✕

Dalla tregua alle sanzioni, di che cosa hanno parlato Trump e Putin

Ascolta l'audio

"Pursuing Peace", perseguire la pace, è lo slogan scelto per il meeting. Lo scopo dell’incontro è avviare un percorso di dialogo e distensione che parte dalla questione ucraina, ma sul tavolo ci sono anche i rapporti economici e commerciali tra Usa e Russia
3 minuti di lettura

NEW YORK – Donald Trump lo ha detto chiaro ai reporter poco prima di accogliere Vladimir Putin su suolo americano: «Il mio obiettivo è riportare Putin al tavolo delle trattative, non mediare un accordo per conto dell’Ucraina». Completando in un certo modo quel che aveva detto solo il giorno prima: «Prepariamo il terreno per il secondo, ma c’è il 25 per cento di possibilità che questo incontro non abbia successo». Certo colpisce che la discussione fra i due si è allungata oltre i tempi previsti, facendo ritardare anche la colazione di lavoro. Ecco i principali temi in agenda.

"Pursuing Peace", perseguire la pace

È lo slogan scelto per il meeting, quello che svetta sul grande palco della sala stampa. Lo scopo dell’incontro è dunque avviare un percorso di dialogo e distensione che parte dalla questione ucraina, ma che in realtà si amplia al rapporto fra Russia e Stati Uniti. La portavoce del dipartimento di Stato americano, Tammy Bruce – appena nominata numero due della missione america…

NEW YORK – Donald Trump lo ha detto chiaro ai reporter poco prima di accogliere Vladimir Putin su suolo americano: «Il mio obiettivo è riportare Putin al tavolo delle trattative, non mediare un accordo per conto dell’Ucraina». Completando in un certo modo quel che aveva detto solo il giorno prima: «Prepariamo il terreno per il secondo, ma c’è il 25 per cento di possibilità che questo incontro non abbia successo». Certo colpisce che la discussione fra i due si è allungata oltre i tempi previsti, facendo ritardare anche la colazione di lavoro. Ecco i principali temi in agenda.

"Pursuing Peace", perseguire la pace

È lo slogan scelto per il meeting, quello che svetta sul grande palco della sala stampa. Lo scopo dell’incontro è dunque avviare un percorso di dialogo e distensione che parte dalla questione ucraina, ma che in realtà si amplia al rapporto fra Russia e Stati Uniti. La portavoce del dipartimento di Stato americano, Tammy Bruce – appena nominata numero due della missione americana alle Nazioni Unite - lo ha sottolineato: «Non consideriamo il vertice come un negoziato sull’Ucraina». Ciò non toglie che non si possono fare progressi su altri fronti se prima non si risolve quella che è diventata una questione cruciale in buona parte del mondo Occidentale.

La questione ucraina

Il vertice è nata dopo il ritorno da Mosca dell’inviato speciale Steve Witkoff: che dopo aver incontrato Putin ha riferito a Trump che il presidente russo intendeva incontrarlo: «ha un piano, forse non un piano praticabile, ma è qualcosa su carta e forse vuol dire che c’è un progresso”. Quando Trump ha annunciato l’incontro con Putin ha fatto intendere che il piano discusso col suo inviato speciale Steve Witkoff includeva «alcuni scambi di territori». La questione si è poi complicata, perché è emerso che il mediatore americano non aveva un interprete suo ma se n’era fatto prestare uno dal Cremlino e non erano stati presi appunti. Quindi il risiko degli scambi si è fatto ancor più nebuloso. Col presidente ucraino Zelenky ad annunciare fin da subito: «Non regaleremo territori alla Russia», sebbene più di un analista sottolinea un suo atteggiamento più dimesso e una rinnovata apertura a cedere qualcosa. «Alcune cose le riprenderemo, altre le scambieremo», aveva detto Trump tanto che i più critici hanno ricordato il suo passato d’immobiliarista dicendo che trattava l’Ucraina alla stregua di una palazzina a Manhattan.

Il cessate il fuoco

Di sicuro al centro del dibattito ci sono i termini generali di un cessate il fuoco, premessa ad un potenziale accordo di pace in Ucraina. Trump ha rassicurato gli alleati europei: non toccherà il tema dello scambio fra territori, perché «solo Russia e Ucraina possono raggiungere l’accordo definitivo». Spera però di creare le condizioni per un trilaterale al più presto. La Casa Bianca sta già cercando la location adatta, considerando anche «di restare in Alaska: sarebbe più comodo». Putin, non sembra aver cambiato le sue richieste: rivendica territori ucraini e l’impegno a escluderla dalla Nato. In passato proposte simili sono state rifiutate. In ballo ci sono 5 regioni: la Crimea, trasferita all'Ucraina all'interno dell'Urss da Nikita Krusciov nel 1954 e già riannessa dal Cremlino nel 2014; le oblast russofone di Donbass, Lugansk e Donetsk, controllate da Mosca; Kherson e Zaporizhzhia, occupate in misura inferiore. I due modelli di riferimento per tracciare una linea armistiziale sono della Corea e della Cisgiordania. La prima, sostenuta da Kellogg consiste nel congelamento della linea del fronte: tracciando un confine come quello non ufficiale che divide Corea del Nord e del Sud col nel mezzo, una zona demilitarizzata. La seconda evoca l’occupazione militare israeliana in Cisgiordania e permetterebbe di aggirare i divieti della costituzione ucraina a cedere territori senza un referendum

L’agenda economica

Il tema della cooperazione politica ed economica sarà centrale. Certo, Washington non ha commentato l’indiscrezione secondo cui starebbe per offrire a Putin l’accesso a minerali e terre rare dell’Alaska in cambio del cessate il fuoco. Di certo, però, Mosca mira a rilanciare i rapporti economici e commerciali con gli Stati Uniti. Si discuterà dunque anche dell’alleggerimento delle sanzioni e di cooperazione. Tanto più che la Casa Bianca ha appena incassato la dura reazione di India e Cina alle ingerenze e alle minacce di dazi che sta avendo come reale effetto un consolidarsi dei rapporti strategici tra India, Russia e Cina e un altro fronte che riguarda i paesi del Brics di cui fanno parte anche Brasile e Sudafrica, anche questi paesi bistrattatti da Trump. Di sicuro Mosca chiederà la rimozione delle sanzioni e Washington il supporto russo a trovare un nuovo equilibrio coi paesi del Brics.

Cooperazione strategica

Putin, non ha escluso che, se verrà raggiunta un'intesa sull'Ucraina, la prossima fase dei contatti con gli Stati Uniti sarà mirata al raggiungimento di un nuovo accordo sul controllo degli armamenti. Sì, perché il controllo delle armi nucleari strategiche di Usa e Russia è regolato dall'accordo New Start, il trattato di disarmo nucleare, prorogato nel febbraio del 2021, due giorni prima della scadenza, per 5 anni proprio da Putin e Joe Biden: dunque scadrà fra pochi mesi. Il trattato non considera le armi nucleari russe non strategiche, ossia con gittata inferiore ai 5.500 chilometri. Su queste, la Russia ha annunciato l'uscita dalla moratoria unilaterale sullo schieramento di missili terrestri a medio e corto raggio.

Leggi i commenti