KIEV – Volodymyr Fesenko ha un’impressione «positiva» dei colloqui alla Casa Bianca e pensa che Putin sarà «molto deluso» di come sono andati gli incontri tra Trump, Zelensky e i Volenterosi europei. Per il politologo ucraino e presidente del think tank Penta Center for Applied Political Studies, Trump «è sembrato di nuovo ascoltare le ragioni di Zelensky».
Che impressione ha dell’incontro?
«È stato positivo e costruttivo, per l’Ucraina. Anzitutto perché non ci sono stati segni di pressione su Zelensky, come faceva presagire la vigilia. Ma l’aspetto più notevole è che Trump è sembrato di nuovo disposto ad ascoltare le sue ragioni. E per il momento la discussione sulle cessioni territoriali sembra rimandata».
Zelensky ha detto che se ne parlerà al trilaterale con Vladimir Putin.
«Sì e in realtà Trump avrebbe voluto parlare nel dettaglio anche di questo. Ma io non penso che Zelensky si metterà d’accordo su cessioni territoriali unilaterali. Un secondo punto importante è che gli american…
KIEV – Volodymyr Fesenko ha un’impressione «positiva» dei colloqui alla Casa Bianca e pensa che Putin sarà «molto deluso» di come sono andati gli incontri tra Trump, Zelensky e i Volenterosi europei. Per il politologo ucraino e presidente del think tank Penta Center for Applied Political Studies, Trump «è sembrato di nuovo ascoltare le ragioni di Zelensky».
Che impressione ha dell’incontro?
«È stato positivo e costruttivo, per l’Ucraina. Anzitutto perché non ci sono stati segni di pressione su Zelensky, come faceva presagire la vigilia. Ma l’aspetto più notevole è che Trump è sembrato di nuovo disposto ad ascoltare le sue ragioni. E per il momento la discussione sulle cessioni territoriali sembra rimandata».
Zelensky ha detto che se ne parlerà al trilaterale con Vladimir Putin.
«Sì e in realtà Trump avrebbe voluto parlare nel dettaglio anche di questo. Ma io non penso che Zelensky si metterà d’accordo su cessioni territoriali unilaterali. Un secondo punto importante è che gli americani hanno finalmente acconsentito a fornire qualche garanzia per la sicurezza futura dell’Ucraina. E dall’incontro sembra anche chiaro che per Zelensky la priorità resti, intanto, il cessate il fuoco».
Per Trump no, però. Ha continuato a contrabbandare le tregue che ha ottenuto per veri e propri trattati di pace, ha detto di aver risolto “definitivamente” sei conflitti e quindi pensa che si possa fare anche stavolta.
«Trump mente o manipola la realtà. Starà agli europei spiegargli, con tutto il garbo e la pazienza di cui sono capaci, che è vero il contrario».
Quella di andare diritti a un trattato di pace bypassando una tregua è la posizione di Putin, o meglio, la scusa per continuare a bombardare impunemente l’Ucraina?
«Sì esatto. Ecco perché non ci sarà una soluzione semplice al conflitto e non sarà un negoziato breve».
E Putin come reagirà all’incontro alla Casa Bianca?
«Sarà molto deluso. Lui pensava che Trump avrebbe pressato Zelensky contringendolo ad assumere le posizioni — irricevibili — di Mosca».
Anche perché Trump stesso era stato molto aggressivo con Zelensky fino a un minuto prima del vertice.
«Esatto. E ora Putin farà di tutto per fargli cambiare di nuovo posizione. Tutta questa partita sembra un match tattico».
Cioè? Come nella boxe?
«Abbiamo un primo round che è stato chiaramente vinto da Putin. Ieri è andato in scena il secondo round, parzialmente vinto da Zelensky e dagli europei».
E alla fine quale sarà il punto di caduta del negoziato?
«Potrebbero essere due. Il primo un cessate il fuoco lungo l’intera linea del conflitto, con l’Ucraina che non accetterebbe i territori occupati ma gli Stati Uniti che potrebbero tollerare il controllo russo di quelle zone. Il secondo, un trattato di pace tattico ibrido. Ossia, un cessate il fuoco con alcuni accordi su determinati punti. Ad esempio uno scambio di tutti i prigionieri, la ripresa della navigazione mercantile lungo il Dnipro, la cessione della centrale nucleare di Zaporizhzhia agli americani. Insomma, si potrebbe tornare — con qualche modifica — al piano di 22 punti proposto da Witkoff ad aprile di quest’anno».