KIEV – Norbert Roettgen è duro: quello in Alaska è stato un vertice «senza risultati», anzitutto senza un cessate il fuoco. In più, per il presidente della Commissione esteri del Bundestag, è «sbagliato» che la Casa Bianca abbia accantonato le sanzioni contro la Russia. Quanto alle cessioni di pezzi di Ucraina, il politico di lungo corso ed ex ministro della Cdu osserva che «l’integrità territoriale» deve essere «tutelata». Ma aggiunge: solo l’Ucraina può decidere se accettare una «temporanea» occupazione russa.
Cosa pensa di questo vertice?
«È un vertice che, per quanto ne sappiamo, si è concluso senza risultati concreti. Anche se i timori peggiori, quelli che Trump potesse fare delle concessioni a Putin al di sopra delle teste degli ucraini e degli europei, non si sono materializzati. L’Ucraina non ha ottenuto un cessate il fuoco, per non parlare della pace».
Non solo non c’è il cessate il fuoco: Trump non lo vuole più come premessa di un negoziato. E la Germania e gli europei?
«In …
KIEV – Norbert Roettgen è duro: quello in Alaska è stato un vertice «senza risultati», anzitutto senza un cessate il fuoco. In più, per il presidente della Commissione esteri del Bundestag, è «sbagliato» che la Casa Bianca abbia accantonato le sanzioni contro la Russia. Quanto alle cessioni di pezzi di Ucraina, il politico di lungo corso ed ex ministro della Cdu osserva che «l’integrità territoriale» deve essere «tutelata». Ma aggiunge: solo l’Ucraina può decidere se accettare una «temporanea» occupazione russa.
Cosa pensa di questo vertice?
«È un vertice che, per quanto ne sappiamo, si è concluso senza risultati concreti. Anche se i timori peggiori, quelli che Trump potesse fare delle concessioni a Putin al di sopra delle teste degli ucraini e degli europei, non si sono materializzati. L’Ucraina non ha ottenuto un cessate il fuoco, per non parlare della pace».
Non solo non c’è il cessate il fuoco: Trump non lo vuole più come premessa di un negoziato. E la Germania e gli europei?
«In vista del vertice, il cancelliere Friedrich Merz aveva chiarito che la premessa di un negoziato con la Russia debba essere un ampio cessate il fuoco. È una posizione che i nostri partner europei condividono. E anche io».
Il presidente americano ha sostenuto che ora è il turno di Zelensky di “concludere”. Quali sono le linee rosse per la Germania e per l’Europa?
«L’Ucraina deve poter negoziare da una posizione di forza con la Russia. E dunque ha bisogno di tutto il nostro sostegno. Non può esserci una pace imposta, non possono esserci decisioni prese al di sopra delle teste degli ucraini. L’integrità territoriale, l’autonomia democratica e la libertà di associazione dell’Ucraina devono essere tutelate».
Gli “scambi” territoriali di cui parla Trump sono accettabili?
«Putin non ha mai offerto uno scambio, ma ha sempre solo chiesto dei territori ucraini in più. E il riconoscimento giuridico di territori occupati come russi è escluso. Solamente l’Ucraina può decidere se accettare nel corso dei negoziati un temporaneo controllo russo. Tuttavia, non è questo il punto fondamentale. Finché Putin pensa di poter distruggere militarmente l’Ucraina non negozierà mai seriamente».
Trump ha accantonato le sanzioni contro la Russia. È giusto? E gli europei continueranno a mantenere le loro sanzioni contro Putin?
«Con il suo ultimatum, Trump aveva minacciato ulteriori sanzioni contro la Russia. Che adesso le accantoni, dopo che Putin non ha rispettato l’ultimatum, lo trovo estremamente discutibile e sbagliato. È chiaro che la pressione economica e militare sulla Russia va solamente aumentata. Soltanto in questo modo possiamo ottenere la fine del conflitto».
E se Trump chiedesse di riammettere Putin nel G7?
«Una pretesa del genere sarebbe del tutto inaccettabile per noi europei e penso che Trump ne sia perfettamente consapevole».