BRUXELLES – «Un atto di cyberguerra». Nella Commissione Ue nessuno ieri negava che il pericolo corso da Ursula von der Leyen nel volo dalla Polonia alla Bulgaria di domenica scorsa fosse un attacco mirato. Pubblicamente non si definisce l’accaduto come una vera e propria offensiva bellica, ma riservatamente negli uffici dell’esecutivo europeo che si occupano di Difesa in pochi lo negano. Perché u…