LONDRA – Il fondo sovrano norvegese ha completamente ritirato i propri investimenti dalla Caterpillar, dopo accuse che i bulldozer dell’azienda americana vengono usati per «violazioni dei diritti umani» a Gaza: ovvero per demolire le case danneggiate dai bombardamenti, ma ancora in piedi, abbandonate dai palestinesi costretti a sfollare per l’offensiva dell’esercito israeliano.
Finanziato dalle ingenti risorse petrolifere nazionali, quello della Norvegia è il più ricco fondo sovrano del mondo. Nei giorni scorsi ha cancellato i propri investimenti anche da sei banche di Israele accusate di finanziare gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, considerati illegali dalla comunità internazionale. Il ritiro dell’1,2 per cento dalla Caterpillar, di cui era uno dei dieci maggiori azionisti, pari a un disinvestimento da 2 miliardi di dollari, rappresenta tuttavia la prima volta che il fondo norvegese prende una misura simile contro la società di un altro Paese perché coinvolta in azioni r…
LONDRA – Il fondo sovrano norvegese ha completamente ritirato i propri investimenti dalla Caterpillar, dopo accuse che i bulldozer dell’azienda americana vengono usati per «violazioni dei diritti umani» a Gaza: ovvero per demolire le case danneggiate dai bombardamenti, ma ancora in piedi, abbandonate dai palestinesi costretti a sfollare per l’offensiva dell’esercito israeliano.
Finanziato dalle ingenti risorse petrolifere nazionali, quello della Norvegia è il più ricco fondo sovrano del mondo. Nei giorni scorsi ha cancellato i propri investimenti anche da sei banche di Israele accusate di finanziare gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, considerati illegali dalla comunità internazionale. Il ritiro dell’1,2 per cento dalla Caterpillar, di cui era uno dei dieci maggiori azionisti, pari a un disinvestimento da 2 miliardi di dollari, rappresenta tuttavia la prima volta che il fondo norvegese prende una misura simile contro la società di un altro Paese perché coinvolta in azioni ritenute illecite o improprie.
Un’inchiesta del Financial Times aveva riportato recentemente la sistematica campagna dell’esercito di Israele per radere al suolo quello che, dopo quasi due anni di guerra, resta in piedi degli edifici a Gaza. Un militare israeliano, soprannominato “mister Bulldozer”, si è vantato alla radio di Gerusalemme di demolire da solo più di cinquanta case nella Striscia alla settimana, affermando: «Quando avremo finito, i palestinesi non avranno più nulla e dovranno andarsene da Gaza». La notizia ha suscitato enorme sdegno in Norvegia per i legami tra il fondo sovrano nazionale e la Caterpillar, prima azienda mondiale per i macchinari da costruzione.
Nei giorni scorsi il comitato etico che, su incarico del governo, agisce da consulente del fondo per escludere dal suo portfolio le compagnie che violano norme internazionali, ha consigliato il totale disinvestimento dalla Caterpillar, sottolineando che la compagnia non aveva intrapreso iniziative per evitare che i suoi bulldozer, in dotazione all’esercito israeliano, vengano usati per le demolizioni indiscriminate a Gaza. All’inizio degli anni Novanta il processo di pace fra Israele e palestinesi iniziò in gran segreto proprio in Norvegia, per questo poi chiamato “il processo di Oslo”.