NEW YORK- Quando Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin si ritroveranno faccia a faccia nella base militare di Elmendorf-Richardson, Alaska, al fianco del presidente americano non ci sarà nessun esperto di Russia. Nel corso del suo secondo mandato, infatti, The Donald ha preferito la lealtà alla competenza dei collaboratori più stretti. E tagli al personale hanno fatto il resto: il 25 per cento dei funzionari del Servizio Esteri è stato infatti licenziato a partire dal suo insediamento a gennaio.
Com’è noto, a guidare i negoziati con Mosca è stato dunque il magnate immobiliarista Steve Witkoff, neofita della politica estera e grande amico del tycoon. Lo stesso che si è presentato al Cremlino senza un interprete esperto fornitogli dal Dipartimento di Stato che potesse dunque aiutarlo a contestualizzare le cose: preferendo farsene dare uno sul momento dagli “amici” russi. Quel che è peggio, nel corso della trattativa con Putin non ha preso appunti: e ha finito per dare versioni discordanti di cosa fosse stato proposto o accettato, tanto che poi sono servite altre due telefonate chiarificatore. A lanciare l’allarme ci pensa il quotidiano economico Financial Times, che ne ha parlato con alcuni diplomatici di carriera che hanno servito nella prima amministrazione di Donald.
«Si può tranquillamente affermare che oggi Trump non ha una sola persona che conosca nei dettagli la questione russo-ucraina che lo consigli» afferma dunque Eric Rubin, ex ambasciatore statunitense in Bulgaria durante il primo mandato: «Solitamente in vista di un incontro ad alto rischio come può essere quello con Putin, il ruolo dei consiglieri era invece proprio quello di garantire che il presidente fosse ben informato e avesse tutti gli strumenti per poter reagire». Tanto più che, al contrario, il presidente russo – ex agente del Kgb e dunque allenato a farlo - è invece noto per la sua padronanza dei dettagli e la capacità di cogliere di sorpresa gli interlocutori.
A Trump, comunque, non piace avere consigli. Lo sa bene Fiona Hill, già consigliera per la Russia della Casa Bianca durante il primo mandato. Quando Trump andò a ruota libera nella conferenza stampa congiunta con Putin al Summit di Helsinki del 2018, ricorda, «le cose finirono per mettersi così male che pensai di simulare una crisi epilettica per tentare di bloccare tutto».