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Le sei guerre che Trump sostiene di aver concluso: quali sono e perché non è vero

(afp)

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“So che cosa sto facendo, ho fermato sei conflitti”, ha detto ieri il presidente americano durante l’incontro con Zelensky e i leader europei. Ma il tycoon, almeno per ora, a malapena ha messo fine a una
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LONDRA – Nella sua più volte espressa ambizione di ottenere il premio Nobel per la pace, Donald Trump ha dichiarato ieri, durante il vertice a Washington con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei, di avere “messo fine a sei guerre”, dando per inteso che ora sta lavorando a mettere fine alla settima, quella tra Russia e Ucraina. “Se guardate ai sei accordi di pace che ho ottenuto quest’anno”, ha detto Trump, “erano tutti Paesi in guerra. Io non faccio i cessate il fuoco, faccio direttamente la pace”: per dire che anche fra Russia e Ucraina non sta più negoziando un cessate il fuoco, come aveva promesso fino alla vigilia del summit in Alaska, bensì punta direttamente a un accordo di pace fra Mosca e Kiev.

Ma una verifica del Guardian rileva che anche questa affermazione del capo della Casa Bianca, su sei guerre fermate in sei mesi di presidenza, è ben lontana dalla verità. Di guerre, il tycoon ne ha fermate a malapena una. Ecco a quali conflitti si riferisce e com…

LONDRA – Nella sua più volte espressa ambizione di ottenere il premio Nobel per la pace, Donald Trump ha dichiarato ieri, durante il vertice a Washington con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei, di avere “messo fine a sei guerre”, dando per inteso che ora sta lavorando a mettere fine alla settima, quella tra Russia e Ucraina. “Se guardate ai sei accordi di pace che ho ottenuto quest’anno”, ha detto Trump, “erano tutti Paesi in guerra. Io non faccio i cessate il fuoco, faccio direttamente la pace”: per dire che anche fra Russia e Ucraina non sta più negoziando un cessate il fuoco, come aveva promesso fino alla vigilia del summit in Alaska, bensì punta direttamente a un accordo di pace fra Mosca e Kiev.

Ma una verifica del Guardian rileva che anche questa affermazione del capo della Casa Bianca, su sei guerre fermate in sei mesi di presidenza, è ben lontana dalla verità. Di guerre, il tycoon ne ha fermate a malapena una. Ecco a quali conflitti si riferisce e come sono andate le cose secondo gli accertamenti del quotidiano londinese.

Repubblica Democratica del Congo e Ruanda

La guerra fra le forze governative della Repubblica Democratica del Congo e i ribelli appoggiati dal Ruanda doveva essere interrotta da un cessate il fuoco, negoziato effettivamente con la mediazione degli Stati Uniti e di altri Paesi, ma la settimana scorsa le due parti hanno mancato una scadenza per raggiungere un’intesa a Doha, nel Qatar, dove si tenevano le trattative, e la violenza continua.

India e Pakistan

Il governo di Nuova Delhi ha negato che Trump abbia svolto alcun ruolo decisivo nel raggiungimento del cessate il fuoco con il Pakistan, dopo vari giorni di scontri fra le truppe e le forze aeree dei due Paesi nella regione contesa del Kashmir nel maggio scorso.

Egitto e Etiopia

Le due nazioni africane non hanno in realtà raggiunto alcun accordo per risolvere le radici della disputa che ha portato ad alcuni scontri militari: la costruzione da parte etiope di una diga sul Nilo per divergere le acque del fiume dall’Egitto.

Serbia e Kosovo

La Serbia ha negato di avere intenzione di iniziare una guerra contro lo stato a riconoscimento limitato del Kosovo, che ha dichiarato l’indipendenza nel 2008, sebbene l’amministrazione Trump abbia rivendicato di essere riuscita a prevenirla.

Thailandia e Cambogia

In luglio Trump ha chiamato i leader dei due Paesi dell’Estremo Oriente esortandoli a un cessate il fuoco dopo tre giorni di combattimenti per dispute di frontiera. Ma in realtà lui stesso ha ammesso in un post sui social di essere in attesa di una risposta dalla Thailandia e il conflitto si è gradualmente arrestato senza un apparente intervento decisivo di Washington.

Israele e Iran

Questo è l’unico conflitto in cui l’America, dopo avere attaccato in giugno le installazioni nucleari di Teheran con missili più potenti di quelli usati da Israele, è effettivamente riuscita a imporre un cessate il fuoco alle due parti. Ma fin dall’inizio non c’erano segnali che il regime degli ayatollah volesse entrare in una vera guerra contro lo Stato ebraico, che lo aveva attaccato già in precedenza distruggendo gran parte delle sue difese antiaeree.

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