Esteri

I volenterosi avanzano divisi, Merz contro von der Leyen

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz 
Il cancelliere solo da remoto al vertice di Parigi: “Nessun piano per le truppe in Ucraina, l’Ue non ha competenze”

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PARIGI-BERLINO – In teoria, Friedrich Merz era comunque atteso in Francia. A Evian il cancelliere tedesco avrebbe dovuto discutere domani insieme a Emmanuel Macron del destino delle due maggiori industrie europee. Niente di più facile che proseguire il viaggio a Parigi e unirsi alla riunione dei Volenterosi per discutere delle garanzie per la sicurezza dell’Ucraina, anche alla presenza di Volodymyr Zelensky. E invece. Se fino a lunedì sera la sua presenza era data dalla cancelleria in forse, ieri Merz ha fatto sapere che parteciperà solo via zoom al summit parigino.

Con la defezione del cancelliere c’entra anche un’intervista al Financial Times della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ora dopo ora si sta trasformando in una colossale gaffe. A Berlino la fuga in avanti della capa tedesca dell’esecutivo Ue ha suscitato l’ira manifesta del cancelliere, dopo l’irritata reazione del ministro della Difesa Pistorius. Ed è ormai palese che Merz consideri il vertice voluto da Macron poco più che interlocutorio. Anche se ieri ha definito Vladimir Putin «il più grande criminale di guerra dei nostri tempi», in attesa dei prossimi passi di Donald Trump, il cancelliere sembra aver tirato il freno a mano.

Domenica von der Leyen aveva dichiarato che l’Europa ha un «piano piuttosto preciso» sull’invio di truppe in Ucraina e si era anche detta sicura del «backstop americano». Peccato che nelle stesse ore il cancelliere Merz stesse spiegando in un’intervista alla Zdf che «nessuno in questo momento sta parlando di invio di truppe in Ucraina».

Martedì è tornato sull’argomento e senza nascondere l’irritazione con la sua compagna di partito: «L’Unione europea non ha competenze» in materia di difesa, le ha ricordato Merz, smentendo brutalmente che ci siano piani concreti per un impegno militare in Ucraina. «In Germania, almeno, non esistono», ha replicato gelido alle affermazioni della tedesca. Il cancelliere ha ricordato a von der Leyen - ma anche ai suoi interlocutori europei - la gerarchia delle decisioni da prendere: prima di parlare di eventuali truppe di terra, bisogna che ci sia un cessate il fuoco. E anche in quel caso, la partecipazione tedesca «sarebbe enormemente condizionata». Anzitutto, dal voto in Parlamento.

La Germania, insomma, non ha alcuna intenzione di partecipare alla discussione in corso sui ‘boots on the ground’ nel Paese martoriato dall’invasore russo. Anche perché è un punto che suscita ogni volta una bufera tra la Cdu e il partner di governo socialdemocratico, che ha sempre sostenuto che la presenza di soldati tedeschi sarebbe accettabile solo nel caso che anche gli americani promettessero gli “stivali a terra”. Al momento, un’utopia. E va anche ricordato che Merz è tiepido anche su un’altra questione ampiamente discussa in queste settimane tra i Volenterosi: quella che riguarda lo scongelamento e il sequestro degli asset russi.

Le differenze tra gli alleati di Kiev sono minimizzate a Parigi dove si segnala che all’interno della coalizione «ognuno ha un ruolo» che si tratti di schierare contingenti in Ucraina o di sostenere chi lo fa. Secondo l’Eliseo si tratterebbe di inviare poche decine di migliaia di uomini «con lo scopo di inviare un segnale strategico a Mosca». I consiglieri di Macron richiamano i precedenti storici, come la Corea, dove la presenza militare americana svolge da decenni un ruolo di deterrenza nei confronti di Pyongyang. Al tempo stesso, l’Eliseo è tornato ieri a escludere un coinvolgimento diretto delle forze occidentali nello spazio aereo ucraino. «Nessuno vuole correre il rischio di una guerra con la Russia che comporterebbe conseguenze ancora più gravi».

Al di là della prudenza di Berlino e Roma, per ufficializzare le garanzie di sicurezza da dare a Kiev manca ancora il via libera definitivo di Donald Trump che continua a inviare segnali contraddittori. E così il nuovo vertice della coalizione dei volenterosi organizzato all’Eliseo domani rimane appeso all’incertezza che aleggia nella Casa Bianca.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer copresiederanno la riunione, con la partecipazione in presenza di Volodymyr Zelensky. Il leader ucraino incontrerà Macron mercoledì sera all’Eliseo, prima della sessione plenaria. Parallelamente, i ministri della Difesa dei paesi coinvolti si coordineranno in videoconferenza.

Il sostegno incassato al vertice di Washington sembra sfumare. L’Eliseo sottolinea che i paesi europei hanno raccolto nelle ultime due settimane «sufficienti contributi» per dimostrare la loro volontà di assumersi responsabilità sull’Ucraina, «a condizione che gli Stati Uniti si assumano le loro», ovvero fornire quel backstop richiesto da diversi governi e mantenere pressione sulla Russia per ottenere un cessate il fuoco.

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