Ue “inorridita” dal raid russo su Kiev: nuove sanzioni. Trump scontento del Cremlino
dal nostro corrispondente Claudio TitoLa sede della delegazione Ue a Kiev dopo il bombardamento russo
BRUXELLES – L’Europa è «inorridita» per i nuovi violentissimi attacchi russi contro l’Ucraina che hanno colpito persino la sede della Delegazione della Ue e del British Council a Kiev. E risponde preparando l’ennesimo pacchetto di sanzioni economiche contro Mosca, mentre la Casa Bianca spiega che il presidente Donald Trump «non è contento, ma nemmeno sorpreso», per gli attacchi ordinati da Putin.
Ieri, proprio in seguito ai bombardamenti, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parato al telefono con il leader Usa Donald Trump e con Volodymyr Zelenski. «Putin – è la sintesi delle due telefonate secondo il vertice dell’esecutivo comunitario - deve sedersi al tavolo delle trattative. Dobbiamo garantire una pace giusta e duratura per l’Ucraina con garanzie di sicurezza solide e credibili che trasformeranno il Paese in un porcospino d’acciaio. L’Europa farà pienamente la sua parte».
Ma questo non potrà certo bastare. Bruxelles, che ormai non crede più al…
BRUXELLES – L’Europa è «inorridita» per i nuovi violentissimi attacchi russi contro l’Ucraina che hanno colpito persino la sede della Delegazione della Ue e del British Council a Kiev. E risponde preparando l’ennesimo pacchetto di sanzioni economiche contro Mosca, mentre la Casa Bianca spiega che il presidente Donald Trump «non è contento, ma nemmeno sorpreso», per gli attacchi ordinati da Putin.
Ieri, proprio in seguito ai bombardamenti, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parato al telefono con il leader Usa Donald Trump e con Volodymyr Zelenski. «Putin – è la sintesi delle due telefonate secondo il vertice dell’esecutivo comunitario - deve sedersi al tavolo delle trattative. Dobbiamo garantire una pace giusta e duratura per l’Ucraina con garanzie di sicurezza solide e credibili che trasformeranno il Paese in un porcospino d’acciaio. L’Europa farà pienamente la sua parte».
Ma questo non potrà certo bastare. Bruxelles, che ormai non crede più alla volontà di Putin di siglare la pace, punta a mettere in difficoltà il Cremlino con nuove sanzioni economiche. La Commissione sta preparando il 19esimo pacchetto e nello stesso tempo sta studiando la soluzione per utilizzare i beni russi congelati per rafforzare la difesa europea e contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina. Provvedimento che dovrebbero essere pronti entro settembre. La presidente della Commissione, confermando il pieno sostegno a Kiev - «un futuro membro dell’Ue» - esprime tutta la sua indignazione per l’attacco agli uffici europei. Nessuno dubita della volontarietà del bombardamento e quindi dell’intenzione di provocare l’Unione. Nessun funzionario è rimasto coinvolto e ora tutti i dipendenti sono al sicuro. Ma appunto, nessuno a Bruxelles e nelle capitali del Vecchio Continente esprime dubbi sulla intenzionalità di mettere nel mirino una sede europea.
E soprattutto, tutti sono convinti che il Cremlino stia di nuovo bluffando sulla pace.«Seicentoventinove missili e droni in una sola notte sull’Ucraina – ha sottolineato il presidente francese Emmanuel Macron -: ecco la volontà di pace della Russia. Terrore e barbarie. Oltre a numerosi morti, fra cui dei bambini». «Il regime russo – ha ribadito il cancelliere tedesco Friedrich Merz – ha mostrato ancora una volta il suo vero volto. Il fatto che anche la rappresentanza dell’Ue sia stata presa di mira dimostra che ha sempre meno scrupoli». Perfino l’inviato speciale Usa per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha denunciato che questi attacchi «minacciano la pace che Donald Trump sta perseguendo». Ma, ha avvertito il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, «la Ue non si lascerà intimidire. L’aggressione della Russia non fa che rafforzare la nostra determinazione a stare al fianco dell’Ucraina».
Resta il fatto che l’ottimismo dei giorni scorsi sulla possibilità di sospendere il conflitto, in queste ore è scemato. Basta ascoltare il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per capire che la strada che porta alla pace è ancora lunga: «Non possiamo essere ingenui riguardo alla Russia. Dobbiamo garantire che l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per difendersi e assicurare una pace duratura».
L’alto rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, ha convocato l’inviato russo presso la Ue per protestare e ha osservato: «Mentre il mondo cerca una via per la pace, la Russia risponde con missili. L’attacco notturno su Kiev mostra una scelta deliberata di produrre un’escalation e deridere gli sforzi di pace».