Putin alle truppe dei volenterosi: “In Ucraina sarete bersagli”. Zelensky: “Verranno a migliaia”
di Rosalba CastellettiLa risposta russa al vertice di Parigi non si è fatta attendere. Qualsiasi forza occidentale schierata in Ucraina sarebbe un obiettivo legittimo per Mosca, ha detto il presidente russo Vladimir Putin durante la sessione plenaria del Forum economico orientale di Vladivostok, nell’Estremo Oriente Russo. Un chiaro avvertimento all’indomani dell’incontro nella capitale francese sulle garanzie di sicurezza post-belliche per l’Ucraina che ha portato all’impegno di 26 Paesi a fornire a Kiev sostegno militare, compreso l’invio di forze via terra, mare o aria, in caso di un ipotetico cessate il fuoco. Forze che conterebbe «migliaia di truppe occidentali», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky precisando di non poter rivelare ulteriori dettagli in quanto «delicati e legati alla sfera militare». Quello che conta, ha aggiunto, è che le garanzie di sicurezza «inizino a funzionare ora, durante la guerra, e non solo dopo la sua fine».
Non si tratta di «fare la guerra alla Russia», ma di …
La risposta russa al vertice di Parigi non si è fatta attendere. Qualsiasi forza occidentale schierata in Ucraina sarebbe un obiettivo legittimo per Mosca, ha detto il presidente russo Vladimir Putin durante la sessione plenaria del Forum economico orientale di Vladivostok, nell’Estremo Oriente Russo. Un chiaro avvertimento all’indomani dell’incontro nella capitale francese sulle garanzie di sicurezza post-belliche per l’Ucraina che ha portato all’impegno di 26 Paesi a fornire a Kiev sostegno militare, compreso l’invio di forze via terra, mare o aria, in caso di un ipotetico cessate il fuoco. Forze che conterebbe «migliaia di truppe occidentali», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky precisando di non poter rivelare ulteriori dettagli in quanto «delicati e legati alla sfera militare». Quello che conta, ha aggiunto, è che le garanzie di sicurezza «inizino a funzionare ora, durante la guerra, e non solo dopo la sua fine».
Non si tratta di «fare la guerra alla Russia», ma di dissuaderla dall’attaccare nuovamente l’Ucraina in futuro, ha tentato di rassicurare il presidente francese Emmanuel Macron. Il leader statunitense Donald Trump aveva promesso di parlarne con Putin, ma non lo ha ancora fatto. Si è limitato a dire: «La guerra in Ucraina è una vergogna, ci faremo carico delle garanzie di sicurezza. L’Europa vuole vederla finire e sarà la prima a intervenire».
«Se alcune truppe dovessero comparire lì, soprattutto ora, durante le operazioni militari, partiamo dal presupposto che saranno obiettivi legittimi da distruggere», ha dichiarato Putin. «E se si prenderanno decisioni che porteranno alla pace, a una pace a lungo termine, allora semplicemente non vedo alcun senso nella loro presenza sul territorio ucraino, tutto qui. Se si raggiungeranno degli accordi, nessuno dubiti che la Russia li applicherà pienamente. Rispetteremo le garanzie di sicurezza che, ovviamente, devono essere sviluppate sia per la Russia che per l’Ucraina».
Ogni discussione sul futuro post-bellico dell’Ucraina appare tuttavia prematura. Putin, sempre attento a lanciare messaggi concilianti a Washington, per la prima volta ha detto chiaramente che è «praticamente impossibile raggiungere un accordo con la parte ucraina su questioni chiave». È per questo che «non vede la necessità» di un bilaterale con Zelensky. Per non contare tutti i suoi dubbi sulla sua legittimità. «Se anche ci fosse la volontà politica, cosa di cui dubito ci sono difficoltà legali e tecniche, che consistono nel fatto che qualsiasi accordo sui territori deve essere confermato, in conformità con la Costituzione ucraina, tramite referendum. Per poter tenere un referendum, la legge marziale deve essere revocata. Se la legge marziale viene revocata, le elezioni presidenziali devono essere indette immediatamente». Per Putin, occorrerebbe anche il via libera della Corte costituzionale, ma «non funziona» perché il presidente è «in prigione per corruzione». «Questo è il tipo di democrazia che esiste» in Ucraina, ha osservato, svuotando così la sua pur ribadita disponibilità a un «incontro al massimo livello». «Lo ripeto ancora una volta: se qualcuno vuole davvero incontrarci, siamo pronti. Il posto migliore è la capitale della Federazione Russa, la città-eroe Mosca». Ma come sempre Putin non ha nominato Zelensky, a sottolineare ancora una volta che, per lui, resta un interlocutore illegittimo.
«Siamo pronti per qualsiasi tipo di incontro. Ma non crediamo che Putin sia pronto a porre fine a questa guerra. Può parlare, ma sono solo parole, e nessuno si fida delle sue parole», è stata la risposta del presidente ucraino che ha incassato il sostegno del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa che, in visita a Kiev, ha pure invitato l’Ungheria a «smettere di importare gas e petrolio dalla Russia», ha detto annunciando l’invio di una delegazione Ue a Washington.