NEW YORK - Negli Stati Uniti c’è chi sostiene che Donald Trump sia un “oligarca in formazione” sul modello degli amici del presidente russo Vladimir Putin. E lui non fa niente per smentire i sospetti: una nuova criptovaluta emessa dalla World Liberty Financial della famiglia del presidente, e che ha cominciato a essere scambiata questa settimana, ha aumentato il patrimonio digitale della famiglia di circa cinque miliardi di dollari. E questo traguardo è stato raggiunto nonostante il token digitale sia crollato nei primi due giorni dalla quotazione in borsa.
La criptovaluta di Trump
La criptovaluta, chiamata WLFI, ha raggiunto un massimo di circa 40 centesimi dopo il lancio di lunedì, secondo i dati di CoinMarketCap. Martedì il valore del token era sces…
NEW YORK - Negli Stati Uniti c’è chi sostiene che Donald Trump sia un “oligarca in formazione” sul modello degli amici del presidente russo Vladimir Putin. E lui non fa niente per smentire i sospetti: una nuova criptovaluta emessa dalla World Liberty Financial della famiglia del presidente, e che ha cominciato a essere scambiata questa settimana, ha aumentato il patrimonio digitale della famiglia di circa cinque miliardi di dollari. E questo traguardo è stato raggiunto nonostante il token digitale sia crollato nei primi due giorni dalla quotazione in borsa.
La criptovaluta di Trump
La criptovaluta, chiamata WLFI, ha raggiunto un massimo di circa 40 centesimi dopo il lancio di lunedì, secondo i dati di CoinMarketCap. Martedì il valore del token era sceso fino a circa 21 centesimi, con un calo del 48 per cento rispetto al picco, prima di risalire a circa 23 centesimi nel pomeriggio.
Nonostante il calo, la quota della famiglia Trump in WLFI vale circa cinque miliardi di dollari, basandosi sul possesso di 22,5 miliardi di token WLFI.
I token sono unità digitali, “gettoni" che possono avere diverse funzioni a seconda del contesto: possono funzionare come denaro o come accesso a un servizio o a una piattaforma. Il presidente e la sua famiglia non possono ancora vendere le loro partecipazioni, poiché i token dei fondatori restano bloccati, secondo quanto riferito da World Liberty Financial.
Il conflitto di interesse
Un tempo dichiarato scettico nei confronti delle criptovalute, in barba a ogni accusa di conflitto d’interesse Trump ha promosso l’asset digitale nel suo secondo mandato, promettendo di rendere gli Stati Uniti la “capitale mondiale delle criptovalute” e facendo indirettamente capire che il suo tolken sarebbe stata una garanzia di successo. Questa commistione senza precedenti tra un inquilino della Casa Bianca e affari per miliardi di dollari ha generato dubbi nel mondo politico. Ma la portavoce del presidente, Karoline Leavitt, ha difeso la scelta del tycoon. “Il continuo tentativo dei media di fabbricare conflitti di interesse è irresponsabile e rafforza la sfiducia del pubblico in ciò che legge”, ha commentato. “Né il presidente né la sua famiglia - ha aggiunto - hanno mai avuto, né avranno mai, conflitti di interesse”.
Ma intanto a luglio Trump ha firmato la Genius Act, la prima legge federale di un certo rilievo che disciplina le criptovalute. La legge ha stabilito regolamentazioni federali per le “stablecoin”, considerate un tipo sicuro di criptovaluta perché il loro valore è ancorato ad asset fissi, come il dollaro. Allo stesso tempo il tycoon spinge gli americani a comprare token, e lo stesso fa la sua famiglia. Il valore in forte crescita di World Liberty Financial, i cui cofondatori includono Trump e i figli Eric, Donald Jr. e Barron, ha mostrato l’interesse crescente del presidente per le criptovalute, un settore che abbraccia sia investimenti personali sia mosse politiche. Tra le iniziative d’affari figurano i meme coin $TRUMP e $Melania, criptovalute il cui valore è legato alle tendenze di internet e che hanno cominciato a essere scambiate a gennaio, quando Trump è tornato alla Casa Bianca.