NEW YORK – La solitamente tranquilla Anchorage - 400mila abitanti– «accoglierà il meeting tra Donald Trump e Vladimir Putin»: lo ha confermato ieri la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. E la cittadina già si prepara ad ospitare il trambusto dall’imminente arrivo delle delegazioni americane e russe con conseguente circo mediatico e proteste indette dall’organizzazione di base Stand Up Alaska fin da giovedì («Siamo con Kiev»).
«Trump andrà ad ascoltare» ha aggiunto Leavitt. E capirà se il leader russo è pronto a vedere Zelensky: «Il presidente vuol uscire dal vertice con una migliore comprensione di come porre fine alla guerra. Spera in un trilaterale». Dall’altra parte del mondo, però, il grande escluso ucraino non nasconde il disappunto: «Il meeting è una vittoria personale di Putin. Rompe l’isolamento andando in America e aggira le sanzioni» tuona.
Poi sottolinea: «Non so di cosa parleranno. Probabilmente hanno una loro agenda bilaterale. Ma non possono decidere nulla su…
NEW YORK – La solitamente tranquilla Anchorage - 400mila abitanti– «accoglierà il meeting tra Donald Trump e Vladimir Putin»: lo ha confermato ieri la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. E la cittadina già si prepara ad ospitare il trambusto dall’imminente arrivo delle delegazioni americane e russe con conseguente circo mediatico e proteste indette dall’organizzazione di base Stand Up Alaska fin da giovedì («Siamo con Kiev»).
«Trump andrà ad ascoltare» ha aggiunto Leavitt. E capirà se il leader russo è pronto a vedere Zelensky: «Il presidente vuol uscire dal vertice con una migliore comprensione di come porre fine alla guerra. Spera in un trilaterale». Dall’altra parte del mondo, però, il grande escluso ucraino non nasconde il disappunto: «Il meeting è una vittoria personale di Putin. Rompe l’isolamento andando in America e aggira le sanzioni» tuona.
Poi sottolinea: «Non so di cosa parleranno. Probabilmente hanno una loro agenda bilaterale. Ma non possono decidere nulla sull’Ucraina senza di noi, le questioni ucraine vanno discusse almeno in tre». Ribadendo pure che gli ucraini «non si ritireranno dal Donbass: si aprirebbe altrimenti un ponte ai russi che già preparano una offensiva in tre direzioni per il prossimo settembre». La risposta è immediata e denota la tensione: Mosca accusa Kiev di preparare una provocazione a Kharkiv venerdì per far fallire i negoziati.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che stanno collaborando alla preparazione del vertice, parlano invece di «approccio positivo». Mentre il Consigliere presidenziale russo per gli Affari Internazionali Yuri Ushakov esalta la scelta della location: «Siamo vicini che condividono i confini, ed è logico attraversare semplicemente lo Stretto di Bering e avere il vertice in Alaska», dice, mentre già si rincorrono le voci di un successivo viaggio di Donald in Russia. Sarà. Ma intanto la Casa Bianca assume un atteggiamento che il ben informato Politico descrive come «insolitamente poco trumpiano», stemperando le aspettative del mondo. La fonte interna si limita a definire l’evento «inizio di una nuova fase».
Insomma, un passo ulteriore verso il cessate il fuoco, ma senza crederci troppo né fare promesse. «Trump ormai ha capito che Putin dice “cazzate” e se n’è ripetutamente lamentato» aggiunge. «A cambiare le cose è il fatto che la richiesta di incontro sia stata avanzata dal Cremlino. Per l’amministrazione è il segnale che qualcosa è cambiato. Putin ha offerto un piano, potrebbe non essere praticabile ma avere qualcosa sulla carta è già un progresso in più». Ecco perché Trump ha deciso di dare all’omologo una possibilità: «Si fida del suo istinto», come ha detto già lunedì sostenendo che intuirà le intenzioni di Putin «nei primi due minuti». Solo a quel punto, si potrà lavorare al trilaterale. Sebbene la stessa fonte noti che Trump giudica Zelensky «politicamente debole» e questo offre a Putin «un momento unico da sfruttare a suo vantaggio».
In effetti, secondo il Wall Street Journal, i russi hanno davvero grandi speranze che qualcosa cambi per loro: «Mosca intravede un’importante apertura per ripristinare le relazioni con Washington e possibili accordi su infrastrutture ed energia nell’Artico e oltre» scrivono. «Putin pensa a risollevare la sua economia, facendo affari con Washington, mentre i media statali enfatizzano quel che definiscono imminente intesa tra due grandi potenze».