PARIGI – L’Europa prepara il dispiegamento di truppe in Ucraina come garanzia di sicurezza dopo un eventuale accordo di pace. Ursula von der Leyen lo ha confermato in un’intervista al Financial Times. Le capitali stanno lavorando a «piani piuttosto precisi» per una forza multinazionale, «con il backstop degli Stati Uniti» ha detto la presidente della Commissione, ricordando l’intesa raggiunta nel viaggio dei leader europei alla Casa Bianca. «Abbiamo una chiara road map e il lavoro avanza molto bene» ha spiegato von der Leyen. Lo scenario, ha aggiunto, prevede il dispiegamento di decine di migliaia di soldati a guida europea, sostenuti dagli Usa con sistemi di comando, intelligence e sorveglianza.
Il piano è il risultato di varie riunioni operative dei capi di Stato maggiore della coalizione dei volenterosi e sarà discusso giovedì a Parigi, su invito di Emmanuel Macron, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato Ma…
PARIGI – L’Europa prepara il dispiegamento di truppe in Ucraina come garanzia di sicurezza dopo un eventuale accordo di pace. Ursula von der Leyen lo ha confermato in un’intervista al Financial Times. Le capitali stanno lavorando a «piani piuttosto precisi» per una forza multinazionale, «con il backstop degli Stati Uniti» ha detto la presidente della Commissione, ricordando l’intesa raggiunta nel viaggio dei leader europei alla Casa Bianca. «Abbiamo una chiara road map e il lavoro avanza molto bene» ha spiegato von der Leyen. Lo scenario, ha aggiunto, prevede il dispiegamento di decine di migliaia di soldati a guida europea, sostenuti dagli Usa con sistemi di comando, intelligence e sorveglianza.
Il piano è il risultato di varie riunioni operative dei capi di Stato maggiore della coalizione dei volenterosi e sarà discusso giovedì a Parigi, su invito di Emmanuel Macron, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato Mark Rutte e la presidente della Commissione. La riunione segue il formato E3 (Francia-Germania-Regno Unito) con l’aggiunta di Nato e Ue, ma sarà allargata agli altri leader che erano presenti a Washington, quindi anche Giorgia Meloni. Da Palazzo Chigi non c’è ancora la conferma di una partecipazione in presenza a Parigi. Giovedì la premier ha in agenda la visita del presidente polacco e non è escluso che decida di collegarsi da remoto.
Per Kiev il piano europeo per garanzie di sicurezza rappresenta la condizione per evitare un altro “Memorandum di Budapest”, quell’accordo del 1994 che non impedì all’Ucraina di essere aggredita dalla Russia. Per l’Europa, invece, significa scegliere se limitarsi a finanziare la difesa ucraina o mettere per la prima volta «boots on the ground» in un conflitto nel cuore del continente. L’Italia, che ha partecipato negli ultimi giorni alle riunioni operative, ha dato disponibilità limitata: nessun invio di truppe ma sminamento marittimo, air policing e addestramento fuori dall’Ucraina. Polonia e Ungheria hanno già fatto sapere di non voler partecipare a una missione in territorio ucraino, temendo di essere trascinate in uno scontro diretto con Mosca. Altri Paesi, come Spagna e Grecia, frenano per ragioni politiche interne. In prima fila restano Francia e Regno Unito, pronti a guidare un contingente multinazionale, affiancati dai baltici, che da mesi invocano una presenza militare europea sul campo.
«Inviare truppe è una delle decisioni più sovrane di una nazione», ha ammesso von der Leyen. «Ma il senso di urgenza è molto alto. Sta davvero prendendo forma». Sul tavolo anche il nodo del finanziamento. Bruxelles studia nuovi strumenti per garantire «un sostegno stabile alle forze armate ucraine come parte delle garanzie di sicurezza» ha spiegato. Dopo la pace, Kiev avrà bisogno di un esercito numeroso, stipendi adeguati ed equipaggiamenti moderni. «È sicuro che l’Ue dovrà contribuire» ha sottolineato von der Leyen che in settimana dovrebbe presentare il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.
La fine della guerra appare comunque lontana. Trump ha ammesso che un incontro tra Putin e Zelensky sembra improbabile ma che un trilaterale con lui sarebbe possibile. Il cancelliere Merz ha detto che il conflitto potrebbe «durare ancora a lungo» e che nessun accordo di pace può avvenire «al prezzo della capitolazione dell’Ucraina». In quel caso, ha precisato, la Russia «punterebbe a un altro Paese e dopodomani toccherebbe a noi».