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Putin da Xi con i leader del sud: “Siamo la maggioranza globale. L’Europa vuole la guerra”

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A Tianjin il vertice Sco, “l’anti-Nato” creata da Cina e Russia con India e Iran. Consultazioni dopo i colloqui in Alaska. “Costruiremo un ordine mondiale giusto”
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Manifesti in mandarino e russo esaltano lo «spirito di Tianjin» e la «fiducia reciproca» sino-russa. Il presidente cinese Xi Jinping accoglie così nella città portuale settentrionale l’alleato russo Vladimir Putin e con lui il premier indiano Narendra Modi, i presidenti di Iran e Turchia Masoud Pezeshkian e Recep Tayyip Erdogan e capi di Stato e di governo eurasiatici per dimostrare che, a dispetto dei dazi statunitensi e delle tensioni con l’Occidente, un altro modello internazionale è possibile. Un modello di multilateralismo da contrapporre all’unilateralismo statunitense che va in scena al vertice della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, Sco, la cosiddetta “anti-Nato”.

Il summit che si è aperto oggi è il primo dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ed è considerato il più importante dalla sua fondazione nel 2001, sullo sfondo del confronto commerciale con gli Stati Uniti, del conflitto in Ucraina e della disputa sul nucleare iraniano. Il gruppo che originariam…

Manifesti in mandarino e russo esaltano lo «spirito di Tianjin» e la «fiducia reciproca» sino-russa. Il presidente cinese Xi Jinping accoglie così nella città portuale settentrionale l’alleato russo Vladimir Putin e con lui il premier indiano Narendra Modi, i presidenti di Iran e Turchia Masoud Pezeshkian e Recep Tayyip Erdogan e capi di Stato e di governo eurasiatici per dimostrare che, a dispetto dei dazi statunitensi e delle tensioni con l’Occidente, un altro modello internazionale è possibile. Un modello di multilateralismo da contrapporre all’unilateralismo statunitense che va in scena al vertice della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, Sco, la cosiddetta “anti-Nato”.

Il summit che si è aperto oggi è il primo dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ed è considerato il più importante dalla sua fondazione nel 2001, sullo sfondo del confronto commerciale con gli Stati Uniti, del conflitto in Ucraina e della disputa sul nucleare iraniano. Il gruppo che originariamente comprendeva Russia, Cina, Kazakhstan, Kirghizistan, Tajikistan e Uzbekistan ha visto l’ingresso di India e Pakistan nel 2017, dell’Iran nel 2023 e della Bielorussia un anno fa. E oltre ai 10 Stati membri riunisce 16 Paesi osservatori o partner che in totale rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale e il 23,5% del Pil del pianeta.

«Maggioranza globale», l’ha chiamata Putin in un’intervista pubblicata dall’agenzia cinese Xinhua alla vigilia del suo arrivo a Tianjin a capo di una folta delegazione russa. «Noi e la Cina condividiamo ampi interessi comuni e opinioni straordinariamente simili su questioni fondamentali», ha detto il leader del Cremlino. «Siamo uniti nella nostra visione di costruire un ordine mondiale giusto e multipolare, con particolare attenzione alle nazioni della maggioranza globale».

Mentre il suo portavoce Dmitrij Peskov ha accusato quello che ha chiamato «partito europeo della guerra» di continuare a ostacolare gli sforzi di Stati Uniti e Russia per raggiungere la pace in Ucraina. «Siamo pronti a risolvere il problema con mezzi politici e diplomatici. Ma finora non vediamo reciprocità da parte di Kiev. Quindi continueremo l’Operazione militare speciale». Di Ucraina e del vertice con Trump in Alaska, quelli che il consigliere russo per la politica estera Jurij Ushakov ha chiamato «gli ultimi contatti con gli americani», Putin ha discusso già ieri con Xi a margine della cena di benvenuto.

Ma sono stati i bilaterali di Xi con Modi – alla sua prima visita in Cina dal 2018 – e con Erdogan ad aprire il vertice con cui la Cina intende mettere in mostra la sua influenza diplomatica, ma anche la sua potenza militare. Domani Xi terrà il suo bilaterale con Putin e mercoledì ospiterà a Pechino una grande parata militare per celebrare l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale e della vittoria cinese sul Giappone. Oltre al presidente russo e agli altri leader Sco, sugli spalti ci sarà anche Kim Jong-un in una delle sue rare missioni fuori dalla Corea del Nord. Anche Putin approfitterà della piattaforma Sco per tessere la sua tela diplomatica. Ushakov ha annunciato che nei prossimi giorni il presidente russo incontrerà il premier slovacco Robert Fico che, insieme all’Ungheria, sta ostacolando gli sforzi Ue di sostenere l’Ucraina, e il premier indiano Modi.

L’incontro con l’alleato indiano sarà un chiaro messaggio a Washington a pochi giorni dall’entrata in vigore dei dazi Usa del 50% sulle merci indiane nel tentativo di sanzionare Nuova Delhi per l’acquisto di idrocarburi dalla Russia. Con Modi Putin discuterà anche della sua prossima «visita di dicembre» in India che non è parte della Corte Penale Internazionale e, perciò, non è tenuta ad arrestarlo nonostante su di lui penda un mandato d’arresto per crimini di guerra e contro l’umanità. Quello che spera Mosca, come ha recentemente detto anche il ministro degli Esteri russo Lavrov, è che la frattura tra Occidente e Sud del mondo possa dare nuova linfa al cosiddetto “Triangolo Primakov”, l’alleanza a tre Russia-India-Cina che fu promossa per la prima volta dall’allora premier russo Evgenij Primakov proprio per controbilanciare l’egemonia degli Usa. «L’Eurasia senza l’Occidente», ha titolato un editoriale l’agenzia statale Ria Novosti. «Un mondo nuovo» che si metterà in mostra nei prossimi giorni in Cina.

Nel suo discorso d’apertura, Xi ha sottolineato i "contributi significativi al mantenimento della sicurezza regionale, alla promozione dello sviluppo comune e al miglioramento del benessere delle persone" da parte dell'organizzazione, che ha descritto come "un esempio per un nuovo tipo di relazioni internazionali".

Il presidente cinese ha criticato "l'egemonismo e la politica della forza" che segnano "il mondo attraversato da turbolenze e cambiamenti". Ha invitato i leader presenti a aderire “all'equità e alla giustizia", contro "la mentalità della Guerra fredda, il confronto tra fazioni e il comportamento prepotente" nell'ordine mondiale."Noi siamo sempre stati per l'equità e la giustizia internazionale", sostenendo "la tolleranza e l'apprendimento reciproco".

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