LONDRA - La stampa americana critica, quella ucraina disgustata, quella russa giubilante. Si possono riassumere così le reazioni dei media dei Paesi più coinvolti ai risultati del summit in Alaska fra Donald Trump e Vladimir Putin. E se il giornalismo è un buon metro di giudizio su come sono andate le cose nel vertice fra i due presidenti, non è difficile capire chi ci abbia guadagnato e chi perso di più.
Stati Uniti
"Trump fa retromarcia sulla richiesta di un cessate il fuoco in Ucraina e si allinea con Putin" è il titolo di apertura del New York Times. "Nessun accordo raggiunto, ma nessuna conseguenza per Putin", scrive David Sanger, commentatore del quotidiano newyorchese, "il che rende ancora più impressionante la calorosa accoglienza riservatagli dal capo della Casa Bianca".
Stessa titolazione e analisi sul Washington Post, che inoltre mette in rilievo come il comportamento di Trump al summit produca "una spaccatura con gli alleati" di Washington, dall'Europa all'Australia, che s…
LONDRA - La stampa americana critica, quella ucraina disgustata, quella russa giubilante. Si possono riassumere così le reazioni dei media dei Paesi più coinvolti ai risultati del summit in Alaska fra Donald Trump e Vladimir Putin. E se il giornalismo è un buon metro di giudizio su come sono andate le cose nel vertice fra i due presidenti, non è difficile capire chi ci abbia guadagnato e chi perso di più.
Stati Uniti
"Trump fa retromarcia sulla richiesta di un cessate il fuoco in Ucraina e si allinea con Putin" è il titolo di apertura del New York Times. "Nessun accordo raggiunto, ma nessuna conseguenza per Putin", scrive David Sanger, commentatore del quotidiano newyorchese, "il che rende ancora più impressionante la calorosa accoglienza riservatagli dal capo della Casa Bianca".
Stessa titolazione e analisi sul Washington Post, che inoltre mette in rilievo come il comportamento di Trump al summit produca "una spaccatura con gli alleati" di Washington, dall'Europa all'Australia, che si aspettavano un altro modo di confrontare Putin al vertice, agitando il bastone, oltre alla carota, per arrivare a un'intesa o almeno a una tregua.
Sulla rete televisiva Cnn, Fareed Zakaria, uno dei più autorevoli esperti di affari internazionali in America, descrive il vertice semplicemente come "imbarazzante".
Russia
Di tono opposto le reazioni della stampa di Mosca. L'agenzia Tass, definendo positivo il tono dell'incontro per le relazioni fra le due superpotenze, afferma che ora "tocca a Kiev e all'Europa scegliere tra concessioni territoriali a Mosca e il proseguimento della guerra”.
Il primo canale della televisione nazionale affida i commenti sul summit a Dmitri Trenin, un noto analista e membro del Consiglio per gli affari esteri, secondo cui la situazione creatasi ora è “decisamente a favore del Cremlino” e che il “nemico” adesso è l’Europa, decisa a “ostacolare la pace fra Russia e America”.
Sulla stessa linea il quotidiano Komsomolskaja Pravda, secondo il quale “la palla è all’Ucraina e a Regno Unito e Ue, che vorrebbero continuare le ostilità”: sta a Washington convincerli, conclude un editoriale, che un atteggiamento simile non porterà a nulla.
Ucraina
Quanto ai media di Kiev, la reazione è uniforme: furia, rabbia, disgusto. “Un summit nauseante”, titola il Kiev Independent. “Questo vertice è stato la prova generale per un tradimento”, concorda il Kiev Post. Reti tivù e siti di news ucraini temono che l’America premerà su Zekensky affinché faccia concessioni inaccettabili e attendono con ansia la visita di lunedì del presidente ucraino alla Casa Bianca.