Dalle purghe ai soldati nelle città dem, l’allarme del Wsj per la svolta autoritaria di Trump
di Massimo BasileNEW YORK – Durante il suo primo mandato, i funzionari della Casa Bianca erano riusciti a tenere a freno Donald Trump su tutto: dalla guerra dei dazi alle deportazioni, fino al tentativo di attaccare l’indipendenza della Banca centrale americana. Stavolta non lo tiene nessuno per due motivi: Trump ha più esperienza e intorno ha solo falchi, che sostengono la svolta autoritaria. Pochi giorni fa il presidente ha detto che “a molti americani piacerebbe avere un dittatore” e per la prima volta nessuno dei giornalisti al seguito ha accolto la frase con una risata.
Il Wall Street Journal ha analizzato la svolta autoritaria di Trump e cominciato a esprimere timori che tutti i fuochi d’artificio di annunci, dichiarazioni di guerra, purghe nell’amministrazione, da parte del leader del “partito del risentimento”, possano essere segnali di una svolta autoritaria sconosciuta a milioni di americani.
Negli ultimi giorni Trump ha chiesto di mettere fine al voto per corrispondenza, ha minacciato di …
NEW YORK – Durante il suo primo mandato, i funzionari della Casa Bianca erano riusciti a tenere a freno Donald Trump su tutto: dalla guerra dei dazi alle deportazioni, fino al tentativo di attaccare l’indipendenza della Banca centrale americana. Stavolta non lo tiene nessuno per due motivi: Trump ha più esperienza e intorno ha solo falchi, che sostengono la svolta autoritaria. Pochi giorni fa il presidente ha detto che “a molti americani piacerebbe avere un dittatore” e per la prima volta nessuno dei giornalisti al seguito ha accolto la frase con una risata.
Il Wall Street Journal ha analizzato la svolta autoritaria di Trump e cominciato a esprimere timori che tutti i fuochi d’artificio di annunci, dichiarazioni di guerra, purghe nell’amministrazione, da parte del leader del “partito del risentimento”, possano essere segnali di una svolta autoritaria sconosciuta a milioni di americani.
Negli ultimi giorni Trump ha chiesto di mettere fine al voto per corrispondenza, ha minacciato di inviare l’esercito a Baltimora e Chicago, commissariare New York nel caso diventi sindaco il democratico socialista Zohran Mamdani, occupato la stazione ferroviaria di Washington, silurato dirigenti di organismi indipendenti. Secondo il quotidiano finanziario, il presidente sta spingendo tutti gli atti “ai limiti della sua autorità”.
Il tentativo di rimuovere forzatamente la governatrice del board della Fed, Lisa Cook, accusata di frode immobiliare, sta creando un conflitto con la Corte Suprema. I giudici federali supremi hanno fatto capire che la banca centrale americana è protetta dalle ingerenze della politica. Ma il Paese è in grado di fermare la furia del tycoon? Gli strappi avviati da The Donald non dovrebbero sorprendere, visto che tutto era stato ampiamente previsto dal manifesto dell’ultra destra “Project 2025” - un documento che tracciava i passi per avviare gli Stati Uniti verso uno Stato autoritario, suprematista bianco e religioso - e i cui autori fanno parte del governo.
A preoccupare il Wall Street Journal è il fatto che Trump ha cominciato a parlare sempre più spesso di autoritarismo. Durante la campagna elettorale il tycoon aveva promesso che sarebbe stato un “dittatore solo il primo giorno” della sua presidenza. Questa frase aveva indignato i Democratici, che avevano impostato tutta la campagna elettorale sull’idea di Trump come minaccia alla democrazia.
Rispetto al primo mandato, il presidente si sta occupando direttamente di tutto, incluso la gestione e le direttive da inviare alle corporation, da Apple a Intel. Di quest’ultima l’amministrazione ha annunciato l’acquisizione del dieci per cento delle azioni, una decisione che ha generato accuse di “statalismo americano”.
L’invio di centinaia di soldati per le strade delle città americane guidate dai Democratici sembra un altro segnale inquietante. Trump, ricorda il Wsj, citando il parere di uno storico, “vuole avere il controllo su tutte le istituzioni americane”, politicizzare ogni dipartimento, a cominciare dalla Giustizia. L’anno scorso il tycoon aveva accusato i progressisti di perseguire l’opposizione come in “una Repubblica delle banane”. Da quando è tornato alla Casa Bianca, ha ordinato al suo ministro di trovare ogni possibile reato su tutti i suoi oppositori e predecessori, da Barack Obama a Joe Biden. “Ho il diritto - ha detto Trump lunedì - di fare tutto quello che voglio”. “Sembra voler afferrare tutti per il collo e dire ‘comando io’”, ha commentato Douglas Brinkley, studioso di presidenze alla Rice University. E il Paese sembra incapace di liberarsi dalla stretta.