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Terre rare dell’Alaska a Mosca, il piano di Trump per conquistare Putin

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Secondo il Telegraph, il presidente Usa sarebbe disposto ad aprire le risorse naturali dello Stato alla Russia, insieme con la revoca delle sanzioni americana all’industria aeronautica
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NEW YORK - Un accordo tra uomini d’affari per mettere fine alla guerra in Ucraina. E in cui tutti guadagneranno qualcosa: Vladimir Putin l’accesso alle “terre rare” così preziose per le nuove tecnologie, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un successo che potrebbe aiutare la sua candidatura al Nobel per la pace. Secondo il Telegraph, nel vertice di ferragosto ad Anchorage, in Alaska, Trump offrirà a Putin l’accesso a minerali rari come incentivo a fermare la guerra.

Tra le proposte, l’apertura delle risorse naturali dell’Alaska a Mosca e la revoca di sanzioni americane all’industria aeronautica russa. Il tycoon vorrebbe dare anche l’accesso ai minerali rari ucraini e stipulare accordi per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e di gas dell'Alaska. Un pacchetto di proposte avanzato da Scott Bessent, segretario al Tesoro americano. Il tycoon ha detto che Putin dovrà affrontare “conseguenze severe” se non accetterà di porre fine alla guerra. E’ una affermazione forte…

NEW YORK - Un accordo tra uomini d’affari per mettere fine alla guerra in Ucraina. E in cui tutti guadagneranno qualcosa: Vladimir Putin l’accesso alle “terre rare” così preziose per le nuove tecnologie, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un successo che potrebbe aiutare la sua candidatura al Nobel per la pace. Secondo il Telegraph, nel vertice di ferragosto ad Anchorage, in Alaska, Trump offrirà a Putin l’accesso a minerali rari come incentivo a fermare la guerra.

Tra le proposte, l’apertura delle risorse naturali dell’Alaska a Mosca e la revoca di sanzioni americane all’industria aeronautica russa. Il tycoon vorrebbe dare anche l’accesso ai minerali rari ucraini e stipulare accordi per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e di gas dell'Alaska. Un pacchetto di proposte avanzato da Scott Bessent, segretario al Tesoro americano. Il tycoon ha detto che Putin dovrà affrontare “conseguenze severe” se non accetterà di porre fine alla guerra. E’ una affermazione forte, che potrebbe nascondere una certa sicurezza nell’ottenere un risultato. Il leader americano ha anche rivelato l’intenzione di organizzare un immediato secondo incontro con Putin, questa volta insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Forse per sancire il cessate il fuoco. Le “terre rare” restano un punto chiave.

L’Ucraina possiede il 10 per cento delle riserve mondiali di litio, utilizzato nella produzione di batterie. Due dei maggiori giacimenti si trovano in zone conquistate dalla Russia. “Ci sono diversi incentivi, e un potenziale accordo sui minerali rari potrebbe essere uno di questi”, ha detto al quotidiano inglese una fonte a conoscenza delle proposte. A maggio, gli Stati Uniti hanno firmato un’intesa con Kiev sullo sfruttamento dei minerali rari. Washington dovrà avviare nuove esplorazioni minerarie, che potrebbero essere condotte assieme alla Russia. Altri incentivi includono la rimozione dei divieti di esportazione di parti e attrezzature necessarie per la manutenzione degli aerei russi, molti dei quali in pessime condizioni e privi di pezzi di ricambio, dopo il blocco degli aiuti deciso dai Paesi occidentali. Quasi il 30 per cento degli aerei russi di fabbricazione occidentale, privi di manutenzione, potrebbe essere messi a terra nei prossimi cinque anni, secondo Sergei Chemezov, capo del conglomerato statale russo Rostec.

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Revocare le sanzioni potrebbe essere un’altra fonte di guadagno per gli Usa. In particolare per l’americana Boeing: con una flotta di oltre 700 aerei, dominata da Airbus e Boeing, le compagnie russe potrebbero tornare a rifornirsi dagli americani. Trump sta anche valutando di offrire alla Russia opportunità di sfruttare risorse naturali nello stretto che la separa dagli Usa. L’Alaska, separata dalla Russia da soli cinque chilometri nello Stretto di Bering, conterrebbe importanti riserve di petrolio e gas non ancora sfruttate, tra cui il 13 per cento del petrolio mondiale. Questo accesso rafforzerebbe gli interessi strategici di Putin nell’Artico, che nel 2022 rappresentava l’80 per cento della produzione di gas russo.

Fonti del governo britannico hanno detto al Telegraph che questi incentivi potrebbero essere accettabili per l’Europa, a patto di non farli passare come una ricompensa a Mosca.

L’occupazione israeliana della Cisgiordania è l’ultimo modello di riferimento: alla Russia verrebbe offerto il controllo militare ed economico dell’Ucraina occupata sotto un proprio organismo di governo, simile al controllo di Israele sui territori palestinesi. Secondo il Times, l’idea sarebbe stata discussa tra Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca, e i suoi interlocutori russi.

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