Il Belgio ha annunciato l’intenzione di riconoscere lo Stato di Palestina. Dubbi di Trump sulla strategia di Israele. "Potranno anche vincere la guerra, ma non stanno conquistando il mondo delle pubbliche relazioni e questo li sta danneggiando", ha detto il presidente Usa in un'intervista al Daily Caller. Trump ha comunque espresso il suo sostegno al piano israeliano per conquistare Gaza City, affermando che lo Stato ebraico deve "finire l'opera" contro Hamas. Il sindaco di Hebron, Tayseer Abu Sneina, è stato arrestato dall'Idf durante un raid nella sua abitazione mentre, secondo il Times of Israel, migliaia di riservisti delle forze di difesa israeliane si rifiutano di combattere per conquistare Gaza City.
Sàar, Macron mina la stabilità della regione con le sue azioni
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha risposto alle critiche del presidente francese Emmanuel Macron riguardo al rifiuto Usa di concedere visti agli alti funzionari palestinesi per partecipare all'Assemblea generale dell'Onu. "Macron mina la stabilità della regione con le sue azioni e trascina il sistema regionale e internazionale verso passi unilaterali. Le sue azioni sono pericolose. Non porteranno né pace né sicurezza", ha scritto su X.
Per il ministro, il capo dell'Eliseo "non è indignato per l'incitamento selvaggio nel sistema educativo palestinese contro Israele e gli ebrei. Inoltre, non protesta contro i pagamenti dell'Anp ai terroristi e alle loro famiglie". "Macron sta cercando di intervenire dall'esterno in un conflitto di cui non è parte, completamente slegato dalla realtà sul campo dopo il 7 ottobre", ha aggiunto.
Israele: lanciato satellite di osservazione Ofek 19
Il ministero della Difesa israeliano ha annunciato che è stato lanciato con successo il satellite Ofek 19 dal centro del Paese. Si tratta di un satellite di osservazione radar con capacità avanzate sviluppato dall'industria aerospaziale israeliana, parte di un programma del ministero della Difesa, in collaborazione con le forze armate.
Idf e Shin Bet, ucciso funzionario di Hamas a Gaza City
L'Idf e lo Shin Bet affermano in una dichiarazione congiunta di aver eliminato la scorsa settimana il funzionario di Hamas Hazem Awni Naeem nella zona di Gaza City. Secondo i militari, Naeem aveva tenuto prigioniere le israeliane Emily Damari, Romi Gonen e Naama Levy prima del loro rilascio nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco. Secondo l'Idf, Naeem ha ricoperto diversi ruoli anche all'interno della brigata di Hamas a Gaza City, più recentemente come figura di spicco nell'intelligence militare della brigata, venendo descritto come uno stretto collaboratore del suo comandante, Izz al-Din Haddad.
Thunberg, a Gaza genocidio, Flotilla fa ciò che i governi non fanno
"Quello che sta accadendo a Gaza è un genocidio. Assistiamo a una carestia e a un'intensificazione delle violenze. È un'ingiustizia che dura da decenni: oppressioni che i palestinesi subiscono ogni giorno sulla loro pelle". Così Greta Thunberg, in collegamento dalla 'Global Sumud Flotilla', parlando a 'In Onda', su La7. "Quello che stiamo facendo è ciò che i governi non fanno. Sarebbe un crimine gravissimo se Israele bloccasse questi aiuti, perché noi stiamo agendo nel pieno rispetto del diritto internazionale", ha aggiunto Thunberg.
Slovenia, l’Occidente non permetta che la situazione a Gaza continui
"La situazione a Gaza è inaccettabile, insostenibile e mina di fatto i fondamenti morali e i valori su cui si basano l'Unione europea e, naturalmente, la Slovenia. A nostro avviso, il persistere di una tale situazione è qualcosa che il mondo occidentale non dovrebbe mai permettere". Lo ha dichiarato il primo ministro sloveno, Robert Golob, in una conferenza stampa a Lubiana, assieme al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Per questo motivo, inviteremo tutti, non solo i Paesi che simpatizzano con la Palestina, ma anche tutti gli altri, ad avviare misure specifiche che possano contribuire alla fine delle uccisioni, alla fine degli attacchi, che ora sono di nuovo in pieno svolgimento e, in particolare, vorremmo porre fine alla crisi umanitaria. Si tratta di qualcosa a cui sono esposti tutti i civili, dai più giovani ai più anziani", ha aggiunto. "Tutto il resto impallidisce di fronte al numero impressionante di vittime innocenti che cadono sotto i colpi dell'esercito israeliano. Non ci sono scuse per il diritto all'autodifesa. Non ci sono principi morali dietro cui nascondersi. Questa è la nostra posizione, indipendentemente da ciò che possano pensare gli altri", ha concluso.
