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Tra Putin e Trump un vertice senza testimoni, dai team alla foto finale: ecco come funzionerà

(afp)

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Il presidente e lo zar si parleranno alla presenza dei soli interpreti, quindi l’incontro allargato a 5 persone per parte: sul versante americano ci saranno anche Vance e Witkoff, su quello russo Lavrov e Dmitriev. Kiev non sarà rappresentata. Al centro dei colloqui pure il business e il controllo della armi nucleari
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NEW YORK – Solo due interpreti saranno i testimoni di quel che si diranno il presidente americano Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin nell’incontro sul futuro dell’Ucraina che si tiene oggi ad Anchorage, in Alaska. Ecco cosa c’è da sapere sul summit di Ferragosto.

Infografica di Paula Simonetti 

Logistica e delegazioni

Organizzato in gran fretta nella base militare di Elmendorf-Richardson, a pochi chilometri da Anchorage, il meeting inizia con un faccia a faccia fra i due leader fissato per le 11 ora locale, quando in Italia saranno le 21, secondo una nota della Casa Bianca. Si proseguirà poi con una colazione di lavoro e al termine colloqui che coinvolgono le delegazioni nel formato a cinque. Quella americana è composta dal vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, l’inviato speciale per i colloqui di pace Steve Witkoff e …

NEW YORK – Solo due interpreti saranno i testimoni di quel che si diranno il presidente americano Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin nell’incontro sul futuro dell’Ucraina che si tiene oggi ad Anchorage, in Alaska. Ecco cosa c’è da sapere sul summit di Ferragosto.

Infografica di Paula Simonetti 

Logistica e delegazioni

Organizzato in gran fretta nella base militare di Elmendorf-Richardson, a pochi chilometri da Anchorage, il meeting inizia con un faccia a faccia fra i due leader fissato per le 11 ora locale, quando in Italia saranno le 21, secondo una nota della Casa Bianca. Si proseguirà poi con una colazione di lavoro e al termine colloqui che coinvolgono le delegazioni nel formato a cinque. Quella americana è composta dal vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, l’inviato speciale per i colloqui di pace Steve Witkoff e quello per l’Ucraina Keith Kellogg. Nella russa ci sono il ministri degli Esteri Sergej Lavrov, quello della Difesa Andrei Belousov, quello delle Finanze Anton Siluanov, l’ex ambasciatore russo negli Usa e consigliere del Cremlino per la politica estera Yuri Ushakov insieme al responsabile del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti Kirill Dmitriev. Grande assente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Infografica di Paula Simonetti 

La guerra in Ucraina

Al centro ci sono i termini generali di un cessate il fuoco, premessa a un potenziale accordo di pace in Ucraina. Trump ha rassicurato gli alleati europei: non toccherà il tema dello scambio fra territori, perché «solo Russia e Ucraina possono raggiungere l’accordo definitivo». Spera però di creare le condizioni per un trilaterale al più presto. La Casa Bianca sta già cercando la location adatta, considerando anche «di restare in Alaska: sarebbe più comodo». Putin, non sembra aver cambiato le sue richieste: rivendica territori ucraini e l’impegno a escluderla dalla Nato. In passato proposte simili sono state rifiutate.

Nodi e possibili soluzioni

In ballo ci sono 5 regioni: la Crimea, trasferita all’Ucraina all’interno dell’Urss da Nikita Krusciov nel 1954 e già riannessa dal Cremlino nel 2014; tutt il territorio degli oblast russofoni del Donbass - Lugansk e Donetsk - oggi controllati in buona parte da Mosca; Kherson e Zaporizhzhia, occupati in misura inferiore. I due modelli di riferimento per tracciare una linea armistiziale sono della Corea e della Cisgiordania. La prima, sostenuta dall’inviato Usa Kellogg consiste nel congelamento della linea del fronte: tracciando un confine come quello non ufficiale che divide Corea del Nord e del Sud col nel mezzo, una zona demilitarizzata. La seconda evoca l’occupazione militare israeliana in Cisgiordania e permetterebbe di aggirare i divieti della costituzione ucraina a cedere territori senza un referendum.

I timori

Il Centro ucraino contro la disinformazione teme che Putin abbia preparato materiale pseudo-storico da presentare a Trump: mappe geografiche per convincerlo che l’Ucraina è uno “stato artificiale”. Gli esperti, poi, notano che nella delegazione Usa non c’è nessun esperto di Russia, giacché nel Trump ha preferito circondarsi di lealisti piuttosto che di competenti. Trump ha già messo le mani avanti rispetto ai possibili risultati: «C’è il 25 per cento di possibilità di un fallimento».

L’agenda economica

Washington non ha commentato l’indiscrezione secondo cui starebbe per offrire a Putin l’accesso a minerali e terre rare dell’Alaska in cambio del cessate il fuoco. Di certo, però, Mosca mira a rilanciare i rapporti economici e commerciali con gli Stati Uniti. Si discuterà dunque anche dell’alleggerimento delle sanzioni, cooperazione e pure del porre le premesse per un nuovo controllo degli armamenti strategici nucleari da «discutere in un futuro incontro».

Infografica di Paula Simonetti 

I risultati

Al termine dei meeting è annunciata una conferenza stampa congiunta che può essere revocata se le cose andranno male. Non è in programma la stesura di un documento congiunto. Se soddisfatto dei colloqui, Trump assicura che chiamerà subito il presidente ucraino Zelensky e i leader europei. Altrimenti, terrà una conferenza stampa da solo.

I passi successivi

Donald Trump già guarda al futuro. E rispondendo alle domande dei giornalisti su un eventuale secondo incontro assicura: «Sarà più importante del primo». Un trilaterale, certo, ma non esclude del tutto la presenza di leader europei: «Potrebbero esserci come non esserci». Alla vigilia del faccia a faccia, Trump si dice comunque ottimista: «Penso che il presidente Putin voglia fare la pace. E penso che il presidente Zelensky lo desideri altrettanto. Vedremo se riusciranno ad andare d’accordo. Se così fosse sarebbe fantastico. Ho risolto sei guerre negli ultimi sei mesi e ne sono molto orgoglioso», ha insistito, non celando nemmeno questa volta il suo desiderio di ottenere il Nobel per la Pace.

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