Ben Hodges: “I russi dimostrano di non avere rispetto per Trump”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Generale Ben Hodges, lei è stato comandante dell’esercito statunitense in Europa ed è consigliere Nato, cosa pensa dell’attacco russo che ha costretto Ursula von der Leyen ad atterrare in Bulgaria?
“È un segno che i russi non hanno alcun rispetto per Trump. E non hanno subito alcuna conseguenza reale per le loro attività pericolose e illegali in Europa. Vogliono solo essere temuti. E finché non dovranno preoccuparsi di conseguenze reali per i loro attacchi, continueranno a farli”.
Ieri scadeva l’ultimatum di Trump: ci sarà mai un vertice tra Zelensky e Putin?
"Ne dubito. Putin non riconosce Zelensky come presidente legittimo e un incontro minerebbe tutta la narrativa assurda del Cremlino sull'Ucraina come un ‘fake’. Ormai il mondo intero ha capito che gli ultimatum del presidente Trump non valgono niente. E poi, dov'era Putin questo fine settimana? In compagnia di Xi, Modi e Kim Jong Un. Con due dei suoi maggiori clienti di petrolio e gas e due dei suoi maggiori fornito…
BERLINO – Generale Ben Hodges, lei è stato comandante dell’esercito statunitense in Europa ed è consigliere Nato, cosa pensa dell’attacco russo che ha costretto Ursula von der Leyen ad atterrare in Bulgaria?
“È un segno che i russi non hanno alcun rispetto per Trump. E non hanno subito alcuna conseguenza reale per le loro attività pericolose e illegali in Europa. Vogliono solo essere temuti. E finché non dovranno preoccuparsi di conseguenze reali per i loro attacchi, continueranno a farli”.
Ieri scadeva l’ultimatum di Trump: ci sarà mai un vertice tra Zelensky e Putin?
"Ne dubito. Putin non riconosce Zelensky come presidente legittimo e un incontro minerebbe tutta la narrativa assurda del Cremlino sull'Ucraina come un ‘fake’. Ormai il mondo intero ha capito che gli ultimatum del presidente Trump non valgono niente. E poi, dov'era Putin questo fine settimana? In compagnia di Xi, Modi e Kim Jong Un. Con due dei suoi maggiori clienti di petrolio e gas e due dei suoi maggiori fornitori di armi. Quindi non è preoccupato di offendere Trump. Non ha alcun rispetto per lui“.
Europa e Stati Uniti stanno discutendo di garanzie di sicurezza per l’Ucraina. E’ possibile fare a meno di Trump?
”Perché no. Prima di tutto, penso che la ‘garanzia di sicurezza’ sia un termine sbagliato. L’unica garanzia di sicurezza è la Nato. Mentre un simil-articolo 5 è ridicolo. Come funzionerebbe? Se l'Ucraina venisse attaccata, chiunque facesse parte di questa cosiddetta garanzia sarebbe obbligato a rispondere come se fosse stato attaccato? Beh, sono certo che nessuno sottoscriverebbe una cosa del genere, compresi gli Stati Uniti di Trump, per quanto abbiamo capito finora. Piuttosto che garanzie per la sicurezza, parliamo di deterrenza nei confronti della Russia: dobbiamo assicurarci che non attacchi nuovamente l’Ucraina”.
Come?
“Primo, l'Ucraina deve avere la capacità di diventare così forte da risultare indigesta, in modo che la Russia non voglia attaccarla nuovamente”.
Il cosiddetto “porcospino”.
"Esatto. Servono investimenti nell'industria della difesa ucraina: dobbiamo rafforzare la loro capacità di produrre armi a lungo raggio. Dobbiamo condividere le informazioni di intelligence e fare per l’Ucraina ciò che facciamo per Israele: abbattere i missili nemici nello spazio aereo. Ma dobbiamo anche punire la Russia: interrompere o bloccare le esportazioni di petrolio e gas e utilizzare i beni russi congelati.
E’ plausibile inviare truppe sul campo?
"Non sono contrario. Ma dobbiamo chiarirci bene: qual è il loro compito? Questo non è mai stato chiarito. Numero due: quali sono le regole di ingaggio? Voglio dire, se mandiamo soldati americani, italiani, tedeschi o britannici in Ucraina, devono essere in grado di rispondere immediatamente al fuoco se vengono attaccati. E se non lo fanno, se non avranno questa autorità, allora i russi capiranno immediatamente che si tratta di una deterrenza vuota. Terzo: dove li mandiamo? Ora, se l'idea è quella di metterli in prima linea tra le truppe russe e ucraine come abbiamo fatto in Bosnia, parliamo di cifre enormi. Mentre se si vuole che siano in un luogo dove possano rispondere rapidamente a un attacco russo, dovranno essere molto mobili. O si vuole in qualche modo integrarli nelle difese ucraine?”.
Lei cosa ne penserebbe di truppe cinesi in Ucraina?
“L'unica cosa più stupida di avere i cinesi lì come forza di pace è chiedere alla Russia di far parte delle forze di pace. Ma perché dovremmo volere che la Cina prenda piede in Ucraina? La Cina è uno dei maggiori sostenitori della guerra della Russia. E sono loro che comprano più petrolio russo. Penso che sia un'idea terribile”.
Dopo i dazi americani, l'India si sta allontanando dagli Stati Uniti.
“Gli Usa stanno dimostrando una totale mancanza di pensiero strategico. Certo, l'India è un importante acquirente di energia russa, ancora di più da quando la Russia ha invaso l'Ucraina. Ma il problema è che Trump sta punendo solo l'India, quando la Cina compra molto più petrolio e gas dalla Russia. Insomma, è la classica mossa miope di Trump: è arrabbiato perché Modi ha detto pubblicamente: ‘No, signor Presidente, lei non ha aiutato a negoziare il cessate il fuoco o la fine della guerra tra Pakistan e India’. Ma il risultato è un disastro: gli Usa stanno allontanando un partner strategico. Il che danneggia anche la nostra deterrenza nei confronti della Cina perché, come sa, l'India fa parte del Quad, il gruppo di paesi che stanno cercando di contrastare l'espansione cinese nell’Indo-Pacifico“.