Macron: “Nessun tentativo di annessione di Israele fermerà il riconoscimento della Palestina”
Israele non può fermare la spinta verso il riconoscimento di uno Stato palestinese attraverso la sua offensiva estesa a Gaza o annettendo altro territorio palestinese. La Francia è uno dei tanti paesi che intendono riconoscere lo Stato di Palestina alla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York; il Belgio è l'ultima nazione occidentale ad annunciare che seguirà l'esempio. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron.
"Nessuna offensiva, tentativo di annessione o spostamento forzato di popolazioni potrà far deragliare lo slancio" verso la cosiddetta soluzione dei due Stati, ha aggiunto, dopo aver parlato con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
Ambasciatore Usa in Israele, rischio per la sicurezza se crolla l’economia palestinese
L'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, ha messo in guardia Israele, sottolineando i rischi per la sicurezza e la stabilità dell'area se l'economia palestinese della Cisgiordania crolla. "Se l'economia palestinese crolla completamente, non sarà una vittoria per nessuno. Porterà a un'escalation e a una crescente disperazione. Le persone disperate fanno cose disperate", ha sottolineato il rappresentante di Washington in un'intervista al giornalista Barak Ravid per l'emittente N12.
Negli ultimi due anni, il ministro delle Finanze e leader di estrema destra Bezalel Smotrich ha adottato numerose misure per indebolire l'Autorità nazionale palestinese guidata da Abu Mazen con l'obiettivo di promuovere l'annessione della Cisgiordania. Più di recente, il leader di Sionismo religioso ha adottato ulteriori misure per strangolare economicamente l'Anp, in particolare bloccando il trasferimento di 500 milioni di dollari di tasse che Israele riscuote per essa e che si aggiungono agli ulteriori 2,5 miliardi di dollari di tasse palestinesi che Tel Aviv ha trattenuto negli ultimi anni.
Come sottolinea Ravid, Smotrich ha anche deciso di disconnettere le banche palestinesi dal sistema finanziario israeliano, un'iniziativa sulla quale manca ancora il via libera del gabinetto di sicurezza per entrare in vigore. Un crollo dell'economia e del sistema bancario palestinese potrebbe far crollare l'Anp, creare un vuoto di governo che spingerebbe la Cisgiordania nel caos e aggraverebbe il conflitto regionale.
Katz, ciò che resta della leadership Houthi fugge da Sanàa
"Ciò che resta della leadership Houthi fugge da Sanàa. Come tutti i leader terroristi dell'Islam radicale, si prendono cura di sè stessi e abbandonano i residenti. Lo stesso fanno i leader di Hamas a Gaza e negli hotel di lusso in Qatar, e lo stesso fanno gli Houthi in Yemen.
Questa volta sapevamo come dar loro la caccia, e lo faremo anche in futuro". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo che giovedì scorso l'Idf ha ucciso il premier del governo Houthi e diversi altri ministri in un attacco sulla capitale Sanàa.
Israele: Portavoce Vaticano, “Prassi della Santa Sede acconsentire alle richieste di udienze da Capi di Stato”
"È prassi della Santa Sede acconsentire a richieste di udienza rivolte al Pontefice da parte di Capi di Stato e di Governo, non è prassi rivolgere loro inviti". Lo ha precisato il portavoce del Vaticano Matteo Bruni. Giovedì il Pontefice incontrerà il presidente israeliano Herzog come ha annunciato l'ufficio del presidente stesso.
Rubio a Barrot, opposizione Usa al riconoscimento della Palestina
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha parlato oggi con il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot e "ha espresso la ferma opposizione degli Stati Uniti a qualsiasi riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese, una mossa che premierebbe Hamas per il 7 ottobre e ostacolerebbe gli sforzi per riportare a casa tutti gli ostaggi". Lo riferisce il dipartimento di stato americano.
Media, “Netanyahu potrebbe vedere Trump durante visita all'Onu”
Secondo il notiziario di Channel 12, Benjamin Netanyahu potrebbe incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la sua visita alle Nazioni Unite alla fine del mese. Secondo le fonti, è già iniziato il lavoro diplomatico per esplorare questa possibilità.
'Dermer, accordo parziale per gli ostaggi non è escluso'
Secondo una fonte qualificata di Channel 13, il ministro e capo negoziatore Ron Dermer (oltre che principale consigliere di Bejamin Netanyahu) ha detto ai Paesi mediatori che Israele non ha escluso un accordo di liberazione parziale degli ostaggi con Hamas. Aggiungendo di non dare troppo peso alle dichiarazioni pubbliche provenienti da Israele sull'intesa per i rapiti o all'insistenza dichiarata da Gerusalemme di essere interessata solo a un accordo globale alle proprie condizioni. Il report di Channel 13 non ha chiarito a quale dei tre principali mediatori - Stati Uniti, Egitto e Qatar - Dermer abbia comunicato questo messaggio.
