NEW YORK - Un corpo trovato nel mezzo di una “città” destinata a sparire nel giro di poche ore. Un uomo di carnagione bianca, capelli lunghi, barba fitta, uno e ottantré di altezza, età sui 30-40 anni, è stato trovato morto, disteso sulla sabbia del deserto, immerso in una pozza di sangue, al Burning Man, il festival culturale e artistico che si tiene ogni anno nel Nevada e che, alla fine dell’estate, richiama migliaia di camperisti e viaggiatori da tutto il mondo. La polizia ha avviato un’indagine per omicidio, in un caso che ricorda scenari thriller alla Michael Connelly e Charles Willeford.
L’allarme è scattato sabato sera, quando lo sceriffo Jerry Allen è stato chiamato per dare un’occhiata a “qualcosa” che era stato trovato da camperisti sistemati a Black Rock City, la “città” temporanea che si popola dal niente ogni anno di questi tempi, riempiendosi di camperisti, motociclisti, tende, nel Black Rock Desert: quel “qualcosa” era il corpo di uno sconosciuto, probabilmente ucciso. …
NEW YORK - Un corpo trovato nel mezzo di una “città” destinata a sparire nel giro di poche ore. Un uomo di carnagione bianca, capelli lunghi, barba fitta, uno e ottantré di altezza, età sui 30-40 anni, è stato trovato morto, disteso sulla sabbia del deserto, immerso in una pozza di sangue, al Burning Man, il festival culturale e artistico che si tiene ogni anno nel Nevada e che, alla fine dell’estate, richiama migliaia di camperisti e viaggiatori da tutto il mondo. La polizia ha avviato un’indagine per omicidio, in un caso che ricorda scenari thriller alla Michael Connelly e Charles Willeford.
L’allarme è scattato sabato sera, quando lo sceriffo Jerry Allen è stato chiamato per dare un’occhiata a “qualcosa” che era stato trovato da camperisti sistemati a Black Rock City, la “città” temporanea che si popola dal niente ogni anno di questi tempi, riempiendosi di camperisti, motociclisti, tende, nel Black Rock Desert: quel “qualcosa” era il corpo di uno sconosciuto, probabilmente ucciso. A distanza di ore gli investigatori non hanno voluto dire come sia morto e neanche chi sia. Si sono limitati a confermare che l’uomo era “decisamente morto”.
Per i testimoni lo sconosciuto è diventato The Man, come viene chiamato il manichino che finisce bruciato alla fine del festival. Solo che stavolta The Man era una persona. Quando hanno trovato il cadavere, da un’altra parte avevano cominciato a bruciare il manichino, a segnare la fine del festival. Qualcuno aveva chiesto di annullare tutto e chiudere in anticipo, in segno di lutto, con due giorni di anticipo, ma non è stato ascoltato.
Per la gente di questa America on the Road, in giro giorno e notte anche nei posti più estremi e pericolosi, e con un fucile magari appoggiato sul cruscotto, trovarsi a pochi metri da un cadavere non è una situazione totalmente insolita. Per i partecipanti, la morte fa parte della vita, anche se questo è il primo sospetto omicidio al Burning Man, da quando il festival è stato fondato nel 1990.
Intanto il cadavere è stato trasporto all’obitorio della contea per l’autopsia. Lo sceriffo è rimasto criptico per molte ore. “Sebbene questo sembri un crimine isolato - ha dichiarato Allen - tutti i partecipanti al festival dovrebbero restare vigili riguardo all’ambiente in cui si trovano e alle persone con cui entrano in contatto”. “Se vi trovate a Black Rock City - hanno detto gli organizzatori del festival - non interferite con le attività della polizia. La sicurezza della nostra comunità è fondamentale”.