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Rimossa la premier Shinawatra: come la parola “zio” ha gettato nel caos politico la Thailandia

(afp)

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La Corte costituzionale ha deciso la destituzione dopo la controversa telefonata con l’ex leader cambogiano a giugno in cui, nel mezzo delle tensioni al confine, lo aveva chiamato in modo affettuoso
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È la storia che si ripete o, come sottolineano oggi molti analisti, il paradosso della politica thailandese. Com’era successo a suo padre e a sua zia, anche la premier Paetongtarn Shinawatra, da appena un anno al potere, è stata destituita dalla Corte costituzionale. È il quinto primo ministro rimosso dal tribunale in 17 anni, il quarto legato alla potente dinesta thailandese degli Shinawatra. Questa volta ad aver portato nuovamente nel caos e nell’instabilità la Thailandia sono stati una telefonata e la parola “zio”.

Il caso nasce da una registrazione trapelata a giugno tra Shinawatra e l’ex primo ministro cambogiano e presidente del Senato Hun Sen, in pieno aumento delle tensioni al confine. Nel colloquio, Paetongtarn criticava la leadership militare thailandese chiamando Hun Sen “zio”, una parola usata in modo onorifico e informale per rivolgersi a uomini più anziani, anche non legati da rapporti di parentela. Hun Sen aveva un rapporto di amicizia con Thaksin Shinawatra, padre di …

È la storia che si ripete o, come sottolineano oggi molti analisti, il paradosso della politica thailandese. Com’era successo a suo padre e a sua zia, anche la premier Paetongtarn Shinawatra, da appena un anno al potere, è stata destituita dalla Corte costituzionale. È il quinto primo ministro rimosso dal tribunale in 17 anni, il quarto legato alla potente dinesta thailandese degli Shinawatra. Questa volta ad aver portato nuovamente nel caos e nell’instabilità la Thailandia sono stati una telefonata e la parola “zio”.

Il caso nasce da una registrazione trapelata a giugno tra Shinawatra e l’ex primo ministro cambogiano e presidente del Senato Hun Sen, in pieno aumento delle tensioni al confine. Nel colloquio, Paetongtarn criticava la leadership militare thailandese chiamando Hun Sen “zio”, una parola usata in modo onorifico e informale per rivolgersi a uomini più anziani, anche non legati da rapporti di parentela. Hun Sen aveva un rapporto di amicizia con Thaksin Shinawatra, padre di Paetongtarn ed ex primo ministro thailandese, ma i rapporti tra le due famiglie si sono raffreddati proprio a causa delle dispute territoriali. La telefoanta era stata interpretata da molti come sottomissione verso Phnom Penh e oltraggio alla sovranità nazionale, provocando proteste e indignazione pubblica.

“Le sue azioni non hanno preservato l'orgoglio della nazione e hanno anteposto l'interesse personale a quello del Paese, violando gravemente o non rispettando gli standard etici", ha detto la Corte nell’annunciare il suo verdetto”. Inutili sono stati i tentativi dell’ex premier di giustificare il suo tono e le sue parole come parte di una strategia negoziale. “Era mia intenzione agire nell'interesse del Paese, non per profitti personali, ma per le vite delle persone, civili e soldati compresi”, ha ribadito inchinandosi ai giornalisti in una breve conferenza stampa dopo il verdetto.

La destituzione della premier Paetongtarn Shinawatra, riporta in primo piano l’ormai cronico conflitto tra la potente dinastia Shinawatra e l’establishment conservatore del Paese. Per decenni la politica thailandese è stata dominata da questo nome. Il miliardario delle telecomunicazioni ed ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra è salito al potere nel 2001, conquistando sia gli elettori rurali che le élite imprenditoriali. Considerato uno dei personaggi più influenti e divisivi del Paese, Thaksin si è autoimposto l'esilio nel 2008, dopo essere stato deposto da un colpo di stato nel 2006.

Gli Shinawatra hanno rapporti difficili con l'esercito thailandese e gruppi vicini alla monarchia. Tutti i premier legati a questo nome sono stati deposti con sentenze della Corte o golpe militari. La stessa Paetongtarn è stata scelta dal Parlamento per guidare il Paese a soli 37 anni, rendendola la più giovane premier della storia, dopo la rimozione del primo ministro Thavisin. Una tregua quella tra gli Shinawatra e le élite conservatrici vicine al re e all’esercito molto fragile e che agli analisti era sembrata una grande scommessa per Thaksin: il fallimento di sua figlia sarebbe stato un grosso rischio per l’intera dinastia.

La sentenza della Corte oggi mette in difficoltà la coalizione di governo guidata dal partito Pheu Thai di Paetongtarn. Le polemiche sulla telefonata hanno portato il partito Bhumjaithai, il principale alleato del Pheu Thai, a ritirarsi dalla coalizione, lasciandola con una maggioranza risicata alla Camera dei rappresentanti. Le possibilità che il Pheu Thai mantenga la premiership dipenderanno soprattutto dalla possibilità che Thaksin, nonostante la rimozione della figlia, riesca ancora a trovare un’intesa con l’establishment conservatore thailandese.

Sebbene i rapporti conflittuali, alcuni analisti ritengono che i gruppi conservatori possano vederlo come il male minore. Un indebolimento del potere di Thaksin potrebbe portare a elezioni anticipate e aprire la strada al Partito del Popolo, un’opposizione progressista e molto popolare che propone riforme istituzionali che minacciano i conservatori e i militari monarchici.

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