Idf, “240 ultraortodossi si sono arruolati, 198 in ruoli combattimento”
240 uomini ultraortodossi si sono arruolati ieri, nel ciclo di leva di settembre, in percorsi di leva dedicati; di questi, 198 hanno scelto ruoli da combattimento. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf), sottolineando che tali programmi permettono ai soldati ultraortodossi di svolgere il proprio servizio in maniera soddisfacente mantenendo integralmente il loro stile di vita, riferisce il Times of Israel. L'esercito si aspetta che le cifre di reclutamento aumentino nelle prossime settimane a seguito di ulteriori giornate di incorporazione. La questione della leva militare dei cittadini israeliani ultraortodossi è al centro delle tensioni che hanno attraversato l'esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu nel corso dell'estate, culminate nell'abbandono del governo (ma non della maggioranza alla knesset) da parte dei due principali partiti ultraortodossi, United Torah Judaism e Shas.
Netanyahu ai soldati: “Siamo alla fase decisiva, vinceremo”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha pubblicato un messaggio video per i soldati dell'Idf in servizio attivo e di riserva esprimendo profonda gratitudine:
"So che avete pagato un prezzo alto, nel lavoro, negli studi, a casa. Stiamo combattendo una guerra ostinata e giustissima, senza paragoni. Non dimentichiamo nemmeno per un attimo ciò che ci è stato fatto il 7 ottobre: le decapitazioni, le donne stuprate, i neonati bruciati, gli ostaggi portati nei tunnel di Gaza. Stiamo agendo per riportarli a casa", ha detto. "Ciò che è cominciato a Gaza, deve concludersi a Gaza. Durante tutta la guerra abbiamo preso decisioni molto difficili. Decisioni che nessuno credeva davvero che avremmo potuto attuare. Ora siamo di fronte alla fase decisiva. Credo in voi, mi fido di voi, e tutto il popolo vi abbraccia. Con l'aiuto di Dio, vinceremo insieme", ha concluso.
Media, Rubio in visita in Israele il 14 settembre
Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà in visita in Israele il 14 settembre. Lo scrive il Jerusalem Post, citando due fonti. Rubio aveva già visitato Israele a febbraio, nel suo primo viaggio in Medioriente.
Al Jazeera, fotoreporter di Al Manara ucciso a Gaza
L'ufficio stampa del governo di Gaza, guidato da Hamas, afferma che un altro giornalista, Rasmi Salem, è stato ucciso a Gaza, portando il numero totale di operatori dei media uccisi nella Striscia dal 7 ottobre 2023 a 248. Lo riporta Al Jazeera.
Salem lavorava come fotoreporter per Al-Manara e, come riporta Anadolu, ha perso la vita in un attacco israeliano con un drone a Gaza City.
Capo dell’Idf: “Iniziata l’operazione a Gaza City”
Il Capo di Stato Maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha dichiarato che l'esercito ha iniziato le sue manovre a Gaza City. "Intensificheremo e approfondiremo le nostre operazioni", ha detto ai riservisti richiamati questa mattina. "Stiamo già entrando in aree in cui non siamo mai entrati prima e stiamo operando lì. Le Idf non offrono altro che una soluzione decisiva. La guerra non si fermerà finché il nemico non sarà sconfitto".
Centinaia di riservisti dell’Idf si rifiutano di combattere per conquistare Gaza City
Centinaia di riservisti contrari ai piani delle Idf di conquistare Gaza City hanno annunciato che non si presenteranno più in servizio se chiamati a combattere nella guerra in corso contro Hamas. Lo scrive il Times of Israel. "Siamo oltre 365 soldati, e il numero continua a crescere, che hanno prestato servizio durante la guerra e hanno dichiarato che non si presenteranno in servizio quando saranno richiamati", ha detto il sergente di prima classe (in congedo) Max Kresch in una conferenza stampa a Tel Aviv.
"Ci rifiutiamo di prendere parte alla guerra illegale di Netanyahu e consideriamo un dovere patriottico rifiutare e chiedere conto ai nostri leader".
Kresch, medico da campo, afferma che il gruppo di riservisti e soldati è composto dalle stesse persone che si sono precipitate in prima linea il 7 ottobre per proteggere Israele. "È proprio questo stesso senso del dovere che ci spinge a rifiutare", ha dichiarato. Il sergente di prima classe Dor Menachem ha affermato che l'ordine di occupare Gaza City "mette in pericolo gli ostaggi e i soldati stessi", sostenendo che l'intero establishment militare ha espresso una "posizione determinata contro" tale decisione. "Non c'è logica in questa scelta", ha aggiunto.
Il capitano (di riserva) Ron Feiner, che ha prestato servizio per 270 giorni come riservista durante la guerra, ha definito la decisione presa all'inizio di questo mese di prendere il controllo di Gaza City, che molti considerano il primo passo verso l'occupazione dell'intera Striscia, un "ordine palesemente illegale: la decisione di occupare Gaza sarà sempre a rischio degli ostaggi, dei soldati e dei cittadini.
È stata presa da un governo messianico privo di legittimità pubblica, interessato solo alla propria sopravvivenza politica".
