È lo spettro che i suoi ministri messianici vogliono allontanare a ogni costo, la “soluzione” scomparsa dall’orizzonte politico del suo governo: il riconoscimento dello Stato di Palestina che a settembre, su iniziativa francese, potrebbe mettere Benjamin Netanyahu su una linea di rottura con alcuni dei maggiori alleati di Israele. E così il premier israeliano ha scritto a Emmanuel Macron, il presidente francese che a fine luglio ha rotto gli indugi annunciando il riconoscimento all’Assemblea Onu di settembre, accusandolo di fomentare l’antisemitismo. «Il vostro appello getta benzina sul fuoco antisemita. Non è diplomazia, è appeasement. Premia il terrore di Hamas, rafforza il rifiuto di Hamas di liberare gli ostaggi, incoraggia coloro che minacciano gli ebrei francesi e alimenta l’odio per gli ebrei che ora infesta le vostre strade», ha scritto Netanyahu in una lettera indirizzata direttamente all’Eliseo.
Il premier israeliano teme che la mossa di Macron spinga anche la Gran Bret…
È lo spettro che i suoi ministri messianici vogliono allontanare a ogni costo, la “soluzione” scomparsa dall’orizzonte politico del suo governo: il riconoscimento dello Stato di Palestina che a settembre, su iniziativa francese, potrebbe mettere Benjamin Netanyahu su una linea di rottura con alcuni dei maggiori alleati di Israele. E così il premier israeliano ha scritto a Emmanuel Macron, il presidente francese che a fine luglio ha rotto gli indugi annunciando il riconoscimento all’Assemblea Onu di settembre, accusandolo di fomentare l’antisemitismo. «Il vostro appello getta benzina sul fuoco antisemita. Non è diplomazia, è appeasement. Premia il terrore di Hamas, rafforza il rifiuto di Hamas di liberare gli ostaggi, incoraggia coloro che minacciano gli ebrei francesi e alimenta l’odio per gli ebrei che ora infesta le vostre strade», ha scritto Netanyahu in una lettera indirizzata direttamente all’Eliseo.
Il premier israeliano teme che la mossa di Macron spinga anche la Gran Bretagna a dare seguito alle sue promesse e a riconoscere lo Stato di Palestina se non ci sarà un cessate il fuoco a Gaza. E per adesso il governo israeliano non sembra intenzionato a cercare un accordo per la fine della guerra, al contrario mette a punto nuovi piani di invasione.
Parigi ha annunciato che risponderà formalmente alla missiva, ma prime reazioni sono arrivate già del ministro per gli affari europei e dallo stesso Eliseo. La Francia non «prende lezioni sulla lotta all’antisemitismo», ha detto Benjamin Haddad, «il tema dell’antisemitismo, che avvelena le nostre società europee con un’accelerazione di atti violenti antisemiti dopo il 7 ottobre, non può essere strumentalizzato».
La presidenza francese ha definito «erronea e abietta» l’accusa che arriva da Israele e ha ribadito l’impegno delle autorità contro l’antisemitismo: «La Repubblica protegge e proteggerà sempre i suoi compatrioti di fede ebraica. Questo periodo richiede serietà e responsabilità, non confusione e manipolazione».