✕

Gaza City sotto assedio uccisi in coda per il pane. “Impossibile scappare”

Ascolta l'audio

L’Idf colpisce le persone in coda davanti a un forno: undici i morti. La Cri: “Sfollamento inattuabile”. Media: ucciso portavoce di Hamas
2 minuti di lettura

GERUSALEMME – Undici cadaveri a terra in mezzo ai pani di un forno di Gaza City raccontano la drammatica realtà della città che Israele sta per occupare. Dove un milione di persone ha lasciato i quartieri centrali e si è ammassato in quelli vicini al mare, a ovest, nell’illusione che siano sicuri. Ma i tre ospedali ancora parzialmente funzionanti continuano a ricevere morti: sono i dottori a riferire della strage del pane, avvenuta in un’area della città chiamata Ansar, anch’essa a ovest, colpita da un raid aereo. Chi era in fila davanti al forno è stato investito dall’esplosione, dozzine i feriti, nell’ennesima giornata di sangue, con 66 morti (15 dei quali erano in cerca di aiuti umanitari) nella Striscia che attende, ormai impotente, l’ultimo assalto all’ultima città.

Non è chiaro se si tratti dello stesso raid in cui un drone ha preso di mira un «alto ufficiale di Hamas», che secondo i media israeliani è Abu Obaida, il portavoce del movimento islamista palestinese e organizza…

GERUSALEMME – Undici cadaveri a terra in mezzo ai pani di un forno di Gaza City raccontano la drammatica realtà della città che Israele sta per occupare. Dove un milione di persone ha lasciato i quartieri centrali e si è ammassato in quelli vicini al mare, a ovest, nell’illusione che siano sicuri. Ma i tre ospedali ancora parzialmente funzionanti continuano a ricevere morti: sono i dottori a riferire della strage del pane, avvenuta in un’area della città chiamata Ansar, anch’essa a ovest, colpita da un raid aereo. Chi era in fila davanti al forno è stato investito dall’esplosione, dozzine i feriti, nell’ennesima giornata di sangue, con 66 morti (15 dei quali erano in cerca di aiuti umanitari) nella Striscia che attende, ormai impotente, l’ultimo assalto all’ultima città.

Non è chiaro se si tratti dello stesso raid in cui un drone ha preso di mira un «alto ufficiale di Hamas», che secondo i media israeliani è Abu Obaida, il portavoce del movimento islamista palestinese e organizzatore di molte delle campagne di propaganda, comprese le sceneggiate con il palcoscenico per la liberazione degli ostaggi. L’Idf per ora non conferma l’identità dell’obiettivo né la sua morte, la stampa israeliana parla di «tentativo di eliminazione» in un operazione coordinata dallo Shin Bet, il servizio di intelligence.

Gli attacchi si intensificano, ma la popolazione rimane appesa al dilemma se rimanere o se andare via. «Nelle attuali condizioni è impossibile che un’evacuazione di massa di Gaza City possa essere effettuata in modo sicuro e dignitoso», avverte Mirjana Spoljaric, la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa. «Il piano di sfollamento totale non solo non è realizzabile ma è anche incomprensibile». Spostare tutti i palestinesi di Gaza City nel centro e a sud della Striscia è l’intenzione dichiarata delle forze armate israeliane: secondo fonti della sicurezza, la prossima settimana i quartieri Naser, Remal, Tal el Hawa e Shati, gli unici ancora liberi dove si sono concentrati i gazawi, riceveranno l’ordine di evacuazione. Sarà il segnale dell’arrivo imminente dei carri armati e delle truppe di terra anche in quelle zone. Per ora, stima l’Idf, hanno lasciato la città in diecimila. Secondo le ong palestinesi, sarebbero almeno il doppio.

Ma l’assedio di fatto è già cominciato da tre settimane ed è partito dalle periferie. In un’intervista al canale del Qatar Al-Arabi, il portavoce dell’amministrazione di Gaza City conferma lo spostamento interno dei residenti. «Non siamo in grado di fornire nemmeno i servizi minimi. Ogni persona riceve meno di cinque litri al giorno di acqua per bere e per l’igiene. Stiamo affrontando un crollo totale dei servizi». Hamas intanto ha lanciato una campagna per impedire ai residenti di lasciare Gaza city: «Nel sud non c’è posto dove andare», dicono i miliziani, «da qui si parte solo per il paradiso».

Leggi i commenti