Gaza, Lazzarini condanna l’indifferenza della comunità internazionale
Il direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa) Philippe Lazzarini si è detto senza parole per l'inferno di Gaza, dove non esiste più alcun luogo sicuro.
Lazzarini, intervenuto oggi al Forum strategico di Bled in un panel dedicato alla ricerca di una soluzione al conflitto di Gaza, ha condannato non solo la carestia in corso, e secondo lui evitabile, ma anche l'indifferenza della comunità internazionale. Il direttore dell'Unrwa ha poi aggiunto che i diritti umani, uniti al diritto internazionale, hanno perso la loro universalità e che gli Stati ora li rispettano in base a interessi specifici. "C'è il rischio reale che Gaza diventi un cimitero del diritto internazionale umanitario", ha detto.
Da parte sua, la rappresentante speciale dell'Unione europea per il processo di pace in Medio Oriente Christophe Bigot ha difeso il ruolo dell'Ue e, tra le altre cose, ha elencato le misure adottate per sostenere finanziariamente i palestinesi, sia attraverso il finanziamento dell'Unrwa che attraverso il funzionamento dell'Autorità Nazionale Palestinese e di altre strutture.
Vescovo Beirut: “Gli aiuti a Gaza sono una goccia in un oceano di bisogni”
"Oggi vediamo un po’ di gesti di solidarietà verso Gaza, però questo non basta. E' una goccia nell'oceano dei bisogni". A dirlo è monsignor Cesar Essayan, vicario apostolico dei Latini di Beirut, a margine dell'assemblea del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo a Firenze a proposito della missione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.
"Noi non possiamo permettere ancora che l'umanità cada così in basso, dove la dignità della persona umana viene calpestata - ha aggiunto -. Spero che il mondo, o piuttosto, le persone che hanno in mano le decisioni sulle vite degli altri, si rendano conto che solo salvando le vite, creando pace, noi possiamo andare verso un mondo sempre migliore. Sennò è la fine per tutti".
In merito al convegno, ha spiegato ancora il vescovo, "mi auguro che sia un'ulteriore spinta per i giovani per rendersi conto dell'importanza della pace, dell'impegno per la pace che deve essere preso individualmente, ma anche "dell'importanza di sensibilizzare perché questo impegno diventi sempre più comunitario. Papa Francesco ci ha insegnato attraverso la Laudato sì a riscoprire quanto la dignità della persona umana sia un valore imprescindibile per la pace, per la fraternità e per la vita umana stessa".
Maltempo, 5 barche della Flotilla costrette al rientro
Cinque piccole imbarcazioni, delle venti che facevano parte della Global Sumud Flottilla diretta a Gaza, sono state costrette a interrompere il loro viaggio ed effettuare un'inversione di rotta verso Barcellona a causa del maltempo.
Con un comunicato, la Flottilla ha fatto sapere che queste navi non saranno in grado di proseguire a causa delle loro piccole dimensioni, nonostante "la missione sia ancora in corso" con le altre quindici navi.
Non è la prima battuta d'arresto subita dalla flottiglia. Domenica, ore dopo aver lasciato Barcellona, era stata costretta al rientro in porto a causa delle cattive previsioni meteorologiche lungo la costa di Barcellona Ieri, pochi minuti dopo le 20:00, la flottiglia era riuscita a ripartire per Gaza.
Della Valle: “Da Ben Gvir minacce inaccettabili, l’Ue reagisca”
"Quelle del ministro israeliano Ben Gvir sono minacce inaccettabili. Il Belgio ha legittimamente deciso di riconoscere lo Stato della Palestina così come hanno già fatto Norvegia, Spagna, Irlanda, Slovenia e altri 143 Paesi del mondo. L'Unione Europea smetta di mettere la testa sotto la sabbia e reagisca difendendo le decisioni sovrane di un suo Stato membro". Lo scrive in una nota Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.
"Da che parte starà il governo Meloni? Da quella del governo belga, il cui premier è un suo alleato al Parlamento europeo, o quella del governo di estrema destra di Netanyahu? - prosegue - Il Movimento 5 Stelle non ha dubbi ed è convintamente al fianco del popolo palestinese. Per noi va aumentata la pressione su Israele imponendo un embargo di armi e mettendo fine a ogni relazione commerciale e finanziaria. Solo così capiranno che è arrivato il momento di mettere la parola fine al vergognoso genocidio in corso a Gaza".
Strada (Pd): “Il mondo su Gaza va avanti, solo l'Ue è ferma al palo”
"Mentre cittadini e attivisti da tutto il mondo navigano verso Gaza usando il proprio corpo per rompere l'isolamento della Striscia, in Europa si discute ancora e da mesi se ci siano gli estremi per sospendere gli accordi di collaborazione con un governo responsabile dell'uccisione di decine di migliaia di civili". Così in una nota Cecilia Strada, eurodeputata Pd.
