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La coreografia dei leader in Alaska: l’incontro a centro pista, la camminata a due come vecchi amici

(reuters)
Sorrisi, strette di mano, battute e poi un inconsueto passaggio sull’auto presidenziale: le immagini dell’arrivo dei due presidenti per lo storico incontro ad Anchorage
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ANCHORAGE – Come due vecchi amici, contenti di ritrovarsi dopo troppo tempo. Sorrisi, strette di mano, battute, e poi un passaggio sull’auto presidenziale americana, la mitica "Beast" super blindata, per andare insieme alla sede del vertice. La coreografia dell’arrivo ad Anchorage e del saluto fra Trump e Putin, avvenuto poco prima delle 11 del mattino ora locale, racchiude insieme la speranza e i timori per questo straordinario appuntamento, da cui dipende il futuro della guerra in Ucraina.

Da una parte, infatti, la cordialità e il buon rapporto personale vantato sempre dal capo della Casa Bianca con quello del Cremlino è la leva che Donald pensa di poter usare allo scopo di convincere Vladimir ad accettare il cessato il fuoco; dall’altra, però, è il rischio che l’ex agente del Kgb riesca ad usare i trucchi dell’addestramento ricevuto nel corso del suo servizio, per irretire il tycoon cresciuto invece secondo le logic…

ANCHORAGE – Come due vecchi amici, contenti di ritrovarsi dopo troppo tempo. Sorrisi, strette di mano, battute, e poi un passaggio sull’auto presidenziale americana, la mitica "Beast" super blindata, per andare insieme alla sede del vertice. La coreografia dell’arrivo ad Anchorage e del saluto fra Trump e Putin, avvenuto poco prima delle 11 del mattino ora locale, racchiude insieme la speranza e i timori per questo straordinario appuntamento, da cui dipende il futuro della guerra in Ucraina.

Da una parte, infatti, la cordialità e il buon rapporto personale vantato sempre dal capo della Casa Bianca con quello del Cremlino è la leva che Donald pensa di poter usare allo scopo di convincere Vladimir ad accettare il cessato il fuoco; dall’altra, però, è il rischio che l’ex agente del Kgb riesca ad usare i trucchi dell’addestramento ricevuto nel corso del suo servizio, per irretire il tycoon cresciuto invece secondo le logiche del feroce mercato immobiliare di New York, dove tutto si basa sulla capacità di concludere affari vantaggiosi, senza gli intralci della politica.

Trump è atterrato alla base Joint Base Elmendorf-Richardson qualche minuto prima di Putin. Entrambi hanno aspettato all’interno degli aerei il momento giusto per scendere dalla scaletta in contemporanea, cioè le 11 e 8 minuti del mattino, ora locale, per poi andare verso il tappeto rosso che li aspettava sotto la scaletta. Donald appoggiandosi al corrimano, Vladimir più lesto sui gradini. Il padrone di casa è andato per primo sulla guida, fermandosi poi ad aspettare l’ospite.

Quando si sono stretti la mano sembravano due vecchi amici che non si vedevano da tempo, felici di ritrovarsi per il pranzo di Ferragosto, anche se in realtà questa festa non significa nulla per entrambi. Putin è stato il primo a parlare, sorridendo e scambiando qualche battuta. Trump gli ha stretto la mano e ha risposto con cordialità.

(reuters)

Poi si sono avviati sul palco allestito sul tarmac con la scritta Alaska 2025, mentre gli aerei militari stealth B-2 e F-22 gli volavano sopra la testa. Il capo della Casa Bianca ha abbozzato anche un saluto militare.

Dopo la seconda stretta di mano sul palco, si sono avviati entrambi verso la "Beast", con le telecamere che hanno inquadrato un Vladimir sorridente, mentre parlava sul sedile posteriore con Donald.

Alle 11 e 26 minuti sono entrati nella sala allestita per il bilaterale, con la scritta "Pursuing Peace", ossia alla ricerca della pace. Si sono seduti, con le delegazioni al fianco. Trump non ha fatto commenti, limitandosi a ringraziare.

(afp)

Il capo della Casa Bianca aveva detto nei giorni scorsi che capirà nel giro di pochi minuti le vere intenzioni di quello del Cremlino, ossia se vuole davvero mettere fine alla guerra in Ucraina oppure no. Se fosse arrivato alla conclusione che non era serio, si sarebbe alzato in fretta dal tavolo.

(reuters)

Donald è convinto di avere un buon rapporto personale con Vladimir, che lo mette nelle condizioni di chiudere la guerra. I suoi critici temono che si illuda, rendendosi facile preda delle lusinghe e dei trucchi dell’ex agente del Kgb.

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