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Sco, dal summit la sfida globale di Xi: “Pace, stabilità e prosperità”. Intesa con Putin e Modi

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Dal vertice di Tianjin il presidente cinese si propone come leader del Sud del mondo contro un Occidente terremotato dall’imprevedibilità di Trump. E il leader del Cremlino attacca l’Occidente e la Nato sull’Ucraina
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LONDRA – Davanti alle “turbolenze e ai cambiamenti” che sconvolgono il mondo, la Cina si propone come leader di un “nuovo ordine multipolare” in alternativa a Stati Uniti e Occidente, allo scopo di promuovere “pace, stabilità e prosperità”. È la sfida lanciata oggi dal presidente cinese Xi Jinping, in un discorso a Tianjin per il vertice Sco, la Conferenza di Shanghai sulla Cooperazione, con cui Pechino ribadisce le ambizioni a guidare quello che viene chiamato il Sud Globale. Ma tra la ventina di capi di governo e di Stato che lo ascoltavano, tra i quali il primo ministro indiano Narendra Modi, c’era anche il capo di una superpotenza militare del nord del pianeta, il presidente russo Vladimir Putin, che nel suo intervento ha affermato di sperare, nel giorno in cui di fatto scade l’ultimatum datogli da Donald Trump per mettere fine alla guerra in Ucraina, in progressi “nella direzione della pace” grazie “all’intesa” raggiunta con il presidente americano al recente summit in Alaska.
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LONDRA – Davanti alle “turbolenze e ai cambiamenti” che sconvolgono il mondo, la Cina si propone come leader di un “nuovo ordine multipolare” in alternativa a Stati Uniti e Occidente, allo scopo di promuovere “pace, stabilità e prosperità”. È la sfida lanciata oggi dal presidente cinese Xi Jinping, in un discorso a Tianjin per il vertice Sco, la Conferenza di Shanghai sulla Cooperazione, con cui Pechino ribadisce le ambizioni a guidare quello che viene chiamato il Sud Globale. Ma tra la ventina di capi di governo e di Stato che lo ascoltavano, tra i quali il primo ministro indiano Narendra Modi, c’era anche il capo di una superpotenza militare del nord del pianeta, il presidente russo Vladimir Putin, che nel suo intervento ha affermato di sperare, nel giorno in cui di fatto scade l’ultimatum datogli da Donald Trump per mettere fine alla guerra in Ucraina, in progressi “nella direzione della pace” grazie “all’intesa” raggiunta con il presidente americano al recente summit in Alaska.

(afp)

Pechino sta usando il convegno di due giorni nel nord della Cina, commenta il Financial Times, come vetrina per il suo ruolo di pilastro delle relazioni mondiali, in antitesi all’America di Trump che con i dazi doganali ha punito alleati e avversari ovunque, stravolgendo vecchi rapporti, destabilizzando i commerci e creando il caos. “Dobbiamo espandere gli obiettivi della cooperazione, trarre il massimo dalle risorse di ogni Paese e assumere insieme la responsabilità comune di promuovere pace, stabilità e prosperità”, ha detto il presidente cinese nel suo intervento di stamani. Di fronte alle “turbolenze e ai cambiamenti” che fanno salire la tensione internazionale, ha aggiunto in una chiara allusione alla politica della Casa Bianca, il Sud Globale deve difendere “un ordinato mondo multipolare”, proteggendo “il libero mercato e un più giusto e ragionevole sistema globale di governo”.

Un linguaggio in codice per dire che Cina, India, Russia e altri Paesi del sud dell’emisfero, rispettando le differenti forme di governo di ciascuno, chi democratico come nel caso di Nuova Delhi, chi autoritario come in quello di Pechino e Mosca, devono unirsi in nome della crescita economica, contrastando le imposizioni di Washington e dell’Occidente. La grandiosa parata militare in programma mercoledì a Pechino per l’80esimo anniversario della sconfitta del Giappone nella Seconda guerra mondiale, affermano gli analisti, offre a Xi l’occasione di provare a riscrivere la storia, con la Cina come custode e guardiano di questo nuovo ordine globale.

I faccia a faccia di Xi e Putin

Dopo avere incontrato domenica Modi, un colloquio da cui Cina e India sono usciti definendosi “partner, non rivali”, Xi Jinping vedrà Putin domani. Nel suo discorso alla conferenza di Tianjin, il presidente russo ha ringraziato il leader cinese e quello indiano “per i loro sforzi per facilitare la risoluzione della crisi in Ucraina”. Con Modi ha parlato oggi in un bilaterale a cui si sono recati sulla limousine del capo del Cremlino.

(afp)

Pechino e Nuova Delhi sono i maggiori acquirenti di petrolio russo, attirando le critiche dell’Occidente per il vitale sostegno che così forniscono all’economia della Russia debilitata dalle spese di guerra. Putin ha quindi espresso la speranza che “l’intesa” raggiunta con Trump in Alaska stia “progredendo nella direzione della pace”.

L’offensiva di Putin

Steve Witkoff, il negoziatore della Casa Bianca che ha incontrato Putin a Mosca prima del summit ad Anchorage, aveva reso noto che il presidente russo avrebbe accettato garanzie di sicurezza occidentali per Kiev e uno scambio di territori nel quadro di un accordo di pace, ma successivamente il Cremlino ha messo in dubbio entrambe le concessioni. Nel discorso in Cina, Putin ha ripetuto la propria visione secondo cui “la crisi in Ucraina non è stata scatenata da un attacco della Russia, ma è il risultato di un colpo di stato a Kiev provocato dall’Occidente” e ha attribuito il conflitto “al costante tentativo occidentale di fare entrare l’Ucraina nella Nato”. Posizioni che Washington, l’Europa e Kiev rigettano, sostenendo che la cosiddetta “rivolta di piazza Maidan” del 2013 nella capitale ucraina fu un movimento spontaneo contro la svolta filorussa dell’allora presidente Yanukovich e che la richiesta di entrare nell’Alleanza Atlantica è stata un’autonoma decisione del governo di Volodymyr Zelensky per mettersi al riparo dal rischio di un’invasione russa.

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