✕

Teresa Helm, leader delle vittime di Epstein: “Se non ha nulla da temere, Trump pubblichi i file”

Ascolta l'audio

La donna aveva appena finito l’universià quando fu attratta con un’offerta di lavoro a casa di Epstein. Ora chiede verità al tycoon e si profila come figura di spicco nel movimento delle vittime
2 minuti di lettura

Washington - “Non me lo spiego, non so proprio come giustificarlo”. Allarga sconsolata le braccia, Teresa Helm, quando gli chiedi cosa pensa del voltafaccia del presidente Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di fare chiarezza sul caso Epstein, ma una volta tornato alla Casa Bianca si è rimangiato la parola e definisce l’intera questione “un imbroglio ordito dai democratici per destabilizzare il governo”. Teresa, una delle vittime del finanziere pedofilo venute davanti al Congresso di Washington per chiedere la pubblicazione dei documenti ancora segreti dell’indagine, aggiunge: “Questa non e’ una iniziativa politica contro il presidente, ma di giustizia per noi abusate. Se il capo della Casa Bianca non ha fatto nulla di sbagliato, non ha nulla da temere, perciò pubblichi i file, nel nome della trasparenza”.

Washington - “Non me lo spiego, non so proprio come giustificarlo”. Allarga sconsolata le braccia, Teresa Helm, quando gli chiedi cosa pensa del voltafaccia del presidente Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di fare chiarezza sul caso Epstein, ma una volta tornato alla Casa Bianca si è rimangiato la parola e definisce l’intera questione “un imbroglio ordito dai democratici per destabilizzare il governo”. Teresa, una delle vittime del finanziere pedofilo venute davanti al Congresso di Washington per chiedere la pubblicazione dei documenti ancora segreti dell’indagine, aggiunge: “Questa non e’ una iniziativa politica contro il presidente, ma di giustizia per noi abusate. Se il capo della Casa Bianca non ha fatto nulla di sbagliato, non ha nulla da temere, perciò pubblichi i file, nel nome della trasparenza”.

Lei come ha conosciuto Epstein?

“Avevo appena finito l’università, in California. Ghislaine Maxwell mi convinse che Epstein poteva darmi un lavoro da sogno e mi spinse ad andare a New York per trovarlo”.

E cosa era successo?

“Pensavo di fare un colloquio di lavoro, ma invece dell’assunzione ho trovato la richiesta di fargli massaggi e altri servizi”.

Perché non e’ andata via?

“Non potevo, ero ricattata e ingenuamente credevo ancora che ad un certo punto sarebbe arrivata una proposta seria di lavoro”.

Ghislaine ha detto al vice segretario alla Giustizia Todd Blanche che non ha mai visto nulla di inappropriato negli anni passati con Epstein.

“E cosa vi aspettavate che facesse? L’ammissione di aver commesso reati? Trovo incredibile che le abbiano permesso di parlare senza alcuna di noi presente e alcun contraddittorio. Blanche ovviamente non era in grado di rispondere e controbattere, e forse neanche voleva, mentre alle vittime non e’ stato consentito di parlare”.

Teme sia solo una manovra per scagionare Trump e dare la grazia a Maxwell?

“Ghislaine e’ stata condannata per un reato riconosciuto dal tribunale e non deve ricevere il perdono solo perche’ fa comodo a qualcuno. Sentire la sua voce nell’interrogatorio mi ha gelato il sangue: era la stessa voce manipolatrice con cui mi aveva spinta a consegnarmi ad un mostro. La strategia e’ sempre la stessa: nessun mostro ammette in anticipo di esserlo”.

Quindi cosa bisogna fare ora?

“Non dobbiamo lasciare spazio a chi mente, sapendo di mentire. Qui lo scopo non e’ attaccare politicamente Trump, ma il sistema complice che nasconde i risultati di un’inchiesta durata ormai piu’ di venti anni”.

Cosa volete?

“Prove, documenti, le informazioni raccolte da Fbi, Cia e tante altre agenzie, che sanno cosa e’ successo ma non possono dirlo, per proteggere le persone coinvolte. E’ venuto il momento di fare giustizia e chiarezza”.

Esiste la famigerata lista dei clienti di Epstein?

“Non lo so, ma e’ irrilevante: noi sappiamo chi sono perche’ li abbiamo visti. Il punto e’ chiarire le responsabilita’ di chi ha protetto Epstein”.

Lei cosa fa oggi?

“Lavoro, ho una famiglia”.

Come e’ sopravvissuta?

“Terapia, meditazione preghiera. Anche questa pero’ e’ una cura, per noi vittime: appurare e rivelare la verita’”.

Leggi i commenti