Israele torna a colpire gli Houthi nello Yemen. “Risposta al lancio di bombe a grappolo”
dal nostro inviato Fabio TonacciSanaa, palazzo in fiamme dopo il raid israeliano
Tel Aviv – Un missile con testata a grappolo, il primo di questo tipo lanciato dagli Houthi contro Israele, scatena la reazione dello Stato ebraico. Dodici jet si sono alzati in volo ieri dalle basi israeliane e hanno colpito Sanaa, la capitale yemenita sotto controllo delle milizie sciite appoggiate dall’Iran. Due le vittime, secondo un bilancio che è ancora parziale. A finire nel mirino sono stati, oltre ad alcune postazioni lanciarazzi, il compound militare dove si trova il palazzo presidenziale, un deposito di carburante e le due centrali elettriche di Asar e Hizaz.
L’attacco è stato poderoso, come dimostrano le immagini delle esplosioni e le colonne di fumo nero che si sono sollevate altissime. È scattato appena le Israeli defense forces (Idf) hanno diffuso i risultati dell’indagine sul missile balistico yemenita che venerdì notte è stato lanciato su Tel Aviv, facendo scattare le sirene nella città ma disintegrandosi in aria senza essere intercettato dalla contraerea. A terra le …
Tel Aviv – Un missile con testata a grappolo, il primo di questo tipo lanciato dagli Houthi contro Israele, scatena la reazione dello Stato ebraico. Dodici jet si sono alzati in volo ieri dalle basi israeliane e hanno colpito Sanaa, la capitale yemenita sotto controllo delle milizie sciite appoggiate dall’Iran. Due le vittime, secondo un bilancio che è ancora parziale. A finire nel mirino sono stati, oltre ad alcune postazioni lanciarazzi, il compound militare dove si trova il palazzo presidenziale, un deposito di carburante e le due centrali elettriche di Asar e Hizaz.
L’attacco è stato poderoso, come dimostrano le immagini delle esplosioni e le colonne di fumo nero che si sono sollevate altissime. È scattato appena le Israeli defense forces (Idf) hanno diffuso i risultati dell’indagine sul missile balistico yemenita che venerdì notte è stato lanciato su Tel Aviv, facendo scattare le sirene nella città ma disintegrandosi in aria senza essere intercettato dalla contraerea. A terra le unità militari hanno trovato i resti di una testata armata con bombe a grappolo, destinate a deflagrare non appena si disperdono sulla superficie, così moltiplicando a dismisura il danno. Durante la risposta iraniana all’attacco ai siti nucleari di due mesi fa, i pasdaran hanno usato almeno due missili con testate a grappolo contro le città israeliane. Questo tipo di arma è bandito dalla convenzione del 2008, firmata da 112 Paesi. Tra i quali non figurano né la Repubblica islamica, né Israele.
«L’operazione su Sanaa è diretta conseguenza dell’attacco con missile e droni esplosivi di venerdì», spiegano fonti dell’Idf. Una delle bombe a grappolo era caduta nel cortile di un’abitazione a Ginaton, nella zona centrale di Israele, provocando danni lievi. «Il palazzo presidenziale è all’interno di un sito militare da cui il regime terrorista organizza e conduce azioni contro di noi. Così come nel caso degli impianti elettrici usati per attività militari, a dimostrazione di come gli Houthi usino strutture civili per i loro scopi».
Sullo Yemen sono stati scaricati 35 missili. Oltre ai due morti, il ministro della Salute di Sanaa registra 35 feriti. Il premier Netanyahu, il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di stato maggiore Eyal Zamir hanno seguito l’attacco (il 15esimo da quando è cominciata la guerra a Gaza) dalla sede del Comando centrale di Tel Aviv. Sono stati impiegati cacciabombardieri scortati dagli aerei cisterna, perché Sanaa dista 1.800 chilometri da Israele.
«Continueremo a sostenere Gaza, a prescindere dal prezzo che dovremo pagare», affermano i vertici dei ribelli yemeniti, che definiscono il raid di Israele «un fallimento». Da Teheran si fa sentire la Guida Suprema, Ali Khamenei, che elogia gli Houthi: «Tutti dovrebbero opporsi a Israele e bloccare qualsiasi aiuto al regime».