Lo scudo che proteggerà l’armata cinese è un gigantesco forno a microonde, progettato soprattutto per “friggere” in cielo droni e missili. Sono le armi più rivoluzionarie esibite sulla Piazza Tienanmen, frutto di ricerche che Pechino porta avanti da trent’anni per ottenere la superiorità nella nuova “guerra elettromagnetica” fatta impulsi invisibili che provocano danni concreti. Una filiera hi-tech che mobilita i centri di ricerca scientifici e le aziende, con risorse umane ed economiche impensabili in Occidente. Questi sforzi hanno prodotto una serie di “cannoni laser”, in parte sperimentati sul campo di battaglia di Kursk per abbattere i velivoli teleguidati ucraini e fatti sfilare davanti a Xi e Putin: sistemi in cui Pechino sembra avere migliorato i meccanismi di puntamento per aumentare l’efficacia del raggio distruttore.
Come funzionano gli HPM
Molto più innovativi i grandi apparati HPM, ossia High-Power Microwave…
Lo scudo che proteggerà l’armata cinese è un gigantesco forno a microonde, progettato soprattutto per “friggere” in cielo droni e missili. Sono le armi più rivoluzionarie esibite sulla Piazza Tienanmen, frutto di ricerche che Pechino porta avanti da trent’anni per ottenere la superiorità nella nuova “guerra elettromagnetica” fatta impulsi invisibili che provocano danni concreti. Una filiera hi-tech che mobilita i centri di ricerca scientifici e le aziende, con risorse umane ed economiche impensabili in Occidente. Questi sforzi hanno prodotto una serie di “cannoni laser”, in parte sperimentati sul campo di battaglia di Kursk per abbattere i velivoli teleguidati ucraini e fatti sfilare davanti a Xi e Putin: sistemi in cui Pechino sembra avere migliorato i meccanismi di puntamento per aumentare l’efficacia del raggio distruttore.
Come funzionano gli HPM
Molto più innovativi i grandi apparati HPM, ossia High-Power Microwave: microonde ad alta potenza, che promettono di cambiare il volto dei conflitti. Il concetto è più o meno quello degli apparecchi presenti in tutte le cucine, solo che gli impulsi vengono “sparati” verso l’alto. Come accade alle pietanze nei forni domestici, ma con un’energia infinite volte superiore, le microonde riscaldano gli obiettivi e fondono letteralmente le componenti elettroniche chiave: microchip, circuiti radio, computer. Così mettono fuori uso qualsiasi macchina volante, a partire da quelle meno veloci, come i quadricotteri-kamikaze, gli aeroplanini-bomba telecomandati e i missili cruise. In pratica, si presentano come l’antidoto agli ordigni che imperversano nei cieli del conflitto russo-ucraino. Mentre i laser devono colpire gli incursori uno a uno, le armi HPM invece emettono un’onda di calore su un’area vasta che può neutralizzare più bersagli contemporaneamente.
Il modello più impressionante mostrato nella parata è l’Hurricane 3000: un semovente con un’antenna colossale, che in realtà è una griglia che emette un’ondata letale in grado di neutralizzare interi sciami di droni. Gli osservatori occidentali l’hanno ribattezzato “l’ammazza-zanzare”, paragonandolo agli apparecchi elettrici che fulminano gli insetti.
Più onde, meno missili
In linea teorica può generare un raggio con dieci gigawatt di potenza e un ritmo sconvolgente di 126 milioni di volte al secondo. I produttori della Norinco, la holding statale dell’industria bellica, sostengono che l’Hurricane 3000 ha dimostrato di potere concretamente sparare 10 mila onde distruttive con un raggio d’azione di tremila metri. Si tratta della caratteristica che più interessa i generali e gli ammiragli, costretti oggi a impiegare costosi missili terra-aria per contrastare i droni mentre le nuove armi permetteranno di abbatterne a centinaia se non migliaia con una spesa ridotta. E’ il motivo che ha spinto pure gli americani a investire su questi strumenti, soprattutto per la difesa delle navi: la piccola azienda Epirus ha realizzato uno scudo chiamato Leonidas che la Us Navy ha già sperimentato per distruggere droni e missili.
Un’arma anche offensiva
I cinesi però si sono mossi molto prima e hanno condotto test già dal 2010. Con un aspetto particolarmente inquietante: gli studi sono stati affidati a centri di ricerca sulle tecnologie nucleari. Il pioniere è stato Huang Wenhua, vice direttore del Northwest Institute of Nuclear Technology: a coordinare le ricerche c’era il direttore Liu Guozhi, un esperto della materia, che oggi è al vertice della CMC Science and Technology Commission ossia la centrale di tutte le innovazioni tecnologiche militari della Repubblica Popolare.
Qual è il rapporto con la fisica nucleare? Il punto di partenza degli scienziati cinesi è stato l’effetto generato dalle esplosioni nucleari ad alta quota: un campo elettromagnetico tale da paralizzare qualsiasi apparecchiatura elettrica o elettronica. La domanda che si sono posti era riprodurre questo risultato senza bisogno di armi atomiche e hanno trovato la risposta nei sistemi di microonde ad alta potenza. Per questo non considerano l’applicazione di questa tecnologia limitata alla lotta contro missili e droni: vogliono farne un’arma offensiva, per azzerare le reti di comunicazione e di comando dei loro nemici, dai network di computer alle costellazioni di satelliti nello spazio. Al momento esibiscono solo tre modelli, tutti pensati per i reparti terrestri e facilmente adattabili alle navi: oltre all’Hurricane 3000 il più piccolo 2000 e il nuovo FK-4000, dalle caratteristiche meno portentose ma già in servizio nei reparti che si addestrano a invadere Taiwan.