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Regno Unito, si allargano le proteste contro gli hotel per migranti. Farage: “Deportazione di massa”

Polizia davanti a un hotel per migranti durante le proteste a Londra 

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Secondo il Guardian, sarebbero ultranazionalisti di estrema destra a organizzare le manifestazioni su Facebook. Il governo di Starmer presenta ricorso contro la chiusura del “The Bell” in cui alloggiano immigrati illegali richiedenti asilo nel Paese
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LONDRA – Il governo laburista del primo ministro Keir Starmer presenta ricorso contro la sentenza di un giudice dell’Alta Corte che ha chiuso un albergo designato per ospitare immigrati illegali in attesa del responso alla loro richiesta di asilo nel Regno Unito. Ma le proteste contro gli “hotel per migranti”, iniziate a Epping, il quartiere di Londra nord dove l’albergo ha ricevuto l’ingiunzione di chiusura, si allargano ad altre località, rischiando di diventare un serio problema politico per Downing Street, con il populista Nigel Farage che tuona: “L’unica soluzione è la deportazione di massa”. E il Guardian rivela che le proteste sono organizzate sui social come Facebook da membri di partiti di estrema destra.

Il tema è quello che divampa da tempo, in questo e in altri Paesi: la rabbia contro “l’invasione straniera”, una rivolta popolare contro immigrati clandestini che arrivano dalla Francia sui barconi attraverso la Manica o il cui visto di residenza è scaduto. A scatenarla, a …

LONDRA – Il governo laburista del primo ministro Keir Starmer presenta ricorso contro la sentenza di un giudice dell’Alta Corte che ha chiuso un albergo designato per ospitare immigrati illegali in attesa del responso alla loro richiesta di asilo nel Regno Unito. Ma le proteste contro gli “hotel per migranti”, iniziate a Epping, il quartiere di Londra nord dove l’albergo ha ricevuto l’ingiunzione di chiusura, si allargano ad altre località, rischiando di diventare un serio problema politico per Downing Street, con il populista Nigel Farage che tuona: “L’unica soluzione è la deportazione di massa”. E il Guardian rivela che le proteste sono organizzate sui social come Facebook da membri di partiti di estrema destra.

Il tema è quello che divampa da tempo, in questo e in altri Paesi: la rabbia contro “l’invasione straniera”, una rivolta popolare contro immigrati clandestini che arrivano dalla Francia sui barconi attraverso la Manica o il cui visto di residenza è scaduto. A scatenarla, a Epping, è stato l’arresto di uno dei richiedenti asilo, un etiope di 41 anni, per molestie sessuali nei confronti di una ragazza di 14 anni: l’uomo aveva cercato ripetutamente di baciarla mentre lei mangiava una pizza. In generale, è un risentimento contro i migranti visti come una presenza illecita, che approfitta del welfare britannico, creando paura e disagio nelle zone in cui sono temporaneamente alloggiati.

“Intendiamo non usare più gli alberghi per ospitare questo tipo di immigrati ma vogliamo farlo nei tempi e nei modi necessari”, ha dichiarato la ministra degli Interni Yvette Cooper. “Non spetta comunque a un giudice”, ha aggiunto, “decidere dove lo stato alloggia i richiedenti asilo”. Per questo il governo ha chiesto di fare appello al giudizio dell’Alta Corte, e anche The Bell, l’hotel di Epping al centro della disputa, ha presentato ricorso contro la sentenza (che entrerà comunque in vigore il 12 settembre: per adesso 140 migranti rimangono nell’albergo).

In attesa che il tribunale valuti se gli appelli possono essere considerati, questo fine settimana sono in programma altre manifestazioni di protesta in tutta l’Inghilterra per chiedere la chiusura di altri hotel dalle stesse caratteristiche. Le dimostrazioni a Epping hanno visto scendere in strada alcune migliaia di persone, tra cui genitori preoccupati per i figli dopo il caso di molestie: molti dicono di essere intimoriti dagli immigrati che durante il giorno si aggirano liberamente per il quartiere, poiché The Bell non è un centro di detenzione e i suoi ospiti sono liberi di entrare e uscire quando vogliono. Nei giorni scorsi sono anche scoppiate violenze, con tafferugli fra i dimostranti anti-migranti e altri che difendono i diritti degli immigrati, richiedendo l’intervento della polizia. Il timore è che, se cresce la protesta, si moltiplichino gli incidenti.

Ad alimentare la tensione è anche la stampa, in particolare i tabloid di destra, che tengono da giorni la questione in prima pagina, accusando il governo di non proteggere la popolazione e di essersi lasciato sfuggire di mano la situazione.

Il paradosso è che il problema dei migranti clandestini è minimo rispetto all’immigrazione legale: nel 2024 sono arrivati legalmente circa 950 mila immigrati nel Regno Unito, mentre il totale dei residenti nei circa 200 alberghi designati per ospitare gli immigrati illegali è di circa 32 mila persone. Sono diminuiti rispetto al 2023, quando erano al potere i conservatori, ma sono aumentati dell’8 per cento rispetto a un anno fa, quando il Labour è andato al governo. E complessivamente il numero di richieste di asilo è salito a 110 mila, un nuovo record.

Così il partito populista trumpiano Reform, guidato da Farage, l’ex-promotore della Brexit, attualmente al primo posto nei sondaggi, soffia sul fuoco attaccando Downing Street; e il partito conservatore fa altrettanto. Farage propone di chiudere i migranti in basi militari aeree in disuso e deportarli in Afghanistan e in Eritrea con cinque voli al giorno: “Ci costerebbe meno che pagare per la loro ospitalità negli alberghi e sarebbe l’unico deterrente che funziona per fermare gli sbarchi”.

Sotto la furia dei ceti più deboli, nei cui quartieri generalmente si trovano gli alberghi, c’è una falsa percezione: nei rilevamenti di opinione la gente si dice convinta che la maggioranza degli immigrati siano illegali, mentre in realtà gli illegali sono meno del 10 per cento rispetto a quelli legali. Ma è difficile capovolgere questo dato fasullo. Il governo si giustifica dicendo che da qualche parte i clandestini che hanno richiesto asilo vanno alloggiati. Circolano altre ipotesi: metterli in caserme, oppure su navi o in centri costruiti appositamente, ma occorrono tempo e denaro, e il premier Starmer non dispone né dell’uno, né dell’altro.

La destra populista reagisce dicendo che per fermare i migranti con i barconi occorre un forte deterrente: minacciare di deportarli in Ruanda, come voleva fare il governo dei Tory (ma i laburisti hanno cancellato l’iniziativa), la proposta che rilancia ora Farage. E partiti ultranazionalisti di estrema destra, come rivela il Guardian, organizzano su Facebook le marce di protesta: gli stessi che l’estate scorsa provocarono disordini di massa, accusando falsamente i migranti di essere dietro una strage di bambini in una scuola. L’estate 2025 non è ancora finita e anche questa potrebbe diventare molto calda per la Gran Bretagna.

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