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Germania, scontro sulla leva obbligatoria. Merz: “Esercito forte è deterrenza migliore contro Mosca”

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Oggi il governo ha approvato il riordino della Bundeswehr varando una schedatura dei 18enni. Ma per la Csu non bastano i volontari
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BERLINO – Per la prima volta in oltre un trentennio, il rientro del governo tedesco dalle vacanze estive sarà al ministero della Difesa. E non è un caso: Friedrich Merz ha deciso che la prima riunione del suo gabinetto dovrà essere un tributo alla Bundeswehr e alla riforma che è stata approvata oggi. «La Russia è e resterà a lungo la più grande minaccia per la libertà, la pace e la stabilità in Europa. A questa minaccia il governo federale intende rispondere con decisione», ha detto il cancelliere tedesco. E’ un riordino delle truppe tedesche ma che si è posto un obiettivo ambizioso: rafforzare l’esercito garantendo in futuro una quota di minimo 260mila soldati attivi e di 200mila riservisti.

Attualmente la Bundeswehr può contare su 181.984 soldati. E le polemiche scoppiate all’interno della maggioranza, che probabilmente si rifletteranno nella discussione in Parlamento, riguardano le modalità per ottenere quel risultato. Il ministro della Difesa, il socialdemocratico Boris Pistoriu…

BERLINO – Per la prima volta in oltre un trentennio, il rientro del governo tedesco dalle vacanze estive sarà al ministero della Difesa. E non è un caso: Friedrich Merz ha deciso che la prima riunione del suo gabinetto dovrà essere un tributo alla Bundeswehr e alla riforma che è stata approvata oggi. «La Russia è e resterà a lungo la più grande minaccia per la libertà, la pace e la stabilità in Europa. A questa minaccia il governo federale intende rispondere con decisione», ha detto il cancelliere tedesco. E’ un riordino delle truppe tedesche ma che si è posto un obiettivo ambizioso: rafforzare l’esercito garantendo in futuro una quota di minimo 260mila soldati attivi e di 200mila riservisti.

Attualmente la Bundeswehr può contare su 181.984 soldati. E le polemiche scoppiate all’interno della maggioranza, che probabilmente si rifletteranno nella discussione in Parlamento, riguardano le modalità per ottenere quel risultato. Il ministro della Difesa, il socialdemocratico Boris Pistorius, vuole raggiungere cifra dei 260mila attraverso una leva, per ora, volontaria. Se ne parla ormai da oltre tre anni, dall’inizio della guerra in Ucraina, quando l’ex cancelliere Scholz annunciò la Zeitenwende, la svolta epocale nelle strategie del tradizionale “nano” militare Germania. Ma la svolta si è fatta attendere, e ora la riforma della Bundeswehr approda sul tavolo del governo accompagnata da enormi discussioni tra Cdu e Spd.

Negli ultimi giorni, il ministero degli Esteri guidato dal cristianodemocratico Johann Wadephul l’aveva addirittura bloccata. Per il capo della diplomazia, l’impianto volontario della riforma non potrà mai garantire l’arrivo di altri ottantamila soldati. Serve un meccanismo più vincolante. Alla vigilia della riunione di oggi, Wadephul ha ritirato il suo veto, anche perché il cancelliere vuole vederla approvata oggi. Ieri Merz ha negato ci siano dissensi nella coalizione e ha sottolineato che «siamo tutti d’accordo sulla necessità di rimpinguare notevolmente il numero dei soldati». Ma i dubbi, tra i conservatori, non sono sopiti.

La Spd di Pistorius si oppone al ritorno della leva obbligatoria abolita nel 2011. E la legge che è stata discussa oggi dal governo prevede un reclutamento forzoso solo in casi eccezionali, e previo via libera dal Bundestag e dal Bundesrat. Nel preambolo della riforma si legge che «la Russia resta il più grande pericolo per la sicurezza in Europa e sta creando militarmente i presupposti, sia dal punto di vista del personale, sia da quello materiale, per essere in grado di attaccare territori della Nato».

Nei piani del governo, a tutti i tedeschi nati dopo il primo gennaio del 2008 arriverà dal prossimo anno un modulo per capirne l’idoneità. Per le donne il reclutamento rimarrà tassativamente volontario. Per gli uomini invece l’idoneità potrebbe trasformarsi in obbligo di unirsi all’esercito, se le circostanze esterne dovessero precipitare. E in caso di emergenza, si tirerebbero fuori anche le liste dei nati prima del 2008. Ma Pistorius è fiducioso di poter scongiurare il ritorno alla leva obbligatoria - che il leader della Csu Markus Soeder ha invece definito domenica scorsa «inevitabile» - perché pensa di poter aumentare il numero dei soldati già dal 2026 di 20mila ed entro il 2030 di 38mila nuove leve.

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