ANCHORAGE – «Il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Putin, secondo Leon Panetta, è «uno schiaffo in faccia a Trump», che sancisce il fallimento del vertice di Anchorage e richiederebbe l’applicazione delle «gravi conseguenze» minacciate alla vigilia dal capo della Casa Bianca. Ora che però si discute di un accordo di pace complessivo, secondo l’ex capo di Pentagono e Cia due sono gli elementi irrinunciabili: «Le eventuali concessioni territoriali non dovranno essere riconoscimenti ufficiali, e gli Usa dovranno unirsi agli europei per fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina, lasciando aperta la porta per l’ingresso nella Nato».
È stato un errore accogliere Putin col tappeto rosso in Alaska?
«Tutto dipendeva dal risultato, ossia un cessate il fuoco che consentisse alle parti di negoziare la soluzione di lungo termine».
Quindi l’assenza della tregua, richiesta pubblicamente da Trump prima del vertice, sancisce il fallimento?
«Esatto. Sommata all’assenza di una direzione …
ANCHORAGE – «Il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Putin, secondo Leon Panetta, è «uno schiaffo in faccia a Trump», che sancisce il fallimento del vertice di Anchorage e richiederebbe l’applicazione delle «gravi conseguenze» minacciate alla vigilia dal capo della Casa Bianca. Ora che però si discute di un accordo di pace complessivo, secondo l’ex capo di Pentagono e Cia due sono gli elementi irrinunciabili: «Le eventuali concessioni territoriali non dovranno essere riconoscimenti ufficiali, e gli Usa dovranno unirsi agli europei per fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina, lasciando aperta la porta per l’ingresso nella Nato».
È stato un errore accogliere Putin col tappeto rosso in Alaska?
«Tutto dipendeva dal risultato, ossia un cessate il fuoco che consentisse alle parti di negoziare la soluzione di lungo termine».
Quindi l’assenza della tregua, richiesta pubblicamente da Trump prima del vertice, sancisce il fallimento?
«Esatto. Sommata all’assenza di una direzione chiara per la soluzione della guerra».
Alla vigilia Trump aveva minacciato gravi conseguenze, se Putin non avesse accettato. Cosa dovrebbe fare adesso?
«Le aveva minacciate e dovrebbe mantenere la parola, perché tirarsi indietro vuol dire perdere la credibilità. È stato lento a premere il grilletto, non può permettersi di esserlo ancora dopo il rifiuto del cessate il fuoco».
Quali dovrebbero essere queste conseguenze?
«Sanzioni secondarie e misure economiche più dure contro Mosca, e ulteriori forniture militari all’Ucraina per difendersi».
Incluse le armi per attaccare il territorio russo?
«Esatto».
Come ex direttore della Cia, teme che l’ex agente del Kgb Putin stia manipolando Trump?
«Ho sempre operato partendo dalla premessa fondamentale che non ci si può mai fidare di Putin. Trump gli ha offerto un forte riconoscimento ospitandolo in Alaska e la mancata accettazione del cessate il fuoco è uno schiaffo in faccia».
Ora però si discute di un accordo di pace complessivo. Quale potrebbe essere?
«I punti fondamentali per una soluzione di lungo termine sono due: il territorio che manterrà l’Ucraina e le garanzie di sicurezza».
Trump ha parlato di scambio di territori, sarebbe accettabile?
«Non possiamo ignorare il fatto che la Russia è l’aggressore e ha invaso una democrazia sovrana. Come Hitler non meritava di prendersi la Cecoslovacchia e la Polonia, così Putin non dovrebbe allargare i confini grazie ad un’invasione. Per trovare una soluzione in grado di chiudere la guerra, però, le parti dovranno elaborare qualcosa riguardo i territori».
Un riconoscimento definitivo, o non ufficiale come in Corea?
«La seconda ipotesi, ma lascerei decidere alle parti. Non credo però che l’Ucraina debba accettare la cessione formale di territori e sarei preoccupato se rinunciasse ufficialmente alla Crimea».
Gli Stati Uniti dovranno partecipare alle garanzie di sicurezza?
«Sì, è indispensabile».
Quali?
«Usa e Nato devono chiarire che offriranno all’Ucraina una relazione di sicurezza solida, per proteggerla da qualsiasi forma di invasione futura».
Inclusa la prospettiva di entrare nell’Alleanza?
«Penso che come prima cosa bisognerebbe garantire un forte rapporto di sicurezza, senza affrontare la questione dell’adesione alla Nato, ma se ciò dovesse funzionare, Kiev dovrebbe avere l’opportunità di entrare in futuro».
Putin ad Anchorage ha attaccato gli europei, come dovrebbero reagire?
«La Nato deve garantire la sicurezza dell’Ucraina, indipendentemente dal fatto che diventi membro. Gli europei devono continuare il loro sostegno e addestramento, se necessario anche fuori dal quadro Nato».