"Non bastano le denunce dell'Onu, le notizie dal campo dello stesso esercito israeliano, le immagini che ci tormentano da quasi due anni? - aggiunge - Ha ragione l'equipaggio della Sumud Flotilla quando dice che i governi hanno fallito, che le istituzioni hanno fallito".
"L'Ue ha approvato per mesi sanzioni contro la Russia con grande reattività - dice ancora - e non ha fatto niente di concreto di fronte all'orrore di Gaza, alle uccisioni dei civili, alle deportazioni forzate, agli spari sulle persone affamate, ai piani di occupazione della Cisgiordania. Se la Commissione pensa che i palestinesi non siano degni della nostra attenzione o che per loro non valga il diritto internazionale su cui si fonda l'Ue lo dica una volta per tutte e non si nasconda più dietro un dito. Se le va bene assistere complice alla quotidiana cronaca dell'orrore che ci arriva da Gaza e dalla Cisgiordania lo dica".
"In caso contrario sospenda ora ogni forma di cooperazione con Israele, partendo dall'Accordo di Associazione, difenda in tutte le sedi la Corte Penale Internazionale e faccia pressione agli Stati membri per un embargo delle armi da e per Israele.
Siamo stanchi di sentire solo parole".
Sinistra Ue, “A bordo della Flotilla l'eurodeputata Fourreau”
"La Global Sumud Flotilla è in viaggio per rompere il blocco di Gaza. La nostra eurodeputata francese Emma Fourreau è a bordo. La flottiglia sarà osservata da esperti e legislatori su una nave di osservatori legali indipendenti, tra cui l'eurodeputata irlandese Lynn Boylan". Lo comunica su X il gruppo europeo de La Sinistra.
Wafa, “9 civili tra cui 7 bambini uccisi nella Striscia”
I media di Gaza riferiscono che un drone dell'Idf ha colpito un punto di distribuzione dell'acqua ad al-Mawasi, nella parte occidentale di Khan Younis, uccidendo almeno 11 persone, tra cui sette bambini. Al momento l'Idf non ha rilasciato commenti.
100 eurodeputati, “Commissione d’inchiesta Onu sugli attacchi giornalistici a Gaza”
Cento eurodeputati hanno firmato un'interrogazione per chiedere all'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri, Kaja Kallas, "di fare pressioni per spingere le Nazioni Unite a creare una commissione internazionale d'inchiesta sugli attacchi contro i giornalisti a Gaza e la creazione di meccanismi di protezione internazionale per i reporter che operano nelle zone di conflitto". Lo si apprende da una nota diffusa dalla delegazione europea del Partito democratico, a cui è allegata la lista dei firmatari: 52 provenienti dal gruppo S&D, 21 di The Left, 16 dei Verdi/Efa, 6 di Renew e 5 del Ppe.
"L'iniziativa è nata dopo i due gravissimi attacchi di agosto: il bombardamento del 10 agosto che ha ucciso sei giornalisti di Al Jazeera presso l'ospedale Al-Shifa, e quello del 25 agosto al complesso medico Al-Nasser di Khan Younis, in cui hanno perso la vita altri cinque cronisti", spiega il comunicato, sottolineando che l'interrogazione, a prima firma dell'eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo e co-firmata dal capo della delegazione Pd all'Eurocamera Nicola Zingaretti, è stata consegnata a Yousef Khader Habache, rappresentante europeo del Sindacato dei giornalisti palestinesi, e Shuruq As'ad, giornalista e membro del sindacato.
"L'immobilismo dell'Europa è figlio della scelta di molti governi europei che, a parte i comunicati, bloccano qualsiasi iniziativa.
Stiamo lavorando affinché il Parlamento europeo arrivi ad una risoluzione formale chiara, un passaggio fondamentale per affermare il diritto alla verità e alla giustizia del popolo palestinese", dichiara Zingaretti. Ruotolo, dal canto suo, evidenzia che "chi colpisce i giornalisti colpisce il diritto a conoscere la verità. Per questo chiediamo all'Ue di agire con determinazione" nel solco della richiesta formulata nell'interrogazione. L'eurodeputato dem esprime anche il suo "convinto sostegno" all'iniziativa del Sindacato dei giornalisti palestinesi di organizzare una barca di reporter verso Gaza, "un gesto di coraggio e di verità che merita il nostro appoggio".
Tajani: “Convincere Israele che due Stati sono la soluzione migliore”
"Devo essere sincero, non vedo" la luce in fondo al tunnel sulla soluzione a due Stati in Medio Oriente, "la situazione è ancora molto complicata, ma noi non dobbiamo rinunciare a una giusta causa che è quella di dar vita ad uno Stato palestinese che venga riconosciuto da Israele, che riconosca Israele. Però la situazione è ancora molto complicata, ci sono continui attacchi dei coloni israeliani alle comunità palestinesi in Cisgiordania, in più c'è la situazione di Gaza.
