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I tank alle porte di Gaza City: otto bambini uccisi dai raid

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Dissensi nell’esercito: “La guerra serve a Netanyahu solo per restare al potere”. Migliaia in piazza a Tel Aviv per il cessate il fuoco
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GERUSALEMME – Nell’attesa, si muore. Nell’attesa di capire se l’ambiguità di Netanyahu, che da una parte ha approvato il piano di occupazione di Gaza City ma dall’altra tiene aperto il negoziato a Doha, nasconde una minima possibilità di arrivare alla tregua, le forze militari israeliane si avvicinano ai quartieri centrali della città, come dimostra un filmato apparso sui social in cui si vedono dei carri armati a Sabra. Ma nell’attesa, appunto, si muore.

Cinquanta uccisi ieri nei raid dell’Idf, tra cui 8 bambini: 6 morti per un colpo di artiglieria sulle tende a nordovest di Khan Yunis, due a Jabalia. «Vi abbiamo ordinato un’operazione rapida, secondo me potete assediarli. Non lasciate andare chi non se ne va, senza acqua e senza elettricità possono morire di fame o arrendersi. Questo è ciò che vogliamo», ha detto il ministro dell’ultradestra Bezalel Smotrich al Capo di Stato maggiore Eyal Zamir, che ha fatto capire di non sapere quanto tempo ci vorrà a prendere la città.

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GERUSALEMME – Nell’attesa, si muore. Nell’attesa di capire se l’ambiguità di Netanyahu, che da una parte ha approvato il piano di occupazione di Gaza City ma dall’altra tiene aperto il negoziato a Doha, nasconde una minima possibilità di arrivare alla tregua, le forze militari israeliane si avvicinano ai quartieri centrali della città, come dimostra un filmato apparso sui social in cui si vedono dei carri armati a Sabra. Ma nell’attesa, appunto, si muore.

Cinquanta uccisi ieri nei raid dell’Idf, tra cui 8 bambini: 6 morti per un colpo di artiglieria sulle tende a nordovest di Khan Yunis, due a Jabalia. «Vi abbiamo ordinato un’operazione rapida, secondo me potete assediarli. Non lasciate andare chi non se ne va, senza acqua e senza elettricità possono morire di fame o arrendersi. Questo è ciò che vogliamo», ha detto il ministro dell’ultradestra Bezalel Smotrich al Capo di Stato maggiore Eyal Zamir, che ha fatto capire di non sapere quanto tempo ci vorrà a prendere la città.

Si registrano anche dei decessi per malnutrizione, tra cui due bambini, due giorni dopo che la carestia a Gaza City è stata dichiarata dalle Nazioni Unite, tra le proteste del governo israeliano che la definisce «una spudorata menzogna». Il capo dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, sottolinea: «Il governo israeliano smetta di negare la carestia che ha creato a Gaza, ogni ora conta».

Netanayhu è sotto pressione. Il 62% degli israeliani, secondo un sondaggio, ritiene che l’Esecutivo non abbia più il gradimento della maggioranza degli israeliani. E fonti interne alle Idf, citate dal quotidiano Maariv, sostengono che il primo ministro stia portando avanti la guerra «perché comprende di non poter mantenere il controllo del governo senza di essa». Ancora ieri sera migliaia di persone sono scese in piazza a Tel Aviv per chiedere, per l’ennesima volta, il rilascio di tutti gli ostaggi e il cessate il fuoco. Manifestazione anticipata dalle fibrillazioni causate da Trump, che ha messo in dubbio il numero dei rapiti ancora in vita. «Ora hanno 20 ostaggi vivi, ma probabilmente i 20 non sono effettivamente 20 perché due di loro forse non ci sono più», ha detto l’inquilino della Casa Bianca.

Nel frattempo Benny Gantz, leader dei centristi, lancia un appello a Netanyahu, al leader dell’opposizione Yair Lapid e al presidente del partito Yisrael Beitenu, Avigdor Liberman, per formare un «governo per la liberazione degli ostaggi», con un chiaro mandato di sei mesi prima di nuove elezioni. Proposta subito bocciata da Liberman.

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