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Francia, fiducia ad alto rischio. Trema il governo di Bayrou

Francia, fiducia ad alto rischio. Trema il governo di Bayrou

Il premier chiede il sostegno dell’Assemblea prima del voto sulla manovra con tagli da 44 miliardi. Le Pen si sfila, socialisti scettici

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PARIGI – François Bayrou ha deciso di giocare d’anticipo. Il premier francese chiederà un voto di fiducia sul governo già l’8 settembre, prima ancora del dibattito sulla Finanziaria previsto in autunno.

Il premier, che non dispone di una maggioranza parlamentare, ha annunciato di voler sottoporre all’Assemblée Nationale un voto «sulla responsabilità del governo» e sulla «questione centrale del controllo delle nostre finanze». La legge di bilancio presentata dall’esecutivo per il 2026 prevede un inedito piano di austerity, con l’obiettivo di tagliare 44 miliardi di euro sul deficit.

Da settimane Bayrou è sotto pressione per correggere, rivedere o cancellare diverse delle misure previste nella manovra. I ministri avevano cominciato faticose trattative con i leader politici per definire compromessi su emendamenti e compromessi. A sorpresa, il premier ha deciso ieri di invertire il calendario: prima una fiducia sul governo e sull’obiettivo dei 44 miliardi di tagli, e solo dopo la discussione nel dettaglio delle singole misure.

Un azzardo politico che pesa, tanto più dopo la caduta di Michel Barnier lo scorso dicembre proprio sull’approvazione della Finanziaria. La France Insoumise, comunisti e Verdi hanno subito annunciato di voler bocciare l’esecutivo. E questa volta anche Marine Le Pen ha tolto il sostegno che negli ultimi mesi aveva garantito, almeno sotto forma di astensione. A decidere le sorti del governo sarà il partito socialista, diventato l’ago della bilancia. Il segretario del Ps, Olivier Faure, ha lanciato un avvertimento ieri sera, sostenendo che nell’attuale situazione sarebbe «inimmaginabile che i socialisti votino la fiducia» al premier.

Nella conferenza stampa di ieri Bayrou ha dipinto l’immagine di una Francia in pericolo, costretta a rinunciare agli investimenti per arginare un debito diventato «pericolo imminente». Se l’Assemblea lo boccerà, ha avvertito, «sarà impossibile andare avanti». Una mancata fiducia aprirebbe quindi una nuova crisi politica. Emmanuel Macron, pur avendo più volte escluso un nuovo scioglimento dell’Assemblée Nationale, dopo averlo improvvisamente deciso più di un anno fa, sarebbe costretto a prendere di nuovo in considerazione l’ipotesi di elezioni anticipate.

Il voto sulla fiducia al governo Bayrou si terrà a ridosso della mobilitazione contro la Finanziaria indetta sui social con l’appoggio della gauche radicale ma anche di gruppi autonomi che evocano il fantasma di un ritorno dei gilet gialli. I sindacati, contrari alla “stangata” di Bayrou, hanno pure annunciato cortei e scioperi. Intanto i mercati anticipano uno scenario negativo. Dopo le parole dei Bayrou, e la reazione dei leader dell’opposizione, i rendimenti dei titoli di Stato francesi sono balzati ai massimi da marzo, con uno spread sul titolo tedesco cresciuto di quasi 7 punti base. È il maggiore aumento in un solo giorno dal giugno 2024, alla vigilia delle elezioni legislative che produssero l’attuale parlamento senza maggioranza.

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