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Il generale americano Clark: “Mosca uccide per spingere alla resa l’Ucraina e gli alleati”

(afp)

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L’intervista all'ex comandante Nato: “La pressione militare mira a far accettare le sue condizioni per la fine della guerra. Ora serve una risposta da parte degli Stati Uniti
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WASHIGNTON – «Putin sta cercando di costringere gli ucraini ad accettare le sue condizioni per mettere fine alla guerra». Così il generale americano Wesley Clark, già comandante della Nato, spiega l’offensiva lanciata dal capo del Cremlino nemmeno due settimane dopo il vertice di Anchorage in Alaska, dove aveva discusso l’ipotetica soluzione del conflitto con il presidente americano Trump.

Perché questi attacchi proprio ora?

«Putin non ha mai cambiato gli obiettivi della sua guerra, ossia l’eliminazione delle “cause profonde”, che per lui sono la dissoluzione dell’impero sovietico, l’indipendenza dell’Ucraina e degli Stati baltici, la forza della Nato e la sua presenza nell’Europa orientale. Ad Anchorage non ha cambiato posizione, ha rifiutato il cessate il fuoco e ha elencato le proprie condizioni per fermare le armi».

Che convenienza ha ora a lanciare questi attacchi?

«Le sue condizioni non sono state accettate, e quindi bombardando l’Ucraina spera di spingere o costringere…

WASHIGNTON – «Putin sta cercando di costringere gli ucraini ad accettare le sue condizioni per mettere fine alla guerra». Così il generale americano Wesley Clark, già comandante della Nato, spiega l’offensiva lanciata dal capo del Cremlino nemmeno due settimane dopo il vertice di Anchorage in Alaska, dove aveva discusso l’ipotetica soluzione del conflitto con il presidente americano Trump.

Perché questi attacchi proprio ora?

«Putin non ha mai cambiato gli obiettivi della sua guerra, ossia l’eliminazione delle “cause profonde”, che per lui sono la dissoluzione dell’impero sovietico, l’indipendenza dell’Ucraina e degli Stati baltici, la forza della Nato e la sua presenza nell’Europa orientale. Ad Anchorage non ha cambiato posizione, ha rifiutato il cessate il fuoco e ha elencato le proprie condizioni per fermare le armi».

Che convenienza ha ora a lanciare questi attacchi?

«Le sue condizioni non sono state accettate, e quindi bombardando l’Ucraina spera di spingere o costringere Kiev a farlo. Aumenta la pressione militare, nella speranza che ciò spezzi la volontà di resistenza di Zelensky e dei suoi alleati».

Ha la capacità militare di vincere la guerra e quindi raggiungere il suo obiettivo con la forza?

«L’Ucraina non cederà. Resterà ferma sulle proprie posizioni, per difendere la sua sopravvivenza».

Ma è in grado di resistere a questa nuova offensiva, senza cedere al ricatto di Putin?

«Kiev resisterà, e ha la capacità di farlo, con l’aiuto degli alleati occidentali. Non cederà a queste pressioni militari, finalizzate a farle accettare le condizioni imposte dalla Russia di Putin».

Il presidente Trump ha sbagliato a ospitare il vertice di Anchorage?

«Tutti speriamo che la guerra finisca».

Ma ora come dovrebbe reagire alla risposta di Putin, che neanche due settimane dopo ha incrementato gli attacchi?

«Il presidente aveva detto che ci sarebbero state conseguenze. Si riferiva alle sanzioni secondarie sul petrolio russo? Aveva in mente l’incremento delle forniture militari all’Ucraina? Tutte queste misure andrebbero adottate, perché è l’unico modo di convincere il capo del Cremlino che non può vincere come sta facendo. Poi, se ci fosse un accordo, servirebbero chiare garanzie di sicurezza da studiare nel dettaglio, non vaghi pronunciamenti, per evitare che torni ad attaccare».

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