin Salman per denunciare: “Mosca vuole guadagnare tempo”
2 minuti di lettura

Nel fine settimana i leader europei si erano impegnati a trascinare Volodymyr Zelensky al tavolo del vertice in Alaska. E ieri mattina il presidente ucraino ha voluto ricordare il bilancio sul terreno degli ultimi sette giorni - oltre mille bombe e oltre 1.400 attacchi con i droni - per ribadire che «le concessioni non convinceranno la Russia a porre fine alla guerra». In vista del summit Trump-Putin e degli «scambi» territoriali che secondo la Casa Bianca potrebbero essere il punto di caduta, Zelensky ha voluto ricordare che «la Russia sta trascinando la guerra» e «sta preparando una nuova offensiva».

Ma nel pomeriggio è arrivata la doccia fredda: il muro di Trump contro un vertice a tre e la conferma che l’Ucraina deve prepararsi al peggio: «ci sarà una cessione di territori» a Putin, ha detto il presidente americano, persino “irritato” per il fatto che Zelensky abbia ricordato nei giorni scorsi che l’integrità dell’Ucraina è tutelata dalla costituzione. Trump parla come se la…

Nel fine settimana i leader europei si erano impegnati a trascinare Volodymyr Zelensky al tavolo del vertice in Alaska. E ieri mattina il presidente ucraino ha voluto ricordare il bilancio sul terreno degli ultimi sette giorni - oltre mille bombe e oltre 1.400 attacchi con i droni - per ribadire che «le concessioni non convinceranno la Russia a porre fine alla guerra». In vista del summit Trump-Putin e degli «scambi» territoriali che secondo la Casa Bianca potrebbero essere il punto di caduta, Zelensky ha voluto ricordare che «la Russia sta trascinando la guerra» e «sta preparando una nuova offensiva».

Ma nel pomeriggio è arrivata la doccia fredda: il muro di Trump contro un vertice a tre e la conferma che l’Ucraina deve prepararsi al peggio: «ci sarà una cessione di territori» a Putin, ha detto il presidente americano, persino “irritato” per il fatto che Zelensky abbia ricordato nei giorni scorsi che l’integrità dell’Ucraina è tutelata dalla costituzione. Trump parla come se la Russia non avesse stracciato il diritto internazionale e buttato al macero gli accordi di Helsinki e decenni di pace ai confini europei. Il presidente americano «legittima un’invasione illegittima che incoraggerà altri a fare lo stesso - penso alla Cina e Taiwan - e fa un regalo a uno Stato totalitario» argomenta al telefono Konstantin Batovsky, politologo ed ex consigliere del governatore del Donetsk Sergii Tanuta. «E nessuno pensa agli ucraini che vivono lì e che passerebbero sotto una dittatura».

È in particolare sulle due regioni del Donbass - Donetsk e Lugansk - che erano state già parzialmente infestate di milizie russe al 2014 e annesse con un referendum farlocco che si tende a parlare con leggerezza, «come se fossero già perse. Ma dal 2014 - ricorda Batovski - in Donetsk abbiamo costruito una linea fortificata fondamentale. Se Putin conquistasse il Donetsk, guadagnerebbe un avamposto cruciale per sferrare nuovi, futuri attacchi al resto dell’Ucraina e arrivare fino a Kiev».

Alle stesse conclusioni è arrivato il più recente studio dell’autorevole Institute for the Study of War: «La cintura fortificata del Donetsk è un ostacolo significativo alla penetrazione della Russia nell’ovest dell’Ucraina». Arrendersi al fatto che Mosca si accaparri quella robusta trincea a Est «posizionerebbe le truppe russe in modo molto favorevole per organizzare nuove invasioni». Batovsky ricorda che anche un’altra regione che Putin reclama ed è militarmente strategica: Kherson. «I russi non devono mai superare il fiume Dnipro, non bisogna regalargli quella regione o approfitteranno anche di quell’avamposto per sferrare un nuovo attacco lungo il Mar Nero e arrivare al confine moldavo. Putin vuole notoriamente tagliare l’Ucraina dal mare».

In vista del vertice in Alaska, Zelensky ha cercato ieri di rafforzare la rete di alleanze anche extra europee nel tentativo di scongiurare una capitolazione imposta. Ha telefonato al premier canadese Mark Carney per dirgli che «i russi vogliono semplicemente guadagnare tempo», con il premier indiano Narendra Modi ha insistito nel sostenere le ragioni della partecipazione di Kiev al tavolo - «altri formati non produrranno risultati» - e gli ha chiesto di «limitare l’esportazione di energia russa, in particolare di petrolio» che finanzia la guerra di Putin. Zelensky ha anche sentito il principe saudita Mohammed bin Salman: «Questo è il momento in cui esiste una chance reale di raggiungere la pace» che tuttavia deve implicare delle «garanzie di sicurezza», ha sottolineato. Ma quelle, al momento, non sembrano proprio esserci.

Leggi i commenti