NEW YORK – Niente visti per la delegazione palestinese alla prossima Assemblea Generale dell’Onu. L’amministrazione Trump alza il livello dello scontro con l’Autorità guidata da Mahmoud Abbas, che non potrà tenere l’abituale discorso al Palazzo di Vetro.
La giustificazione ufficiale del dipartimento di Stato è la mancata presa di posizione forte contro Hamas, dopo l’attacco del 7 ottobre, e anzi di aver incoraggiato gli islamisti a rifiutare i negoziati. Quella ufficiosa è che Washington vuole evitare l’uso della prossima Assemblea generale, in programma a partire dal 23 settembre, per iniziative sul riconoscimento dello Stato palestinese. Se però l’obiettivo di lungo termine è impedire a Hamas di tornare a governare Gaza o avere qualsiasi ruolo politico, così viene delegittimata l’unica alternativa che potrebbe essere in grado di prenderne il posto.
«L’amministrazione Trump - si legge nel comunicato del dipartimento di Stato - è stata chiara: è nel nostro interesse per la sicur…
NEW YORK – Niente visti per la delegazione palestinese alla prossima Assemblea Generale dell’Onu. L’amministrazione Trump alza il livello dello scontro con l’Autorità guidata da Mahmoud Abbas, che non potrà tenere l’abituale discorso al Palazzo di Vetro.
La giustificazione ufficiale del dipartimento di Stato è la mancata presa di posizione forte contro Hamas, dopo l’attacco del 7 ottobre, e anzi di aver incoraggiato gli islamisti a rifiutare i negoziati. Quella ufficiosa è che Washington vuole evitare l’uso della prossima Assemblea generale, in programma a partire dal 23 settembre, per iniziative sul riconoscimento dello Stato palestinese. Se però l’obiettivo di lungo termine è impedire a Hamas di tornare a governare Gaza o avere qualsiasi ruolo politico, così viene delegittimata l’unica alternativa che potrebbe essere in grado di prenderne il posto.
«L’amministrazione Trump - si legge nel comunicato del dipartimento di Stato - è stata chiara: è nel nostro interesse per la sicurezza nazionale ritenere l’Olp e l’Autorità Palestinese responsabili del mancato rispetto dei loro impegni e di minare le prospettive di pace». Quindi aggiunge: «Prima che l’Olp e l’Anpe possano essere considerate partner per la pace, devono ripudiare sistematicamente il terrorismo - incluso il massacro del 7 ottobre - e porre fine all’incitamento al terrorismo nell’istruzione, come richiesto dalla legge statunitense e promesso dall’Olp».
Ma c’è di più: «L’Anp deve inoltre porre fine ai suoi tentativi di aggirare i negoziati attraverso campagne di giustizia internazionale, inclusi gli appelli alla Corte Penale Internazionale e alla Corte Internazionale di Giustizia, e gli sforzi per ottenere il riconoscimento unilaterale di un ipotetico Stato palestinese. Entrambe le misure hanno contribuito concretamente al rifiuto di Hamas di rilasciare i suoi ostaggi e alla rottura dei colloqui per il cessate il fuoco a Gaza». Washington chiarisce che «la Missione dell’Autorità Palestinese presso le Nazioni Unite riceverà deroghe in base all’Accordo sulla sede dell’Onu che regola la presenza del Palazzo di Vetro negli Usa: «Gli Stati Uniti - conclude la nota - restano aperti a un nuovo impegno, che sia coerente con le nostre leggi, qualora l’Anp/Olp rispetti i propri obblighi e adotti misure concrete per tornare a un percorso costruttivo di compromesso e coesistenza pacifica con lo Stato di Israele». Ieri Trump ha anche bloccato 4,9 miliardi di aiuti internazionali, fra cui 520 milioni per il finanziamento dell’Onu e 838 per le missioni di pace.
Il portavoce del segretario generale Guterres, Stéphane Dujarric, ha risposto così alla domanda se il blocco dei visti violi l’Accordo sulle sedi Onu: «Ne parleremo col dipartimento di Stato. Riteniamo che tutti i Paesi membri dovrebbero essere ammessi». L’ambasciatore palestinese al Palazzo di Vetro, Riyad Mansour, ha commentato: «Vedremo esattamente cosa significa il provvedimento e come si applica alla nostra delegazione, quindi risponderemo in maniera appropriata». Mansour dovrebbe avere la possibilità di intervenire all’Assemblea a nome dell’Anp, ma non è certo se Abbas potrà venire. Diversi Paesi, a partire da Francia e Gran Bretagna, hanno annunciato l’intenzione di riconoscere lo Stato palestinese alla prossima Assemblea, e Abbas puntava a presentare una “dichiarazione costituzionale” per proclamare l’indipendenza. Manovre che gli Usa vogliono bloccare, anche a costo di indebolire le alternative a Hamas.
Mercoledì Trump aveva ospitato un incontro sul dopoguerra a Gaza, a cui hanno partecipato l’inviato speciale Steve Witkoff, il genero Jared Kushner, l’ex premier britannico Tony Blair e il ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer. Ha detto di non essere contrario alle operazioni militari in corso ma ha chiesto di completarle in fretta. Il piano discusso prevede di trasformare Gaza in centro per i commerci e resort, ma senza deportare gli abitanti palestinesi.