Dobbiamo riunificare Gaza e la Cisgiordania convincendo Israele che la soluzione del popolo dei due Stati è la soluzione migliore che può garantire la pace a lungo termine". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Isoradio.
Tajani: “Necessario riunificare Gaza e la Cisgiordania”
“E' necessario "riunificare Gaza e la Cisgiordania, convincendo Israele che la soluzione dei due popoli e Due Stati è la soluzione migliore che può garantire la pace a lungo termine". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a Isoradio.
Il ministro ha spiegato che la situazione "è ancora molto complicata", ma nonostante ciò "non si deve rinunciare a una giusta causa che è quella di dar vita a uno Stato palestinese riconosciuto da Israele e che riconosca al contempo Israele".
Tajani ha poi ribadito che l'Italia "è disponibile a inviare, con la decisione ovviamente del Consiglio di Sicurezza, delle truppe italiane sotto l'ombrello di una missione ONU sul modello UNIFIL per un periodo di transizione".
Tajani: “Non rinunciamo alla giusta causa, che è Stato palestinese sicuro per Israele”
"Stiamo lavorando intanto per arrivare a un cessare il fuoco, spingendo Israele e Hamas a raggiungere un accordo, operazione certamente molto difficile. Contemporaneamente aiutiamo la popolazione civile con il progetto italiano Food for Gaza, stiamo inviando tonnellate e tonnellate di beni alimentari e non solo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Isoradio. "Stiamo accogliendo in Italia bambini palestinesi che hanno bisogno di cure insieme alle loro famiglie. Siamo il Paese al mondo, insieme al Qatar, l'Egitto, la Turchia, e gli Emirati Arabi Uniti che ha accolto il maggior numero di rifugiati palestinesi da Gaza", ha aggiunto.
Tajani ha poi raccontato la sua visita ai nosocomi italiani: "Proprio ieri con il ministro degli esteri palestinese in visita a Roma abbiamo visitato tre ospedali dove sono in cura alcuni bambini palestinesi.
Sono accompagnati dalle loro famiglie, siamo stati all'ospedale Bambino Gesù, siamo stati al Policlinico Gemelli, siamo stati all'ospedale Umberto I. Sono tre luoghi di cura dove vengono assistiti questi bambini con le loro famiglie, molti sono già usciti, guariti e vengono visitati periodicamente per i controlli, altri sono ancora in cura a questi nosocomi". Il ministro ha sottolineato anche il supporto alla formazione dei giovani studenti palestinesi: "Al Policlinico Gemelli c'era una giovane medico che deve concludere parte della specializzazione. L' abbiamo fatto arrivare grazie all'impegno della nostra ambasciata a Tel Aviv e del nostro consolato a Gerusalemme, siamo riusciti a farla venire in Italia e ieri ci ha ringraziato perché può concludere la fase della specializzazione proprio al Policlinico Gemelli. Un'altra ragazza siamo riusciti a farla arrivare all'Università di Siena".
Israele inizia a richiamare decine di migliaia di riservisti
Oggi Israele ha iniziato a mobilitare decine di migliaia di riservisti come parte del suo piano per ampliare l'offensiva su Gaza City. Almeno 60.000 riservisti saranno gradualmente richiamati, ha detto l'esercito israeliano il mese scorso. Estenderà anche il servizio di altri 20.000 riservisti già in servizio. L'inizio della mobilitazione, annunciato il mese scorso, arriva mentre le forze di terra e aeree avanzano e perseguono ulteriori obiettivi nella parte settentrionale e centrale di Gaza, colpendo parti di Zeitoun e Shijaiyah, due quartieri occidentali di Gaza City che le forze israeliane hanno ripetutamente invaso durante i 23 mesi di guerra contro i militanti di Hamas.
Onu: Erdogan, Usa rivedano la decisione sull’Autorità palestinese
Il presidente turco Tayyip Erdogan ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero rivedere urgentemente la loro decisione di revocare i visti ai funzionari palestinesi e impedire loro di partecipare a un incontro di leader mondiali alle Nazioni Unite questo mese a New York. La scorsa settimana Washington ha dichiarato che non avrebbe permesso al presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas e ad altri di recarsi a New York, dove diversi alleati degli Stati Uniti sono pronti a riconoscere la Palestina come Stato. La decisione "non rientra nella ragion d'essere delle Nazioni Unite", ha dichiarato Erdogan ai giornalisti durante un volo di ritorno dalla Cina, secondo quanto riportato dal suo ufficio. "La decisione deve essere urgentemente rivista. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite esiste per discutere i problemi del mondo e trovare soluzioni". "Ciò che ci si aspetta dagli Stati Uniti è che dicano 'stop' ai massacri e alla crudeltà di Israele". Il Dipartimento di Stato ha giustificato la sua decisione di escludere Abbas e altri ribadendo le accuse di lunga data di Stati Uniti e Israele secondo cui l'Autorità Nazionale Palestinese e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) non avevano ripudiato l'estremismo, mentre spingevano per il "riconoscimento unilaterale" di uno Stato palestinese. L'Assemblea Generale si apre il 9 settembre, ma i leader si incontreranno a New York più avanti nel mese, in un contesto di crescenti critiche alla guerra di Israele contro Hamas a Gaza.
