L’ex vicepremier ucraina: “Il vertice è la resurrezione di Putin, si poteva fermare con le sanzioni”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniODESSA – Per Vladimir Putin il vertice con Donald Trump in Alaska “sarà una resurrezione” dopo anni di isolamento e condanne internazionali. L’ex vicepremier ucraina Ivanna Klymbush-Tsyntsadze è “molto preoccupata” all’idea che a quel summit a due tra il presidente russo e quello americano non ci saranno né Volodymyr Zelensky né l’Europa. “Il motivo è semplice”, spiega a Repubblica: “gli Stati Uniti e la Russia rischiano di ridisegnare sopra le nostre teste l’architettura della sicurezza europea”. Una prospettiva che “mette i brividi”. La deputata del partito di Petro Poroshenko invita anche a pensare “a cosa hanno passato in questi tre anni gli ucraini per difendersi da un sopruso, un’invasione criminale”.
Onorevole, che aspettative sul vertice in Alaska?
“Sono molto preoccupata. Per Putin è una resurrezione, era totalmente isolato al livello internazionale, era in difficoltà in vista delle sanzioni americane. E invece siederà al tavolo con l’uomo più potente del mondo. In più, …
ODESSA – Per Vladimir Putin il vertice con Donald Trump in Alaska “sarà una resurrezione” dopo anni di isolamento e condanne internazionali. L’ex vicepremier ucraina Ivanna Klymbush-Tsyntsadze è “molto preoccupata” all’idea che a quel summit a due tra il presidente russo e quello americano non ci saranno né Volodymyr Zelensky né l’Europa. “Il motivo è semplice”, spiega a Repubblica: “gli Stati Uniti e la Russia rischiano di ridisegnare sopra le nostre teste l’architettura della sicurezza europea”. Una prospettiva che “mette i brividi”. La deputata del partito di Petro Poroshenko invita anche a pensare “a cosa hanno passato in questi tre anni gli ucraini per difendersi da un sopruso, un’invasione criminale”.
Onorevole, che aspettative sul vertice in Alaska?
“Sono molto preoccupata. Per Putin è una resurrezione, era totalmente isolato al livello internazionale, era in difficoltà in vista delle sanzioni americane. E invece siederà al tavolo con l’uomo più potente del mondo. In più, Zelensky è fuori, gli europei sono fuori mentre dovrebbero insistere per partecipare. Perché qui stiamo anche parlando della futura architettura della sicurezza in Europa. Un cattivo accordo non sarebbe solo una disfatta per l’Ucraina, ma per l’Europa. Una prospettiva che mette i brividi. Per non parlare degli ucraini: quello che hanno passato in questi tre anni per difendersi da un sopruso. A distanza di tre anni dall’assedio di Mariupol, ancora non possiamo piangerne i morti, non sappiamo quanti sono. Insomma, non sono ottimista”.
Trump insiste che uno scambio di territori sarà inevitabile.
"Per qualunque ucraino penso sia impossibile riconoscere un’occupazione legalizzata dopo un’invasione criminale. E diventare parte della Russia è un altro incubo. Ma poi che esempio daremmo al mondo? Di impunità preventiva, di bullismo giustificato che potrebbe incoraggiare la Cina a invadere Taiwan, tanto per fare un esempio. Inoltre non sarebbe la fine della guerra. E Putin si sentirebbe incoraggiato: l’economia al collasso e le sanzioni spinte al massimo sono veri elementi di pressione. Ma così può recuperare, le sanzioni verrebbero tolte, l’economia si riprenderebbe, e lui sarebbe pronto per un nuovo attacco. Del resto, lo ha sempre annunciato”.
Nel discorso del 2021 su Bielorussia, Russia e Ucraina Putin disse che sarebbero un unico Paese, la Russia.
“Sì, anche. Ma a dicembre del 2021, poche settimane prima dell’invasione, Putin scrisse a Biden alla Nato esplicitando l’ambizione di tornare allo statu quo del 1997, cioè di ristabilire l’ex Urss. Purtroppo, la memoria è molto corta su Putin, in Europa e negli Stati Uniti. Lui nega all’Ucraina il diritto a esistere”.