KIEV – Sul suo profilo Facebook, l’ambasciatrice Ue a Kiev, Katarina Mathernova, ha scritto: «Credo nel futuro europeo dell’Ucraina». Il presente è un edificio bucherellato da frammenti di bombe a grappolo.
Cos’è successo alle 5,40?
«La nostra delegazione, la nostra ambasciata, è stata danneggiata piuttosto gravemente dall’onda d’urto di un missile da crociera, o da qualche altro tipo di attacco missilistico su un edificio vicino, dall’altra parte del parcheggio. All’interno, mentre stavamo rimuovendo le macerie, abbiamo notato frammenti metallici nei locali, nei mobili. Sembrano venire proprio dall’ordigno dell’attacco».
Che senso ha colpire con bombe a grappolo il centro città?
«Perché questo è il modo barbaro in cui i russi portano avanti la guerra, in modo da terrorizzare il più possibile la popolazione civile».
Pensa fosse un messaggio all’Europa mentre discute se dispiegare truppe sul terreno e…
«E sì, Putin sta ridendo. Se la ride e invia chiaramente un messaggio se…
KIEV – Sul suo profilo Facebook, l’ambasciatrice Ue a Kiev, Katarina Mathernova, ha scritto: «Credo nel futuro europeo dell’Ucraina». Il presente è un edificio bucherellato da frammenti di bombe a grappolo.
Cos’è successo alle 5,40?
«La nostra delegazione, la nostra ambasciata, è stata danneggiata piuttosto gravemente dall’onda d’urto di un missile da crociera, o da qualche altro tipo di attacco missilistico su un edificio vicino, dall’altra parte del parcheggio. All’interno, mentre stavamo rimuovendo le macerie, abbiamo notato frammenti metallici nei locali, nei mobili. Sembrano venire proprio dall’ordigno dell’attacco».
Che senso ha colpire con bombe a grappolo il centro città?
«Perché questo è il modo barbaro in cui i russi portano avanti la guerra, in modo da terrorizzare il più possibile la popolazione civile».
Pensa fosse un messaggio all’Europa mentre discute se dispiegare truppe sul terreno e…
«E sì, Putin sta ridendo. Se la ride e invia chiaramente un messaggio secondo cui non è assolutamente interessato alla pace. È qualcosa che molti leader europei, e molti di noi certamente qui sul campo, ripetono da tempo. Ci ha appena fornito un’ulteriore chiara prova».
Qualcuno dalla Russia l’ha chiamata per dirle “mi dispiace”?
«Ha mai visto i russi fare una cosa del genere? Guardi, vengo da un Paese che è stato occupato dalla Russia per vent’anni. “Scusa” non fa parte del loro vocabolario».
Le hanno spiegato perché?
«Vi sorprende? È quello che fanno quotidianamente, terrorizzare i civili ucraini. Attaccano ospedali, reparti maternità, teatri, scuole».
Quindi possono perfino attaccare la diplomazia europea?
«Non è stato un colpo diretto. È stata l’onda d’urto a danneggiarci. Munizioni a grappolo, frammenti metallici dell’ordigno… e sì, penso volessero sfidarci e provocarci. Aspetteremo una risposta».
Quale?
«Quelle decisioni vengono prese a Bruxelles. Ma credo sia certamente il momento di dimostrare che non siamo leader spaventati né inconsapevoli di ciò che tutto questo significa. Lui smetterà solo quando sarà costretto a smettere, con una pressione crescente».
Che danni avete subito?
«Piuttosto consistenti: i computer, i mobili, le finestre in frantumi. La porta era bloccata, l’ auto ha subito danni nel garage. Fortunatamente gli uffici erano ancora chiusi, le guardie stanno bene e i colleghi non erano in ufficio».
Quando verrà riaperta la sede?
«È già aperta. Il personale lavora da remoto per questa settimana, ma cercheremo di renderlo operativo entro la prossima».