Media, “Netanyahu convoca riunione sull’annessione della Cisgiordania”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione sulla possibilità di applicare la sovranità sulla Cisgiordania e adottare misure nei confronti dell'Autorità Palestinese in risposta al riconoscimento dell'Autorità Palestinese come Stato da parte della Francia e di altri Paesi.
Inizialmente prevista per oggi, la riunione dovrebbe svolgersi giovedì, riporta il Jerusalem Post, che cita diversi funzionari israeliani che hanno riferito che Israele sta valutando l'annessione della Cisgiordania come possibile risposta al riconoscimento da parte di alcuni Paesi di uno Stato palestinese.
Non sono ancora chiare le modalità di un'eventuale annessione, né cosa riguarderebbe in particolare, se solo gli insediamenti israeliani o alcuni di essi, oppure aree specifiche della Cisgiordania come la Valle del Giordano, e se alle discussioni seguirebbero passi concreti, il che probabilmente comporterebbe un lungo processo legislativo.
Qualsiasi passo verso l'annessione della Cisgiordania susciterebbe probabilmente una diffusa condanna da parte dei palestinesi, che aspirano a quel territorio per un futuro Stato, nonché dei Paesi arabi e occidentali.
Non è nemmeno chiaro quale sia la posizione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla questione. Il sito israeliano Walla ha riferito domenica che il ministro degli Esteri Gideon Sàar e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso del tema della sovranità della Cisgiordania durante la visita del primo a Washington la scorsa settimana.
Salgono a 78 i morti nei raid israeliani a Gaza delle ultime 24 ore
È salito a 78 il bilancio dei morti negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza dall'alba, 42 dei quali a Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera, citando fonti ospedaliere secondo cui 20 delle persone uccise erano in cerca di aiuti umanitari.
L’Idf: spostatevi da Gaza City, andate ad Al Mawasi
L'Idf ha diffuso un messaggio urgente alla popolazione in vista dell'estensione dei combattimenti all'interno della città di Gaza, in cui avverte che ad al Mawasi saranno forniti servizi potenziati, con particolare attenzione all'accesso alle cure mediche, all'acqua e al cibo. "Per la vostra sicurezza, vi avvertiamo: avvicinarsi o tornare nelle zone di combattimento e nelle aree di attività dell'Idf mette in pericolo la vostra incolumità", si legge nel messaggio dell'esercito. L'area di al Mawasi, sulla costa dell'enclave, è lunga 14 chilometri e larga un chilometro e costituisce circa il 3% della Striscia.
Almeno 63 palestinesi uccisi nei raid israeliani dall’alba
Sale di nuovo il bilancio delle vittime a Gaza dall'alba. Sono almeno 63 i palestinesi uccisi negli attacchi israeliani, tra cui 41 persone a Gaza City, secondo quanto riferito da fonti mediche ad Al Jazeera. Il bilancio delle vittime include 19 persone in cerca di aiuto nella Striscia di Gaza centrale e meridionale, hanno aggiunto.
Il Qatar: Israele verso escalation, non risponde a proposta per il cessate il fuoco
"Israele non ha ancora risposto all'ultima proposta per il cessate il fuoco" nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi ancora trattenuti nell'enclave palestinese.
Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, tra i Paesi mediatori per un accordo tra Israele e Hamas che metta fine alle ostilità. "I colloqui sono ancora in corso, ma non ci sono risultati. Israele ci sta mostrando che si sta dirigendo verso un'escalation, che si manifesta nel pericoloso passo verso l'occupazione di Gaza City.
L'occupazione di Gaza è un passo che minaccia tutti, compresi gli ostaggi", ha dichiarato Majid al-Ansari.
Giovedì il presidente israeliano Herzog da papa Leone
L'ufficio del presidente israeliano ha annunciato che Isaac Herzog sarà in Vaticano giovedì per incontrare papa Leone XIV. Il viaggio di un giorno, promosso dalla Santa Sede, si concentrerà sugli sforzi per riportare indietro gli ostaggi da Gaza, sulla lotta contro l'antisemitismo nel mondo e sulla protezione delle comunità cristiane in Medio Oriente. Herzog incontrerà anche il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, e visiterà la Biblioteca Vaticana
Ben Gvir: “Europei ipocriti, sperimenteranno il terrorismo”
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, è tornato a criticare la decisione di alcuni paesi europei di riconoscere lo stato della Palestina, ultimo oggi ad annunciarlo è stato il Belgio. "Gli ipocriti paesi europei che cedono alle manipolazioni di Hamas finiranno per imparare a proprie spese cos'è il terrorismo", ha affermato, a quanto riporta il sito i24. "Anche qui, in Israele, un tempo alcuni credevano a queste illusioni e in cambio abbiamo ricevuto stupri, omicidi e massacri. Invece di premiare il terrorismo, il mondo libero deve unirsi per contrastarlo", ha aggiunto.
