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Parigi, 24 ore alla fiducia. Il premier Bayrou: “Partiti in guerra civile, vogliono caduta governo”

(afp)

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Lunedì è atteso il voto sul primo ministro francese, in carica da meno di nove mesi
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PARIGI – La Francia sta per precipitare in una nuova crisi politica. Il premier François Bayrou ha continuato ieri il suo tour mediatico nel tentativo estremo di scongiurare una sconfitta che appare ormai inevitabile. Dopo la brevissima esperienza di Michel Barnier, durato appena 99 giorni, anche l’attuale primo ministro, in carica da meno di nove mesi, si prepara a cadere. La sinistra compatta e l’estrema destra di Marine Le Pen hanno già annunciato che voteranno contro. A poche ore dal voto di fiducia di domani, c’è una certezza quasi matematica che il capo del governo non avrà i voti necessari, trovandosi quindi costretto alle dimissioni. Bayrou ha denunciato forze politiche "in guerra civile le une contro le altre" da tre anni in Parlamento, che si "si alleano per abbattere il governo".

A fine agosto, il primo ministro centrista ha deciso di accorciare i tempi dell’approvazione della Finanziaria, che doveva essere discussa a partire da ottobre, chiedendo la fiducia sull’esecutiv…

PARIGI – La Francia sta per precipitare in una nuova crisi politica. Il premier François Bayrou ha continuato ieri il suo tour mediatico nel tentativo estremo di scongiurare una sconfitta che appare ormai inevitabile. Dopo la brevissima esperienza di Michel Barnier, durato appena 99 giorni, anche l’attuale primo ministro, in carica da meno di nove mesi, si prepara a cadere. La sinistra compatta e l’estrema destra di Marine Le Pen hanno già annunciato che voteranno contro. A poche ore dal voto di fiducia di domani, c’è una certezza quasi matematica che il capo del governo non avrà i voti necessari, trovandosi quindi costretto alle dimissioni. Bayrou ha denunciato forze politiche "in guerra civile le une contro le altre" da tre anni in Parlamento, che si "si alleano per abbattere il governo".

A fine agosto, il primo ministro centrista ha deciso di accorciare i tempi dell’approvazione della Finanziaria, che doveva essere discussa a partire da ottobre, chiedendo la fiducia sull’esecutivo e l’obiettivo di ridurre “sovraindebitamento”. Bayrou ha presentato una legge bilancio per il 2026 che include 44 miliardi di euro di tagli alla spesa, aumenti di tasse e l’eliminazione di due giorni festivi per contenere un debito pubblico al 114% del Pil.

Con la caduta di Bayrou, Emmanuel Macron dovrà affrontare l’ennesima emergenza politica in un clima sociale che si annuncia esplosivo. Giovedì è prevista la prima grande mobilitazione del movimento “Bloquons tout”, blocchiamo tutto, che alcuni paragonano già alla rivolta dei gilet gialli.

Se Le Pen chiede a Emmanuel Macron di sciogliere rapidamente il parlamento e indire nuove elezioni, convinta che il Rassemblement National potrebbe vincere, Jean-Luc Mélenchon invoca le dimissioni del capo dello Stato. Secondo un sondaggio, il 64 per cento dei francesi vorrebbe elezioni presidenziali anticipate, ma Macron ha ribadito che resterà all’Eliseo fino al termine del suo mandato, nel 2027. Il capo dello Stato punta a nominare rapidamente un nuovo primo ministro. Tra i nomi che circolano ci sono l’attuale ministro della Difesa, Sébastien Lecornu, e l’ex premier Bernard Cazeneuve. I socialisti rivendicano la guida del futuro esecutivo, ricordando che la loro coalizione era arrivata in testa alle legislative del luglio 2024, pur senza ottenere la maggioranza. La destra dei Républicains ha però escluso ieri di sostenere un governo con un premier socialista.

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