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Ripartono le forniture di armi Usa: 800 milioni pagati dagli europei

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Gli inviati di Kiev a New York da Witkoff: “Noi siamo pronti alla pace, ma Mosca frena e uccide bambini e civili”
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NEW YORK – Fallito il vertice di Anchorage, a meno che il presidente russo Vladimir Putin non obbedisca a quello francese Emmanuel Macron annunciando entro lunedì il suo bilaterale col nemico ucraino Zelensky, si lavora ai prossimi passi. Alle alternative, meglio. Ieri ne hanno discusso a New York l’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff, con quello di Kiev Andriy Yermak, proprio mentre iniziano le nuove forniture di armi pagate dagli europei, grazie all’accordo appena raggiunto con Washington. Il Financial Times ha scritto che ora il capo della Casa Bianca vorrebbe i peacekeeper cinesi, da schierare tra i due Paesi in caso di accordo, come peraltro aveva auspicato l’amico del Cremlino, ma i suoi portavoce smentiscono.

La Defense Security Cooperation Agency (Dsca) ha annunciato che il dipartimento di Stato ha approvato la vendita di 3.350 missili Eram con gittata fra 240 e 400 chilometri, più unità Gps, componenti, pezzi di ricambio, accessori, addestramento e supporto …

NEW YORK – Fallito il vertice di Anchorage, a meno che il presidente russo Vladimir Putin non obbedisca a quello francese Emmanuel Macron annunciando entro lunedì il suo bilaterale col nemico ucraino Zelensky, si lavora ai prossimi passi. Alle alternative, meglio. Ieri ne hanno discusso a New York l’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff, con quello di Kiev Andriy Yermak, proprio mentre iniziano le nuove forniture di armi pagate dagli europei, grazie all’accordo appena raggiunto con Washington. Il Financial Times ha scritto che ora il capo della Casa Bianca vorrebbe i peacekeeper cinesi, da schierare tra i due Paesi in caso di accordo, come peraltro aveva auspicato l’amico del Cremlino, ma i suoi portavoce smentiscono.

La Defense Security Cooperation Agency (Dsca) ha annunciato che il dipartimento di Stato ha approvato la vendita di 3.350 missili Eram con gittata fra 240 e 400 chilometri, più unità Gps, componenti, pezzi di ricambio, accessori, addestramento e supporto tecnico. «Questa vendita — ha spiegato la Dsca — sosterrà gli obiettivi di politica estera e sicurezza nazionale Usa, e migliorerà la capacità dell’Ucraina di affrontare le minacce attuali e future, fornendole capacità aggiuntive per svolgere missioni di autodifesa e sicurezza regionale».

La fornitura costerà 825 milioni di dollari, pagati da Olanda, Danimarca e Norvegia, ma con un’assistenza anche da parte del Pentagono. Finora gli Usa avevano dato armi all’Ucraina per 67 miliardi di dollari, ma questa sarebbe la prima fornitura completata in base al nuovo sistema, dove gli alleati si fanno carico della spesa. I missili in arrivo vengono lanciati soprattutto dai caccia F-16 e anche se non rappresentano una grande svolta strategica, rafforzano le difese aeree e segnalano la disponibilità di Trump a proseguire l’assistenza militare. Ora si tratta di capire se la resistenza di Putin al cessate il fuoco che gli aveva chiesto ad Anchorage, e anzi l’incremento dei bombardamenti contro i civili nelle città, spingeranno il capo della Casa Bianca ad adottare le «severe conseguenze» minacciate prima del vertice, che dovrebbero includere sanzioni secondarie sul petrolio russo e forniture a Kiev di armi in grado di colpire il territorio di Mosca. Se però fosse vera la rivelazione del Financial Times sui peacekeeper cinesi, il segnale politico sarebbe che ancora una volta Donald si sta accodando a Vladimir.

Per prevenire questa deriva, ieri Andriy Yermak ha incontrato a New York Steve Witkoff, ripetendo che Kiev «accoglie con favore tutte le iniziative di pace proposte dagli Stati Uniti, ma sfortunatamente ognuna di esse è bloccata dalla Russia». Secondo lo stretto collaboratore di Zelensky «la priorità principale è promuovere una vera diplomazia e garantire l’attuazione di tutti gli accordi raggiunti al vertice di Washington. Stiamo coordinando i nostri sforzi. Siamo aperti a negoziati diretti a livello di leader e siamo pronti a discutere la più ampia gamma di questioni», ma Mosca si oppone a tutto e bombarda. Perciò Yermak ha informato Witkoff «dei crimini di guerra che la Russia sta commettendo contro le città pacifiche dell’Ucraina. In particolare, ho parlato del massiccio attacco a Kiev, in cui sono morte 25 persone, tra cui quattro bambini». A Trump la risposta.

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