Israele arresta il sindaco di Hebron
Tayseer Abu Sneina, sindaco di Hebron, è stato arrestato dall'Idf durante un raid nella sua abitazione. Lo riporta Haaretz citando a sua volta media palestinesi secondo cui Abu Sneina è stato prelevato per essere interrogato e successivamente arrestato per motivi al momento non chiariti. Suo figlio Meza, che ha parlato con i media, ha dichiarato che la famiglia non sa dove si trovi padre. Inoltre, è stato riferito che da ieri è stato imposto il coprifuoco nel distretto di Hebron, con tutti gli ingressi e le uscite dell'area bloccati dalle forze israeliane
Gaza City, raid israeliani uccidono 13 persone nella notte
Il portavoce della difesa civile di Gaza ha dichiarato martedì che i raid aerei israeliani hanno ucciso 13 persone durante la notte. Mahmud Bassal ha affermato che un attacco israeliano contro un edificio residenziale ha ucciso 10 persone, mentre un altro attacco contro un condominio ne ha uccise altre tre. Entrambi gli attacchi sono avvenuti a Gaza City.
Il Belgio riconoscerà lo Stato palestinese nell’assemblea Onu
Il Belgio riconoscerà lo Stato palestinese durante l'assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre: lo ha annunciato il ministro degli Esteri belga Maxime Prèvot. "La Palestina sarà riconosciuta dal Belgio durante la sessione Onu. E saranno imposte forti sanzioni contro il governo israeliano", ha scritto il ministro belga su X. Il Belgio si unisce così a diversi Paesi occidentali, come Francia e Regno Unito, che hanno annunciato che riconosceranno lo Stato palestinese all'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà dal 9 al 23 settembre a New York.
Membro associazione studio genocidi: “Dubbi su accuse a Israele”
Un membro dell'Associazione internazionale degli studiosi sul genocidio (Iags) afferma che il gruppo ha fatto approvare una risoluzione che accusa Israele senza tenere un dibattito, come sarebbe invece sua prassi standard. Lo riportano i media dello Stato ebraico. La studiosa Sara Brown afferma di essere membro dell'associazione da oltre 10 anni e di aver fatto parte del comitato consultivo dell'associazione per due mandati quadriennali. Brown è anche direttrice regionale dell'American Jewish Committee (Ajc) a San Diego, in California. Secondo la Brown, l'Iags in genere discute le risoluzioni controverse in un'assemblea pubblica virtuale che consente ai membri di dibattere le misure, ma per la risoluzione su Israele la dirigenza dell'associazione ha rifiutato di tenere un confronto. "Il contenuto della risoluzione e il modo in cui ne è stata forzata l'approvazione dimostrano un'imbarazzante mancanza di professionalità", dice la studiosa. Tra le sue perplessità sulla risoluzione c'è il fatto che citi organizzazioni "che hanno reinterpretato" la definizione di genocidio in modo che si applichi a Israele, come Amnesty International. La Brown sottolinea inoltre che solo 129 membri dell'associazione hanno votato la risoluzione, su un numero stimato di circa 500 membri. L'Iags ha recentemente ampliato il numero dei suoi membri e se un tempo era composta principalmente da studiosi ora include figure come attivisti e artisti, mette in evidenza infine la Brown.
Wafa: “Coloni israeliani incendiano decine ettari a nord Hebron”
Numerosi coloni israeliani hanno assaltato l'area di Sair, a nordest di Hebron in Cisgiordania, "dando alle fiamme decine di ettari di terra coltivata". Lo scrive la palestinese Wafa affermando che il "raid è ancora in corso"
Trump: “Israele non ha il sostegno al Congresso Usa di 20 anni fa”
"Quindici o venti anni fa Israele aveva la lobby più forte al Congresso, ma ora non è più così". Lo sostiene Donald Trump in un'intervista al Daily Caller. "C'è stato un tempo in cui se volevi fare il politico, non potevi parlare male di Israele", ha detto il presidente americano. "Israele aveva la lobby più forte che abbia mai visto. Avevano il controllo totale sul Congresso", ha insistito il tycoon.
Trump: “Proseguire la guerra a Gaza danneggia Israele”
Per Donald Trump continuare la guerra di Gaza danneggia Israele. "Potranno anche vincere la guerra, ma non stanno conquistando il mondo delle pubbliche relazioni e questo li sta danneggiando", ha detto il presidente americano in un'intervista al Daily Caller. Trump ha comunque espresso il suo sostegno al piano israeliano per conquistare Gaza City, affermando che deve "finire l'opera" contro Hamas e sostenendo che il gruppo terroristico rilascerà gli ostaggi rimasti solo dopo la sua distruzione.