Volker: “Putin bara, troverà delle scuse per non fare l’accordo”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliKurt Volker
NEW YORK – Kurt Volker, già inviato speciale per l’Ucraina del presidente Trump, fa questa previsione: «Putin non incontrerà mai Zelensky, ma entro la fine dell’anno sarà costretto ad accettare il cessate il fuoco».
Come giudica gli incontri di lunedì alla Casa Bianca?
«L’inizio del negoziato. C’è ancora molta strada da fare, perché Putin non ha minimamente cambiato le posizioni massimalistiche, che richiedono tutte le quattro regioni attaccate, il ritiro degli ucraini da quelle che non occupa, la loro rinuncia alla Nato e a Forze armate solide».
Ma si dice disposto ad incontrare Zelensky.
«A Mosca, proposta ovviamente assurda. È esattamente quello che fanno in genere i russi, dicendo una cosa, e poi creando le condizioni per renderla irrealizzabile. Così spera di incolpare il leader ucraino di non essere disposto all’incontro».
Ma non rischia di tornare nel mirino di Trump?
«Non ancora. Penso che il presidente sia ora nella modalità di cercare una dinamica negoziale. Ha fatto in…
NEW YORK – Kurt Volker, già inviato speciale per l’Ucraina del presidente Trump, fa questa previsione: «Putin non incontrerà mai Zelensky, ma entro la fine dell’anno sarà costretto ad accettare il cessate il fuoco».
Come giudica gli incontri di lunedì alla Casa Bianca?
«L’inizio del negoziato. C’è ancora molta strada da fare, perché Putin non ha minimamente cambiato le posizioni massimalistiche, che richiedono tutte le quattro regioni attaccate, il ritiro degli ucraini da quelle che non occupa, la loro rinuncia alla Nato e a Forze armate solide».
Ma si dice disposto ad incontrare Zelensky.
«A Mosca, proposta ovviamente assurda. È esattamente quello che fanno in genere i russi, dicendo una cosa, e poi creando le condizioni per renderla irrealizzabile. Così spera di incolpare il leader ucraino di non essere disposto all’incontro».
Ma non rischia di tornare nel mirino di Trump?
«Non ancora. Penso che il presidente sia ora nella modalità di cercare una dinamica negoziale. Ha fatto in modo che Putin esponesse la sua posizione, ha portato l’Ucraina e gli europei a rispondere, ora vuole costruire la trattativa fra loro. Pensa che le sanzioni bloccherebbero il negoziato. Sbaglia, ma la vede così».
E se Putin accettasse di incontrare Zelensky?
«Non lo farà, troverà delle scuse. Non credo abbia alcun interesse a raggiungere un accordo».
Se sarà così, come dovrebbe reagire Trump?
«Continuerà a premere per il negoziato qualche altra settimana. È possibile che poi torni alle sanzioni secondarie, ma l’operazione va orchestrata bene da Ucraina ed Europa, per dimostrare che Putin è intransigente, mentre Zelensky è pronto all’intesa».
Cosa pensa del comportamento degli europei alla Casa Bianca?
«Molto buono. Ottenere il sostegno Usa per le garanzie di sicurezza è stato un grande risultato».
Lei ha fatto l’ambasciatore alla Nato: è possibile dare a Kiev una protezione simile all’Articolo V, come propone l’Italia?
«Sì, ma dipende da cosa hanno concordato di fare. L’Articolo 5 prevede l’obbligo alla difesa reciproca quando un membro viene attaccato. Se sono disposti a combattere per l’Ucraina in caso di aggressione, è possibile, ma non so se intendono ciò in questo momento».
Lei pensa che sia necessario?
«Sì, un impegno credibile per scoraggiare altre aggressioni».
Quali sarebbero gli obiettivi realistici del negoziato?
«Il risultato migliore sarebbe che i russi si ritirassero da Kherson e Zaporizhzhia, continuando ad occupare la Crimea e parti di Donetsk e Luhansk, mentre l’Ucraina cesserebbe ogni tentativo di riprenderli per via militare. Così si creerebbe una situazione di stallo. Il risultato realistico è che i russi non si ritirano e il fronte viene congelato lungo le linee attuali».
Senza riconoscimenti ufficiali?
«Nessun riconoscimento. Sarebbe troppo, per l’Ucraina».
Perché Putin dovrebbe accettare?
«La sua posizione si sta indebolendo sul piano militare, quello finanziario, l’accesso alla domanda di energia e alle parti missilistiche. Gli ucraini attaccano con successo sempre maggiore la catena di approvvigionamento logistica. Perciò il capo del Cremlino spinge per spremere tutto il possibile ora, sapendo che col sostegno americano ed europeo, Kiev può sostenere lo sforzo bellico più a lungo di lui».
Mosca non sta vincendo sul terreno?
«Trump continuerà a fare pressione per un accordo, ma Putin cercherà di tenere tutto e non si ritirerà da alcun territorio. La sua posizione però continuerà ad indebolirsi e per la fine dell’anno dovrà accettare il cessate il fuoco lungo il fronte attuale, che diventerà la soluzione di stallo a lungo termine, senza trattati o riconoscimenti ufficiali».