Thailandia, il magnate conservatore Anutin Charnvirakul eletto primo ministro
di Natasha CaragnanoPer il magnate conservatore Anutin Charnvirakul, 58 anni, è il coronamento di una lunga attesa. Dopo decenni in politica e due tentativi falliti, il magnate thailandese è finalmente riuscito a conquistare la poltrona di primo ministro. Quando a giugno è trapelata la telefonata tra l’allora prima ministra thailandese Paetongtarn Shinawatra e l’ex leader cambogiano, non ha perso tempo: con il suo partito Bhumjaithai ha abbandonato la coalizione guidata dal Pheu Thai, consapevole che lo scandalo avrebbe portato Shinawatra alle dimissioni, e ha aperto i primi canali con la principale opposizione.
Anutin Charnvirakul sarà il terzo primo ministro thailandese in soli due anni e avrà il compito di riportare stabilità in un Paese lacerato dallo scontro tra l’establishment conservatore e le forze progressiste: le élite monarchico-militari vogliono mantenere lo status quo e il controllo sulle istituzioni, mentre i progressisti spingono per riforme democratiche, maggiore trasparenza e un minor r…
Per il magnate conservatore Anutin Charnvirakul, 58 anni, è il coronamento di una lunga attesa. Dopo decenni in politica e due tentativi falliti, il magnate thailandese è finalmente riuscito a conquistare la poltrona di primo ministro. Quando a giugno è trapelata la telefonata tra l’allora prima ministra thailandese Paetongtarn Shinawatra e l’ex leader cambogiano, non ha perso tempo: con il suo partito Bhumjaithai ha abbandonato la coalizione guidata dal Pheu Thai, consapevole che lo scandalo avrebbe portato Shinawatra alle dimissioni, e ha aperto i primi canali con la principale opposizione.
Anutin Charnvirakul sarà il terzo primo ministro thailandese in soli due anni e avrà il compito di riportare stabilità in un Paese lacerato dallo scontro tra l’establishment conservatore e le forze progressiste: le élite monarchico-militari vogliono mantenere lo status quo e il controllo sulle istituzioni, mentre i progressisti spingono per riforme democratiche, maggiore trasparenza e un minor ruolo dei militari nella politica. Secondo gli analisti, Anutin potrebbe essere un ponte che unisce i potenti clan familiari che dominano la politica provinciale e settori dell'influente establishment monarchico-conservatore.
Anutin, collezionista di amuleti buddisti e pilota amatoriale, si prepara da decenni a questo momento. Figlio di un potente politico-imprenditore, ha studiato negli Stati Uniti prima di entrare nell’azienda di famiglia, la Sino-Thai, di cui è stato presidente. La sua carriera politica è iniziata accanto a Thaksin Shinawatra, padre di Paetongtarn, con cui nel 2004 divenne vice ministro della Sanità. Dopo lo scioglimento del Thai Rak Thai di Thaksin e un’interdizione di cinque anni, è tornato nel 2012 alla guida del Bhumjaithai. Negli anni ha consolidato la sua posizione grazie ai suoi legami con l’élite conservatrice, assicurandosi un ruolo stabile nei governi successivi.
Per due cicli elettorali, nel 2019 e nel 2023, il suo nome era tra quelli favoriti per assumere la carica di primo ministro. Ma ciò non è mai avvenuto e Anutin è salito alla ribalta come ministro della Salute per la sua gestione della pandemia di Covid-19 quando è stato accusato di ritardo nell'ottenere adeguate scorte di vaccini per combattere il virus e per aver sostenuto la legalizzazione della cannabis in Thailandia nel 2022. Dal 2023 ha ricoperto la carica di ministro dell'Interno in due governi guidati dai primi ministri del Pheu Thai. “Sono più giovane, più fresco e capisco la politica in un sistema democratico”, ha detto a Reuters nel 2023, senza nascondere la sua ambizione per la carica più alta e le aspettative di una grande vittoria.
La sua elezione è stata possibile grazie al sostegno del principale partito di opposizione, il Partito del Popolo, che ha il maggior numero di seggi in Parlamento. Ma il partito riformista ha posto due condizioni ad Anutin: lo scioglimento del Parlamento entro quattro mesi e l’avvio di una riforma costituzionale, preferibilmente tramite referendum, per rendere il sistema politico più democratico. Il leader di quest'ultimo, Natthaphong Ruengpanyawut, ha dichiarato che rimarrà all'opposizione, lasciando il nuovo governo potenzialmente di minoranza. Anutin guiderà quindi una fragile coalizione che include partiti filo-governativi che in precedenza avevano impedito al predecessore del Partito Popolare - Move Forward - di prendere il potere dopo le elezioni del 2023. Nuove elezioni però darebbero al Partito Popolare la possibilità di ottenere più seggi, in netto vantaggio sui rivali nei sondaggi di opinione.