Merezhko: “È impossibile dare il Donbass ai russi, la Costituzione ucraina lo impedisce”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniKIEV – Oleksand Merezhko è il presidente della Commissione esteri del Parlamento ucraino e ha fatto parte della delegazione che ha negoziato gli accordi di Minsk. «Ecco perché so che la parola della Russia non vale la carta su cui è scritta», sostiene in quest’intervista con Repubblica. In vista dell’incontro del presidente ucraino con Donald Trump, il deputato del partito di Volodoymr Zelensky spiega perché le cessioni territoriali e un accordo di pace prima di un cessate il fuoco sono condizioni impossibili da accettare.
Cosa succederà se Trump chiederà a Zelensky di cedere territori alla Russia?
«Zelensky non può farlo. È incostituzionale. Equivarrebbe a un tradimento, per la legge ucraina. E cambiare la costituzione mentre vige la legge marziale non si può. Ma anche se si potesse, io non riesco a immaginare un solo deputato ucraino disposto a firmare una legge del genere».
E se gli Usa e l’Europa dessero all’Ucraina sufficienti garanzie per la sicurezza?
«Neanche in quel caso…
KIEV – Oleksand Merezhko è il presidente della Commissione esteri del Parlamento ucraino e ha fatto parte della delegazione che ha negoziato gli accordi di Minsk. «Ecco perché so che la parola della Russia non vale la carta su cui è scritta», sostiene in quest’intervista con Repubblica. In vista dell’incontro del presidente ucraino con Donald Trump, il deputato del partito di Volodoymr Zelensky spiega perché le cessioni territoriali e un accordo di pace prima di un cessate il fuoco sono condizioni impossibili da accettare.
Cosa succederà se Trump chiederà a Zelensky di cedere territori alla Russia?
«Zelensky non può farlo. È incostituzionale. Equivarrebbe a un tradimento, per la legge ucraina. E cambiare la costituzione mentre vige la legge marziale non si può. Ma anche se si potesse, io non riesco a immaginare un solo deputato ucraino disposto a firmare una legge del genere».
E se gli Usa e l’Europa dessero all’Ucraina sufficienti garanzie per la sicurezza?
«Neanche in quel caso. Comunque quello è un tema importante: le garanzie per la sicurezza vanno chiarite. E io credo che sia necessario entrare nella testa di Putin per capire quali garanzie per la sicurezza riterrebbe davvero un deterrente. L’unico, vero deterrente sarebbe l’ingresso dell’Ucraina nella Nato».
Che in questo momento è categoricamente da escludere per la contrarietà degli americani. E che in passato è stato anche impedito, ad esempio, dalla Germania e dalla Francia.
«In alternativa considereremmo un segnale forte la disponibilità di Francia e Regno Unito di garantire la deterrenza nucleare, in caso di un attacco russo. E sicuramente aiuterebbe l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, perché implicherebbe anche un soccorso militare, in caso di un attacco».
Il processo per il vostro ingresso nella Ue è in corso ma è ancora lungo.
«Va accelerato. Perché io non credo, ad esempio, che la proposta italiana avanzata da Giorgia Meloni possa funzionare».
Intende un simil-articolo 5 del Trattato, cioè una garanzia di sostegno militare all’Ucraina da parte dei partner dell’Alleanza atlantica, Usa compresi, anche senza partecipazione formale di Kiev alla Nato?
«Sinceramente ho qualche dubbio che l’Italia manderebbe truppe in Ucraina per difenderla dai russi in caso di un attacco. Ecco perché insisto sull’adesione alla Nato o su altre soluzioni».
Ma oggi cosa farà Zelensky se Trump gli chiederà a brutto muso di mollare dei pezzi di Ucraina e segnare un trattato di pace con la Russia?
«Non lo può fare. Dobbiamo sempre ricordarci che in tre anni e mezzo Putin non è mai riuscito a conquistare del tutto i territori che ora reclama in toto, neanche il Donbass. Zelensky non può accettare un accordo di pace. L’Europa dovrebbe aiutarlo a insistere su un cessate il fuoco. Ma io temo che il giochino del Cremlino stia funzionando».
Cioè?
«Putin ha avanzato delle richieste impossibili a Zelensky. Che Trump, però, gli rimbalzerà. E se Zelensky, com’è inevitabile, gli dirà di no, Trump darà la colpa della guerra all’Ucraina».
E in quel caso che succederà? Smetterà di vendere armi all’Ucraina? Spegnerà i satelliti che consentono ora all’esercito di respingere gli attacchi russi?
«Io non penso che gli americani smetteranno di venderci armi. Anche Trump sa che quelli sono interessi miliardari di un’industria molto potente. Però il problema di intelligence che lei pone c’è: Trump può renderci ciechi dinanzi al nemico. Ma farebbe una cosa del genere, sapendo che il risultato sarebbero migliaia di morti? Non voleva il Nobel per la Pace?».