Ucraina, dal cessate il fuoco a un vertice a tre: i paletti degli europei per la trattativa
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – Prima le buone notizie per gli europei, forse mai così uniti e con una voce sola. A sentire varie fonti, mai “daddy” Trump è stato così allineato in una telefonata con il Vecchio Continente, quella di ieri con Zelensky, Macron, Starmer, Merz, Meloni, Tusk per la Polonia, Stubb per la Finlandia, von Der Leyen e Costa per la Ue e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il presidente del consiglio europeo Costa si spinge a dire che «Trump ha condiviso con noi tre obiettivi molto importanti: il cessate il fuoco, Ucraina al centro dei negoziati e la disponibilità degli Usa di condividere con l’Europa gli sforzi per rafforzare le condizioni di sicurezza in Ucraina dopo una pace giusta».
Zelensky ha ribadito che «quello di Putin è un bluff». Mentre, secondo Axios, Macron a un certo punto avrebbe rinfacciato a The Donald che «Putin invitato in Alaska è una concessione eccessiva». “The Donald” avrebbe reagito con stizza. Ma Trump avrebbe confermato ai leader europei che…
LONDRA – Prima le buone notizie per gli europei, forse mai così uniti e con una voce sola. A sentire varie fonti, mai “daddy” Trump è stato così allineato in una telefonata con il Vecchio Continente, quella di ieri con Zelensky, Macron, Starmer, Merz, Meloni, Tusk per la Polonia, Stubb per la Finlandia, von Der Leyen e Costa per la Ue e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il presidente del consiglio europeo Costa si spinge a dire che «Trump ha condiviso con noi tre obiettivi molto importanti: il cessate il fuoco, Ucraina al centro dei negoziati e la disponibilità degli Usa di condividere con l’Europa gli sforzi per rafforzare le condizioni di sicurezza in Ucraina dopo una pace giusta».
Zelensky ha ribadito che «quello di Putin è un bluff». Mentre, secondo Axios, Macron a un certo punto avrebbe rinfacciato a The Donald che «Putin invitato in Alaska è una concessione eccessiva». “The Donald” avrebbe reagito con stizza. Ma Trump avrebbe confermato ai leader europei che i suoi obiettivi con Putin sono «di ottenere un cessate il fuoco e di sondare il terreno su un possibile accordo di pace finale», prima di un eventuale incontro a tre con Zelensky (o magari di questi a due con Putin), che Macron vuole che si tenga in un Paese neutrale europeo.
Gli europei e Zelensky hanno presentato a Trump cinque punti, come li ha descritti il cancelliere Merz. Primo: l’Ucraina al tavolo dei negoziati e futuro trilaterale con Zelensky. Secondo: Kiev pronta a «negoziare sulle questioni territoriali ma serve un congelamento del fronte attuale, senza riconoscimento dell’occupazione russa». Terzo: «Kiev deve poter contare su efficaci garanzie sulla propria sicurezza, tra le quali forze armate senza limiti, capaci di preservarne la sovranità». Quarto: «I negoziati devono essere parte di una strategia transatlantica congiunta». E quinto: «Bisogna mantenere alta la pressione delle sanzioni», come sottolinea anche Macron, mentre l’Ue prepara il 19esimo pacchetto.
A quanto si apprende, Trump avrebbe aperto a un’escalation di sanzioni secondarie a Paesi terzi, dopo aver punito l’India che compra il petrolio russo, con gli europei che stanno premendo anche per lo sfruttamento delle centinaia di miliardi di asset congelati russi.
Non solo. Per la prima volta, Trump non si sarebbe opposto al percorso di Kiev in Ue e si sarebbe detto d’accordo su un punto capitale per europei e britannici: le garanzie americane alla Coalizione dei Volenterosi, ossia il piano stilato da Regno Unito, Francia e altri per il dopoguerra dell’Ucraina. Una copertura militare offerta agli alleati non in ambito Nato, ma dagli Usa sì: potrebbe essere il cruciale “backstop” che invoca da molti mesi il primo ministro britannico Keir Starmer, affinché la Coalizione diventi operativa e sia protetta da eventuali attacchi russi.
In questo senso, la partecipazione del vice JD Vance al summit dei Volenterosi («Trump porterà la pace in Europa») è stata decisamente benvenuta dagli alleati, dopo l’esordio dell’inviato Usa Kellogg un mese fa alla conferenza di Roma. I Volenterosi aumentano la pressione: «Negoziati con Putin solo dopo un cessate il fuoco, presenza della forza di rassicurazione europea (militari a difesa di città e infrastrutture, ndr), nessun limite alla Difesa dell’Ucraina e al suo ingresso in Ue e Nato».
Qui arrivano i problemi. Trump sinora non ha cambiato idea sul veto all’Ucraina nella Nato e nemmeno ai militari europei a Kiev. Inoltre, secondo Axios, durante la stessa chiamata Trump avrebbe ribadito una sua convinzione che irrita gli europei: uno scambio di territori tra Ucraina e Russia è «parte necessaria di un accordo di pace». Tanto che il Times, citando un “esclusivo” piano di Witkoff, parla di mezza Ucraina forse trattata come la Cisgiordania sotto occupazione israeliana. Sarebbe un affronto madornale per Kiev e gli europei. Ma questa epocale partita a scacchi con lo zar e The Donald è appena iniziata.